Bitcoin recupera le perdite iniziali giovedì
- 12 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è risalito a circa $93.000 giovedì mentre i mercati valutavano la decisione della Federal Reserve, ma la maggior parte degli altcoin non ha seguito il rimbalzo.
Dopo il taglio dei tassi annunciato mercoledì, Bitcoin era sceso fino a $89.000 in concomitanza con una apertura in forte ribasso per le borse statunitensi; nelle contrattazioni successive è tornato vicino a $93.000, segnando solo un modesto guadagno nelle ultime 24 ore.
Gli altcoin hanno in gran parte mantenuto le perdite registrate nella parte iniziale della seduta: Cardano (ADA) e Avalanche (AVAX) hanno guidato i cali, perdendo circa il 6-7%, mentre Ether si è attestato attorno al 3% in meno rispetto alla giornata precedente, restando comunque sopra i $3.200.
Il rimbalzo di fine giornata di Bitcoin è coinciso con un recupero analogo nei listini azionari statunitensi: il Nasdaq ha chiuso con un calo contenuto dello 0,25% dopo essere stato fino all’1,5% in meno, il S&P 500 ha chiuso in lieve rialzo e il DJIA ha guadagnato circa l’1,3%.
Particolarmente rilevanti sono stati i movimenti nei metalli preziosi: il argento è salito del 5% portandosi a un nuovo massimo storico vicino a $64 l’oncia, mentre il oro ha guadagnato oltre l’1% avvicinandosi a quota $4.300. Il rialzo è stato favorito anche dall’indebolimento del indice del dollaro (DXY), che è sceso al livello più basso da metà ottobre.
Tra i titoli legati alle criptovalute ha spiccato la performance di Gemini, in aumento di oltre il 30% dopo l’annuncio dell’ok regolamentare per offrire mercati predittivi negli Stati Uniti.
Crypto e azioni: divergenze crescenti
Jasper De Maere, stratega di desk presso Wintermute, ha commentato:
“Solo il 18% delle sedute dell’ultimo anno ha visto BTC sovraperformare il Nasdaq nei giorni caratterizzati da eventi macro. Ieri rientrava in questo schema: le azioni hanno segnato un rimbalzo mentre le criptovalute hanno registrato vendite, suggerendo che il taglio dei tassi era già stato scontato e che un allentamento marginale non sta più offrendo supporto.”
De Maere ha inoltre indicato che si cominciano a intravedere timori legati a una possibile stagflazione nella prima metà del 2026 e che i mercati sembrano gradualmente spostare l’attenzione dalla politica monetaria della Federal Reserve alla regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti come prossimo fattore determinante per il settore.
Pressione di vendita su Bitcoin in attenuazione
La società di analisi Swissblock ha osservato segni di indebolimento della pressione di vendita su Bitcoin, indicando che il mercato sta mostrando segnali di stabilizzazione anche se non si può ancora parlare di definitiva inversione di tendenza.
Swissblock ha dichiarato:
“La seconda ondata di vendite è più debole della prima e la pressione di vendita non si sta intensificando. Ci sono segni di stabilizzazione… ma non ancora una conferma.”
Contesto e implicazioni per gli investitori
Il taglio dei tassi della Federal Reserve tende a essere interpretato come una misura volta a stimolare crescita e liquidità, ma la sua efficacia sui prezzi degli asset rischia di essere diluita se il mercato ritiene che l’allentamento sia già stato scontato. Per le criptovalute questo può tradursi in movimenti più dipendenti da notizie regolamentari e da fattori specifici del settore rispetto alle semplici dinamiche di politica monetaria.
L’approvazione per i mercati predittivi ottenuta da Gemini evidenzia invece come sviluppi normativi mirati possano avere un impatto significativo sui titoli legati al settore cripto. Un quadro regolamentare più chiaro negli Stati Uniti potrebbe ridefinire le correlazioni tra crypto e mercati tradizionali e diventare il principale fattore di volatilità nei prossimi trimestri.
Per gli investitori, la combinazione di movimenti divergenti tra azioni, metalli preziosi e criptovalute richiede una gestione attenta del rischio: è consigliabile monitorare sia i dati macroeconomici sia le novità regolamentari, diversificando l’esposizione e valutando orizzonti d’investimento coerenti con la propria tolleranza alla volatilità.