Paxful si dichiara colpevole di aver favorito il crimine e ignorato le norme antiriciclaggio

Paxful, mercato di scambio di criptovalute, si è dichiarata colpevole su tre capi di imputazione dopo aver ammesso in tribunale di aver favorito lo spostamento di fondi legati ad attività illegali come prostituzione, frode ed elusione di sanzioni.

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Accuse formali e natura del patteggiamento

La società ha sottoscritto una criminal information, documento formale che viene utilizzato quando l’imputato rinuncia all’indagine con giuramento e accetta di dichiararsi colpevole. Con questo atto Paxful ha ammesso violazioni riconducibili al Travel Act per aver agevolato prostituzione illegale tramite il commercio interstatale, alla gestione di un’attività di trasmissione di denaro senza licenza e alla mancata implementazione di un programma di contrasto al riciclaggio (obbligatorio ai sensi del Bank Secrecy Act).

Dettagli finanziari e collegamenti con altri siti

Secondo l’accusa, tra il 2015 e il 2019 Paxful ha processato quasi 3 miliardi di dollari in transazioni e ha incassato oltre 29 milioni di dollari in commissioni, traendo profitti significativi ignorando abusi sulla piattaforma.

Gli investigatori hanno anche indicato trasferimenti in bitcoin verso siti di annunci noti per attività sessuali illegali; quasi 17 milioni di dollari in bitcoin sarebbero transitati da Paxful verso Backpage e siti analoghi, con un profitto stimato per la piattaforma di almeno 2,7 milioni di dollari.

Condotta contestata e aree di rischio

Gli inquirenti sostengono che, anziché impedire gli abusi, la piattaforma abbia pubblicizzato la carenza di controlli sull’identità e di procedure di conformità per attrarre utenti intenzionati a eludere la tracciabilità. In più, non avrebbe segnalato attività sospette, avrebbe falsificato politiche di compliance e facilitato trasferimenti provenienti da giurisdizioni ad alto rischio come Iran e Corea del Nord.

Sanzione, riduzione e calendario processuale

La procura inizialmente aveva quantificato una pena in 112,5 milioni di dollari per il comportamento illecito della società, ma tale importo è stato ridotto a 4 milioni di dollari in considerazione della situazione finanziaria corrente di Paxful, secondo quanto riportato dall’ufficio del pubblico ministero federale.

La società verrà condannata in udienza fissata per febbraio 2026; il procedimento include anche responsabilità individuali: l’ex direttore tecnico Artur Schaback si era dichiarato colpevole l’anno precedente per violazioni correlate alle norme antiriciclaggio.

Dichiarazione del funzionario

Matthew R. Galeotti ha dichiarato:

“L’imputato ha attratto la sua clientela criminale promuovendo la mancanza di controlli antiriciclaggio e la decisione deliberata di non identificare i suoi clienti.”

Indagine congiunta e autorità coinvolte

Il caso è il risultato di un’indagine congiunta che ha visto la partecipazione del Dipartimento di Giustizia, della divisione Criminal Investigation dell’IRS, di Homeland Security Investigations e del FinCEN. Queste agenzie si occupano rispettivamente di perseguire reati federali, indagare crimini fiscali e finanziari, condurre inchieste su sicurezza interna e applicare norme di antiriciclaggio e trasparenza finanziaria.

Contesto normativo e implicazioni per il settore delle criptovalute

Il caso mette in evidenza le responsabilità legali che gravano sui mercati di criptovalute: obblighi di adeguata verifica dell’identità (KYC), implementazione di programmi di AML e segnalazione di operazioni sospette. La mancata osservanza di tali obblighi può esporre le piattaforme a pesanti sanzioni, procedimenti penali e danni reputazionali.

Dal punto di vista politico e regolamentare, decisioni come questa rafforzano la pressione su legislatori e autorità di vigilanza per stringere i requisiti normativi nel settore crypto, a tutela della sicurezza finanziaria, della lotta al finanziamento illecito e del rispetto delle sanzioni internazionali.

Per gli operatori del mercato, la vicenda sottolinea l’importanza di investire in sistemi di compliance robusti, collaborazione con le autorità e procedure di monitoraggio adeguate per prevenire l’abuso delle piattaforme e mantenere l’accesso a mercati regolamentati.