Mfe, 2025 con utile e dividendo: un gruppo che gioca sui tavoli di sei paesi
- 11 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia, Mercati, Newsletter
Nel corso di un incontro con la stampa il vicepresidente e amministratore delegato del gruppo televisivo ha chiarito la propria posizione sulla possibile discesa in politica, sottolineando al contempo l’importanza del rapporto tra imprese e istituzioni.
Pier Silvio Berlusconi ha detto:
“Non è un tema che oggi esiste; come imprenditori non possiamo essere lontani dalla politica, disinteressati.”
Valutazione sull’attuale esecutivo
Il dirigente ha espresso un giudizio complessivamente positivo sull’operato dell’esecutivo, motivando la sua posizione con l’andamento di alcuni indicatori economici nonostante un contesto internazionale definito complesso.
Pier Silvio Berlusconi ha detto:
“Penso che il Governo, in una situazione super complicata, stia facendo bene: tutti gli indicatori economici rimangono positivi in una situazione macroeconomica europea e mondiale complicatissima.”
Nel commento è stata inoltre ribadita una stima personale verso la guida politica del Paese, con un riferimento alla figura del primo ministro in carica.
Pier Silvio Berlusconi ha detto:
“Secondo me abbiamo il miglior primo ministro in circolazione in Europa.”
La posizione sulla manovra e sul termine “patrimoniale”
Pur riconoscendo meriti alla gestione della manovra, il manager ha manifestato riserve sul linguaggio usato nel dibattito fiscale nazionale, distinguendo tra misure one‑off e l’adozione di una vera e propria imposta patrimoniale.
Pier Silvio Berlusconi ha detto:
“La parola patrimoniale non mi piace per niente e mi sembra onestamente fuori posto. In certi momenti storici particolari dell’economia di particolare fragilità ci possano essere delle imposte una tantum legate al livello di profitto delle aziende; questo non lo ritengo sbagliato.”
Ha poi specificato un’obiezione di fondo al lessico politico-economico che, a suo avviso, può generare confusione nell’opinione pubblica quando si parla di prelievi sui profitti.
Pier Silvio Berlusconi ha detto:
“Come era sbagliatissima l’espressione extra-profitti. Cosa vuol dire extra? Non vuol dire niente.”
Il ruolo dell’Europa secondo l’imprenditore
Riflettendo sul carattere transnazionale dell’attività aziendale, ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di rafforzare le istituzioni europee per affrontare le sfide geopolitiche e economiche contemporanee.
Pier Silvio Berlusconi ha detto:
“Di sicuro ciò che è stato fatto fino ad oggi non è sufficiente, ma l’Europa deve riuscire ad esistere, ad agire e a difendersi. Di questo sono certo, prima di tutto da cittadino italiano ed europeo, e ancora di più da imprenditore.”
Dal punto di vista pratico, un rafforzamento dell’integrazione e delle capacità decisionali europee si traduce anche in strumenti comuni per la protezione del mercato, della sicurezza energetica e della competitività industriale.
Riflessioni sulla possibile vendita di testate giornalistiche
Nel corso del colloquio è emersa anche una valutazione sulla notizia della possibile cessione di alcune testate e radio del gruppo editoriale a società internazionali. La cessione riguarda gruppi e marchi storici dell’editoria italiana, con ricadute potenziali su pluralismo e occupazione.
Pier Silvio Berlusconi ha detto:
“È una notizia che mi trova stranito, peccato. Il mercato è il mercato, ma da italiano il fatto che un pezzo di storia dell’editoria, del giornalismo, dell’informazione del nostro Paese vada in mani straniere un po’ dispiace. Magari chi arriva è bravissimo e mantiene una linea coerente con la storia delle testate e crea occupazione.”
Ha inoltre richiamato i valori fondamentali del settore, evidenziando come la proprietà estera possa essere compatibile con la tutela del pluralismo solo a determinate condizioni e con adeguate garanzie normative.
Pier Silvio Berlusconi ha detto:
“Il pluralismo, l’indipendenza, l’occupazione sono i valori del giornalismo in Italia.”
Per mitigare possibili impatti negativi è utile il coinvolgimento sia degli organismi di regolazione competenti, come AGCOM, sia del confronto pubblico sulle linee editoriali e sulla tutela dei posti di lavoro.
Implicazioni più ampie e contesto
Le prese di posizione di esponenti dell’imprenditoria mediatica contribuiscono al dibattito pubblico su temi che riguardano finanza, politica e informazione. Le parole pronunciate richiamano questioni di bilanciamento tra libertà di mercato e interessi collettivi, che sono al centro del confronto tra istituzioni, imprese e società civile.
Nel contesto attuale, caratterizzato da incertezza economica a livello globale, il dialogo tra settore privato e decisori pubblici rimane un elemento cruciale per definire strumenti fiscali temporanei, regole per la concorrenza e meccanismi che garantiscano indipendenza e pluralismo nel panorama dell’informazione.