L’ultimo promemoria dei democratici svela nuove fratture nel disegno di legge del Senato

Dopo settimane di colloqui riservati tra le delegazioni, i Senatori democratici hanno presentato una nuova controproposta sul disegno di legge che riforma la struttura del mercato delle risorse digitali, ricapitolando richieste già illustrate pubblicamente nei mesi scorsi e mettendo in luce l’entità delle differenze interne al Senato.

Dettagli dell’offerta dei democratici

Il documento diffuso questa settimana indica che i democratici hanno accolto buona parte dell’impianto proposto dai repubblicani, ma chiedono modifiche strutturali rilevanti. Le richieste riguardano ambiti che spaziano dalla stabilità finanziaria all’integrità del mercato, fino all’applicazione delle norme di sicurezza nazionale e alla condotta politica dei funzionari pubblici.

Secondo i promotori dell’offerta, l’obiettivo è «raggiungere un accordo e procedere con il markup» su un testo bipartisan, cioè portare il provvedimento in una fase formale di emendamento nella commissione competente per avviare il processo legislativo.

Questioni normative e di vigilanza

I punti irrisolti includono standard più rigorosi di disclosure e tutele per il mercato secondario delle attività digitali, strumenti aggiornati per identificare e contrastare i flussi illeciti e norme che impediscano alle piattaforme di eludere gli obblighi di conformità dichiarando una presunta decentralizzazione.

Un altro elemento centrale è la richiesta di limiti stringenti sui rendimenti offerti dalle stablecoin, motivata dal timore che rendimenti elevati possano indurre spostamenti di depositi dalle banche comunitarie verso prodotti digitali, con possibili rischi per la stabilità del sistema bancario locale.

Rimane inoltre aperta la questione fondamentale della ripartizione della sorveglianza a lungo termine tra la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e la Securities and Exchange Commission (SEC). La mancanza di un accordo su quale autorità avrà la responsabilità primaria lascia incerta l’architettura regolamentare del disegno di legge.

In una versione preliminare del provvedimento nella commissione Agricoltura del Senato, era stata inclusa una disposizione per la conferma bipartisan dei commissari chiamati a guidare queste agenzie, una misura pensata per aumentare la stabilità e la prevedibilità delle scelte di supervisione.

Etica e conflitti di interesse

I democratici spingono anche per norme etiche rigorose che vietino ai funzionari eletti di emettere o trarre profitto da progetti in ambito crypto, una richiesta che ha acquistato urgenza alla luce di operazioni legate alla famiglia dell’ex Presidente.

Una delle negoziatrici principali, la senatrice Cynthia Lummis, ha comunque riferito che la Casa Bianca avrebbe respinto le disposizioni etiche e le richieste relative alle nomine democratiche per le commissioni federali che dovrebbero regolare il settore, alimentando la tensione tra le parti.

Scadenze legislative e implicazioni politiche

La trattativa assume urgenza anche per motivi di calendario: il Senato ha pochi giorni rimanenti nel proprio calendario legislativo per il 2025 e rinviare il markup a gennaio comporterebbe l’ingresso nella fase pre-elettorale con le complicazioni tipiche dei mesi che precedono le elezioni di midterm.

Inoltre, il procedimento rischia di essere influenzato dalla scadenza della Continuing Resolution che attualmente finanzia il governo e che è prevista in scadenza il 30 gennaio 2026; un eventuale shutdown federale potrebbe ulteriormente ritardare ogni progresso, come già si è visto in precedenti sospensioni delle attività governative.

Attori esterni, testo della Camera e reazioni

La Camera dei Rappresentanti ha già approvato in precedenza il Digital Asset Market Clarity Act, e molti deputati continuano a sollecitare il Senato a prendere quel testo come base, apportando solo le modifiche necessarie, invece di redigere un disegno di legge completamente nuovo.

Gruppi progressisti e sindacati hanno espresso forti riserve, definendo l’attuale impianto come potenzialmente pericoloso per la stabilità finanziaria degli Stati Uniti e dannoso per i pensionati che dipendono da rendite costanti. A queste critiche si aggiunge l’opposizione di senatori come Elizabeth Warren, storica voce critica del settore crypto.

Nonostante alcuni democratici coinvolti nelle trattative abbiano cercato compromessi con i repubblicani, la mancanza di consenso su temi centrali come la vigilanza, le norme etiche e le garanzie per il sistema bancario locale mantiene il quadro legislativo incerto.

Prospettive e necessità di compromesso

Per procedere con una riforma organica del mercato delle attività digitali sarà necessario trovare equilibrio tra innovazione, protezione degli investitori, contrasto all’illegalità e tutela della stabilità finanziaria. Un’intesa bipartisan dovrà affrontare le incombenze tecniche — come la definizione di competenze tra CFTC e SEC — e le questioni politiche legate alla trasparenza e all’etica pubblica.

Se non si raggiungerà un accordo nei tempi brevi, il testo rischia di rimanere bloccato e di essere influenzato dalle dinamiche elettorali e dalle priorità di bilancio, con possibili conseguenze per le imprese del settore, per gli investitori al dettaglio e per la regolazione finanziaria degli Stati Uniti.