Nuove regole per le partecipazioni sotto il 5%
- 11 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il governo ha trasmesso alla commissione Bilancio del Senato una serie di riformulazioni agli emendamenti che recepiscono gli accordi nella maggioranza sulle modifiche alla manovra, interessando ambiti come gli affitti brevi, il settore bancario, la Tobin Tax e il trattamento dei dividendi. I proponenti dovranno comunicare se accettano le nuove formulazioni; la commissione è stata convocata per completare l’esame e il termine per la presentazione dei sub‑emendamenti è fissato entro la stessa giornata.
Nei prossimi giorni sono previste interlocuzioni bilaterali tra le forze politiche e ulteriori riunioni della commissione per definire i testi. Il calendario prevede che le votazioni possano slittare in funzione degli accordi tecnici e politici ancora da perfezionare.
Modifiche al trattamento dei dividendi
La riformulazione relativa all’articolo 18 attenua l’impatto della stretta sui dividendi introdotta dalla manovra. Viene ridefinito il perimetro dell’«esclusione», lo strumento pensato per evitare fenomeni di doppia imposizione.
In particolare, l’accesso al regime di esclusione è ora limitato ai dividendi derivanti da partecipazioni detenute, direttamente o indirettamente tramite società controllate, per una quota superiore al 5% o di valore superiore a 500.000 euro. La relazione tecnica allegata alla riformulazione stima un gettito che parte da circa 22,7 milioni di euro nel 2026 e raggiunge 32,9 milioni a regime dal 2029.
Affitti brevi e cedolare secca
La proposta di riformulazione ripristina per gli affitti brevi l’applicazione della cedolare secca al 21% per l’abitazione principale locata per brevi periodi. La modifica cancella l’aumento dell’aliquota previsto dalla legge di bilancio precedente e riallinea la disciplina alla normativa vigente, che prevede il 21% per la prima casa e il 26% per la seconda.
Contestualmente, viene ridotto il numero di immobili oltre il quale si presume lo svolgimento di un’attività imprenditoriale: la presunzione passa da tre a due unità locate. Questo elemento incide sulla qualificazione fiscale dell’attività e sulle conseguenti obbligazioni contributive e amministrative.
Banche: deducibilità delle perdite pregresse
Per il settore bancario la riformulazione interviene sull’articolo 22 della manovra, che disciplina la sospensione della deduzione dei componenti negativi connessi alle Dta (le differenze temporanee legate alle imposte anticipate).
La modifica riduce le percentuali di compensabilità del maggior reddito imponibile con le perdite pregresse e con le eccedenze Ace. Per il 2026 la percentuale scende dal 43% al 35%, mentre per il 2027 passa dal 54% al 42%. La relazione tecnica stima effetti finanziari differenziali complessivi di circa 600 milioni di euro in due anni, ripartiti in circa 305 milioni nel 2026 e 300 milioni nel 2027.
Aumento della Tobin Tax
La riformulazione prevede il raddoppio dell’aliquota della Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, che passa dallo 0,2% allo 0,4% a partire dal 2026. La misura mira a incrementare le entrate tributarie derivanti dalle negoziazioni sui mercati finanziari.
La stima sull’effetto finanziario è stata calcolata a partire dai flussi storici registrati sul codice tributo 4058 nel periodo 2022-2024, che hanno fatto emergere un gettito medio annuo di circa 337,3 milioni di euro; il raddoppio dell’aliquota determinerebbe quindi un incremento proporzionale delle entrate a regime.
Implicazioni politiche e prossime fasi
Le riformulazioni mirano a trovare un equilibrio tra esigenze di gettito e tutela di specifici settori economici, e rappresentano un tentativo di mediazione all’interno della maggioranza. Gli interventi sui dividendi e sulla cedolare secca rispondono a pressioni di natura fiscale e sociale, mentre le misure su Dta, Ace e la Tobin Tax incidono su equilibri di sistema e sulla competitività delle imprese e degli intermediari finanziari.
I passaggi parlamentari successivi prevedono la decisione formale dei presentatori sugli emendamenti riformulati, l’esame in sede referente della commissione e la possibile calendarizzazione delle votazioni in Aula. Le parti coinvolte continueranno a discutere aspetti tecnici e conseguenze economiche prima della definizione definitiva dei testi.