Tokenizzazione: i fondi del mercato monetario tokenizzati come nuova classe di asset

Nella newsletter “Crypto for Advisors” il fondatore di Tokenization Insight, Harvey Li, analizza le tendenze della tokenizzazione, l’evoluzione dei fondi monetari tokenizzati e l’adozione istituzionale in vista del 2026, mentre nella rubrica “Ask an Expert” Michael Sena valuta le implicazioni per gli investitori dopo gli annunci che vedono grandi operatori finanziari impegnati a tokenizzare ETF e immobili.

I fondi monetari tokenizzati: la nuova classe di attività

Nel 2025 la tokenizzazione ha segnato una svolta: ciò che era iniziato come sperimentazione sta diventando parte integrante dell’infrastruttura istituzionale, grazie soprattutto all’iniziativa di banche e gestori patrimoniali che non aspettano un futuro tokenizzato, ma lo stanno costruendo.

Una categoria di prodotto si è imposta come protagonista: i fondi monetari tokenizzati. Questi strumenti stanno rapidamente diventando il principale mezzo di liquidità on‑chain per istituzioni, tesorieri e fondi sofisticati, collegando l’esposizione a breve termine sui titoli di Stato statunitensi con regolamenti digitali, flussi programmabili e trasferibilità in tempo reale.

La crescita è concreta: il patrimonio sotto gestione è raddoppiato nel corso dell’anno, mentre la quota dei fondi monetari tokenizzati rispetto all’universo delle stablecoin è aumentata in modo significativo. Questo indica che gli istituti stanno integrando questi prodotti nelle loro operazioni di liquidità e tesoreria.

L’adozione istituzionale si manifesta con casi d’uso tangibili: JPMorgan ha avviato capacità di repo intraday utilizzando collateral tokenizzato in collaborazione con infrastrutture specializzate; BlackRock ha reso il proprio prodotto accettabile come collateral su alcune piattaforme di scambio; e gruppi bancari e gestori hanno portato a termine operazioni in cambi e derivati sfruttando fondi monetari tokenizzati.

Queste implementazioni mostrano che la tecnologia non è più solo teoria: sta entrando nei processi operativi che regolano liquidità, finanziamenti e gestione del collaterale a livello istituzionale.

Cosa guiderà l’accelerazione nel 2026

Più che l’aumento degli asset, i veri catalizzatori per il prossimo anno saranno cambiamenti regolamentari, riconoscimenti formali del ruolo come collaterale e l’integrazione con infrastrutture bancarie tokenizzate. Di seguito i fattori chiave da osservare.

1. Validazione regolamentare e idoneità come collaterale: se i fondi monetari tokenizzati verranno formalmente riconosciuti come collaterale idoneo per margini, derivati compensati e operazioni di repo — e se tali regole verranno incorporate nei regolamenti di CCP e FCM — questi prodotti smetteranno di essere semplici contenitori di liquidità e diventeranno il collaterale istituzionale centrale che sostiene trilioni di finanziamenti giornalieri.

Questo sblocco normativo rappresenterebbe un vantaggio decisivo per banche, broker, hedge fund e venue di negoziazione che richiedono regolamenti intraday e liquidità programmabile.

2. Il momento della legittimazione istituzionale: contributi e studi congiunti di numerosi operatori finanziari dimostrano che i fondi monetari tokenizzati possono essere trasferiti e impegnati in tempo reale su più ledger, funzionare entro quadri normativi esistenti e offrire garanzie legali e operative sufficienti per l’uso su larga scala.

Questa convergenza di evidenze tecniche e legali aumenta la fiducia delle controparti e accresce la probabilità di integrazione nei processi di tesoreria e gestione del collaterale.

3. L’affermarsi di infrastrutture di cash tokenizzato presso le grandi banche: fino a poco tempo fa i fondi monetari tokenizzati potevano essere rimborsati solo attraverso rotte bancarie tradizionali o tramite stablecoin. La situazione sta cambiando: diverse banche hanno lanciato depositi tokenizzati e flussi di tesoreria 24/7 su catene private e pubbliche, e infrastrutture simili si stanno attivando in più regioni.

Con l’evoluzione di questi “cash rails” tokenizzati, le istituzioni potranno trasferire fondi monetari tokenizzati su depositi tokenizzati e liquidità di regolamento nello stesso ecosistema, senza conversioni verso sistemi di pagamento tradizionali o stablecoin. A quel punto i fondi monetari tokenizzati cesseranno di essere un prodotto marginale rispetto alle criptovalute e diventeranno mattoni fondamentali per la gestione della liquidità digitale istituzionale.

4. Spinta normativa verso stablecoin in U.S.D e EUR: mentre le infrastrutture bancarie tokenizzate si espandono, le iniziative legislative e regolamentari stanno definendo un perimetro di vigilanza per le stablecoin. Normative che chiariscano supervisione, requisiti patrimoniali e casi d’uso per le stablecoin favoriranno la loro adozione come rail di liquidità pubblico e permissionless.

Quando questi quadri si consolidano e le piccole e medie imprese e le istituzioni diventano più sicure nell’impiego delle stablecoin per funzioni di cassa, i fondi monetari tokenizzati emergeranno naturalmente come soluzione per rendimento, collaterale, tesoreria e cassa di portafoglio.

Conclusione: verso una gestione della liquidità programmabile

La tendenza è netta: la liquidità che una volta risiedeva su conti bancari o portali MMF tradizionali viene reingegnerizzata in strumenti programmabili che si collegano direttamente ai rail degli asset digitali. I fondi monetari tokenizzati si stanno affermando come soluzione di tesoreria, regolamento e collaterale per tutte le forme di cash tokenizzato: depositi bancari tokenizzati, deposit token e stablecoin.

Il 2025 è stato l’anno di rottura per questa classe di attivi; il 2026 potrebbe essere la fase di accelerazione, quando i fondi monetari tokenizzati diventeranno uno standard operativo per le istituzioni.

Harvey Li, fondatore di Tokenization Insight

Ask an Expert: domande su trading 24/7 e impatto degli attori tradizionali

Domanda: tradizionalmente gli ETF statunitensi seguono l’orario di mercato di Wall Street e si liquidano attraverso le loro sedi di compensazione. Quali vantaggi e quali ostacoli affronteranno gli investitori di BlackRock con il trading continuo?

Michael Sena said:

“Il trading 24/7 modifica radicalmente aspetti operativi come il personale e la gestione del rischio: quando i mercati non chiudono mai, cambiano le modalità di controllo e intervento. Il vantaggio principale dei mercati in tempo reale è che chi riesce a reagire per primo catturerà la maggior parte dei movimenti di prezzo, il che richiede sistemi di monitoraggio e processi decisionali molto più rapidi.”

Domanda: il mercato degli asset tokenizzati è ancora marginale rispetto all’industria degli ETF da trilioni di dollari. In che modo la partecipazione di un grande operatore contribuirà all’ecosistema della tokenizzazione?

Michael Sena said:

“L’ingresso di un gestore di dimensioni significative incrementa immediatamente il valore rappresentato nell’ecosistema tokenizzato e porta maggiore credibilità alle asset class basate su blockchain, oltre ai tradizionali criteri crypto come Bitcoin ed Ethereum. Questo può accelerare l’adozione sia dal punto di vista di liquidità sia da quello normativo.”

Domanda: il CEO di un grande asset manager ha espresso interesse nel tokenizzare quasi ogni asset tradizionale. Si tratta di una strategia orientata a migliorare il servizio agli investitori o a consolidare la posizione dominante della società?

Michael Sena said:

“La strategia di tokenizzazione appare motivata da benefici concreti: riduzione dei costi operativi, maggiore efficienza e trasparenza. Gran parte del valore di un grande asset manager risiede nei processi di clearing, settlement e nelle attività di middle/back office; la blockchain può snellire queste operazioni e migliorare i margini. Di conseguenza, l’iniziativa serve sia a offrire servizi migliori agli investitori sia a rafforzare l’efficienza competitiva dell’operatore.”