Crollano il BTC e i futures Nasdaq mentre gli utili di Oracle alimentano i timori di una bolla dell’ia

Gli asset rischiosi sono sotto pressione nonostante il taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, a causa di risultati societari deludenti e di un orientamento ancora relativamente restrittivo da parte della banca centrale.

Il Bitcoin tratta vicino ai 90.000 dollari, segnando un calo di circa il 2,8% nelle ultime 24 ore, mentre i futures legati al principale indice tecnologico di Wall Street, il Nasdaq, mostrano una flessione intorno allo 0,8% nelle contrattazioni pre-mercato.

Contesto e reazioni di mercato

La combinazione di un taglio dei tassi che non ha eliminato i timori sulla politica monetaria e di un trimestre societario debole ha amplificato la volatilità. In particolare, il settore tecnologico e le società legate all’AI sono sensibili sia all’accesso al credito sia alle aspettative sui flussi di cassa futuri derivanti dagli investimenti infrastrutturali.

Risultati e bilancio di Oracle

Oracle ha pubblicato i risultati del secondo trimestre fiscale 2026, relativo al periodo chiuso il 30 novembre 2025: i ricavi complessivi sono risultati leggermente inferiori alle attese, con contrazione dei ricavi da software legacy e vendite di nuove licenze particolarmente deboli.

Il dato è stato accompagnato dall’annuncio di un aumento pianificato della spesa per i data centre di circa 15 miliardi di dollari e da un incremento del debito a lungo termine fino a 99,6 miliardi di dollari, pari a un aumento del 25% rispetto all’anno precedente.

I ricavi dell’infrastruttura cloud sono stati pari a 4,1 miliardi di dollari, sotto le aspettative del mercato, alimentando preoccupazioni sul ricorso crescente al debito per sostenere la crescita infrastrutturale.

Morgan Stanley ha stimato che l’indebitamento netto dell’azienda potrebbe salire fino a circa 290 miliardi di dollari entro il 2028, proiettando uno scenario nel quale gli investimenti massicci in infrastrutture si finanziano in larga parte tramite leva finanziaria.

Le azioni di Oracle sono scese di oltre il 10% nelle contrattazioni dopo l’orario ufficiale, trascinando verso il basso i titoli legati all’AI e imprimendo segnali negativi anche sui mercati delle criptovalute.

Il ruolo dei credit default swap

La flessione dei corsi ha riacceso l’attenzione sui 5Y CDS di Oracle, contratti che funzionano come assicurazioni contro il rischio di default e che rappresentano un indicatore del prezzo del rischio percepito dagli investitori.

Special Situations newsletter said:

“Historically, ORCL CDS traded around 20–40 bps, so 117 bps represents a material repricing of risk, but not a distressed profile.”

Special Situations newsletter said:

“Oracle 5Y CDS graph looks exciting until you run the math and realize that it is only pricing in 1.93% probability of default per year and a 9% 5 year cumulative probability of default.”

In termini pratici, l’impennata dei premi sui CDS segnala una rivalutazione del rischio di credito: il mercato sta scontando una maggiore probabilità che l’azienda affronti difficoltà finanziarie, anche se le valutazioni non indicano ancora uno stato di criticità estrema.

Implicazioni per il mercato e per le criptovalute

La situazione evidenzia un possibile scarto tra la spesa elevata per infrastrutture legate all’AI (finanziata in buona parte con debito) e la tempistica in cui tali investimenti si trasformeranno in ricavi e flussi di cassa reali. Questo divario può aumentare la sensibilità degli investitori a qualsiasi segnale che potrebbe allungare i tempi di rientro degli investimenti.

Per i mercati azionari, in particolare per i settori più esposti alla spesa in capitale e ai finanziamenti a leva, la combinazione di risultati inferiori alle attese e di una guida aziendale prudente tende a amplificare la volatilità. Per il mercato delle criptovalute, la correlazione è spesso legata al sentiment: forti vendite su titoli tecnologici e segnali di rischio di credito possono spingere gli investitori a ridurre l’esposizione a asset più speculativi come il Bitcoin.

Nel complesso, la dinamica mette in luce l’interazione tra politica monetaria, leva finanziaria aziendale e aspettative di generazione di ricavi futuri. Gli operatori monitoreranno da vicino ulteriori trimestrali, l’evoluzione dei CDS e le guidance delle società per valutare se la recente rivalutazione del rischio sia transitoria o il segnale di un aggiustamento più ampio dei prezzi di mercato.