Giappone pronto ad alzare i tassi ai massimi degli ultimi 30 anni, nuova minaccia per Bitcoin

Secondo fonti di mercato, la Bank of Japan (BoJ) sarebbe pronta ad aumentare i tassi di interesse di 25 punti base, portando il tasso ufficiale dallo 0,50% allo 0,75% in occasione della riunione del 19 dicembre. Si tratterebbe del primo rialzo da gennaio e porrebbe i tassi giapponesi ai livelli più alti degli ultimi trenta anni.

La portata dell’effetto sui mercati globali resta incerta, ma storicamente gli sviluppi monetari in Giappone hanno avuto ripercussioni sul bitcoin (BTC) e sul mercato delle criptovalute in generale. Un rafforzamento del yen tende a comprimere la liquidità globale, un canale al quale il bitcoin è particolarmente sensibile.

Meccanismi: carry trade e trasmissione ai mercati

Un canale chiave di trasmissione è il cosiddetto yen carry: per decenni operatori come hedge fund e desk di trading hanno preso in prestito yen a tassi molto bassi per finanziare esposizioni in attività a beta elevato, come titoli tecnologici e titoli di Stato esteri. Un aumento dei tassi giapponesi rende meno conveniente questo tipo di strategia, può invertire i flussi di capitale e generare avversione al rischio, con ripercussioni su azioni e criptovalute.

Nel caso precedente di irrigidimento monetario, l’apprezzamento del yen coincise con una forte riduzione dell’appetito per il rischio che portò il BTC da livelli intorno a 65.000 dollari a circa 50.000 dollari nel giro di poche settimane, mostrando la sensibilità delle criptovalute a shock di liquidità e movimenti valutari rapidi.

Perché questa volta l’impatto potrebbe essere diverso

Ci sono però elementi che suggeriscono che il prossimo rialzo non provochi automaticamente un forte «risk-off». In primo luogo, i posizionamenti degli speculatori sul yen hanno mostrato negli ultimi mesi una maggiore esposizione netta long, riducendo la probabilità di reazioni immediate di shock sui mercati valutari.

In secondo luogo, i rendimenti obbligazionari giapponesi sono aumentati progressivamente durante l’anno, con rialzi su entrambe le scadenze corte e lunghe. Il probabile aumento dei tassi ufficiali può quindi essere interpretato come un adeguamento della politica monetaria rispetto a movimenti già avvenuti sui mercati, più che come una sorpresa improvvisa.

Contesto monetario globale e liquidità

Parallelamente, la Federal Reserve degli Stati Uniti ha recentemente adottato misure di politica monetaria orientate alla diminuzione dei tassi e ha introdotto strumenti di liquidità, con un indebolimento relativo del dollaro. Un dollaro più debole e condizioni globali di liquidità meno restrittive attenuerebbero l’effetto di un eventuale restringimento giapponese sui mercati di rischio.

Nel complesso, la combinazione di posizionamenti già adeguati sul yen, rendimenti governativi domestici in salita e un contesto internazionale meno propenso alla stretta rende meno probabile un massiccio «unwind» dei carry trades prima della fine dell’anno.

Rischi fiscali e implicazioni per la politica

Tuttavia, persistono rischi strutturali che potrebbero alimentare volatilità nel medio termine. Il rapporto debito/PIL del Giappone è molto elevato (attorno al 240%) e la dinamica fiscale sarà un fattore da monitorare nei prossimi mesi come potenziale fonte di tensione sui mercati.

In uno scenario in cui l’esecutivo promuovesse ampi stimoli fiscali e riduzioni fiscali con l’inflazione attorno al 3% e la BoJ mantenesse tassi relativamente bassi, gli investitori potrebbero cominciare a mettere in discussione la credibilità della banca centrale. Ciò potrebbe tradursi in un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi (JGB), in un indebolimento del yen e in una narrazione che accentua i rischi fiscali rispetto al ruolo tradizionale del Giappone come rifugio sicuro.

Conseguenze possibili per gli investitori

Per gli investitori e i gestori di portafoglio, la chiave sarà monitorare simultaneamente: i posizionamenti sul yen, l’andamento dei rendimenti JGB, il calo o la tenuta della liquidità globale e la risposta delle politiche fiscali giapponesi. Movimenti coordinati su questi fronti possono amplificare o attenuare l’impatto sui mercati azionari e sulle criptovalute.

In sintesi, un rialzo della BoJ può rappresentare un punto di svolta per la struttura dei prezzi degli asset, ma l’entità e la durata degli effetti dipenderanno dal contesto di posizionamento, dall’adeguamento preventivo dei mercati e dall’evoluzione delle scelte fiscali e monetarie sia in Giappone che all’estero.