Primario sospeso a Roma, la regione si costituisce parte civile: Rocca annuncia che agirà senza sconti
- 10 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dopo l’arresto in flagranza e la successiva misura degli arresti domiciliari, la Asl Roma 2 ha sospeso dal servizio il primario di Nefrologia dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, Roberto Palumbo, in relazione alla presunta tangente di tremila euro ricevuta dall’imprenditore Maurizio Terra, anch’egli ristretto ai domiciliari.
Sospensione e commissione disciplinare
Asl Roma 2 ha comunicato di aver avviato un procedimento interno per accertare responsabilità amministrative e organizzative.
Asl Roma 2 ha dichiarato:
“Segue con estrema attenzione gli sviluppi dell’inchiesta, nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti e della trasparenza istituzionale.”
La stessa azienda sanitaria ha inoltre precisato di aver istituito un’apposita commissione disciplinare per valutare eventuali violazioni del codice deontologico e del contratto di lavoro, e di essere disponibile a fornire ogni supporto necessario alle autorità giudiziarie.
L’inchiesta giudiziaria e l’ordinanza
Le indagini giudiziarie, coordinate dalla procura competente, hanno portato all’iscrizione di circa una dozzina di persone nel registro degli indagati nell’ambito di un procedimento per corruzione e altri reati connessi.
Il provvedimento del gip di Roma sull’ordinanza evidenzia un presunto sistema strutturato di smistamento dei pazienti dializzati.
Il gip di Roma ha scritto:
“Un meccanismo oliato che andava avanti da anni. Un sistema di smistamento pazienti dializzati con regole precise.”
Secondo l’ordinanza, Roberto Palumbo avrebbe avuto il controllo sulle destinazioni dei pazienti verso diversi centri e li avrebbe indirizzati in modo da far raggiungere il massimo riconosciuto a favore della Dilaeur, società della quale gli viene contestata la detenzione, di fatto, del 60% delle quote.
Aspetti legali e possibili sviluppi
Dal punto di vista procedurale, la sospensione cautelativa e la costituzione di una commissione disciplinare rappresentano le iniziative amministrative ordinarie adottate per tutelare il servizio e verificare profili di responsabilità interna.
Sul versante penale, le misure pre-cautelari decise dal gip possono essere impugnate, mentre l’istruttoria continuerà con accertamenti documentali, audizioni e, se necessario, acquisizione di ulteriori riscontri contabili e patrimoniali. In caso di condanna per corruzione, le sanzioni possono comprendere pene detentive, multe e misure patrimoniali.
È inoltre plausibile l’avvio di verifiche fiscali e amministrative sulla gestione delle quote societarie e sui rapporti economici tra i professionisti coinvolti e le strutture private o convenzionate.
Impatto sui pazienti e organizzazione dei servizi dialisi
La vicenda solleva questioni relative alla continuità delle cure per i pazienti dializzati e alla trasparenza nella gestione delle liste di attesa e dei flussi verso le strutture convinzionate. Le aziende sanitarie locali hanno l’obbligo di garantire il trattamento in sicurezza e, se necessario, redistribuire gli utenti a centri alternativi per evitare disservizi.
Gli organi di controllo sanitari e le direzioni ospedaliere dovranno verificare procedure di accettazione, criteri di attribuzione dei posti e conflitti di interesse per ripristinare fiducia e imparzialità nell’assegnazione dei pazienti.
Prospettive e cooperazione istituzionale
Le autorità giudiziarie proseguiranno con gli accertamenti penali, mentre la Asl Roma 2 e le direzioni ospedaliere sono chiamate a collaborare per chiarire gli aspetti amministrativi e organizzativi emersi.
La situazione resta in evoluzione: gli sviluppi delle indagini e le determinazioni della commissione disciplinare saranno determinanti per eventuali provvedimenti ulteriori sul piano amministrativo e professionale.