Malaysia Airlines pagherà un risarcimento alle famiglie dei passeggeri del volo MH370
- 9 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un tribunale di Pechino ha stabilito che la compagnia aerea Malaysia Airlines dovrà corrispondere 2,9 milioni di yuan (circa 410.000 dollari) a ciascuna delle famiglie di otto passeggeri scomparsi nel misterioso incidente del volo MH370, avvenuto più di dieci anni fa.
Tribunale popolare del distretto di Chaoyang ha motivato la sentenza facendo riferimento alla Convenzione di Montreal e alle norme vigenti in Cina, stabilendo che la compagnia è tenuta a pagare un risarcimento per la morte, le spese funerarie e i danni per il trauma emotivo delle famiglie. Pur non essendo ancora noto il destino delle persone a bordo, i passeggeri coinvolti sono stati dichiarati legalmente deceduti.
Contesto del volo e procedimenti giudiziari
Il volo MH370, partito da Kuala Lumpur con destinazione Pechino nel 2014, trasportava 239 passeggeri e membri dell’equipaggio. Nonostante anni di indagini e ricerche internazionali, non è stato ancora chiarito cosa sia accaduto né dove si trovi l’aereo, e la questione rimane uno dei più grandi misteri dell’aviazione civile moderna.
Dalla metà del 2016 i familiari dei passeggeri hanno avviato numerose azioni legali per ottenere risarcimenti e l’istituzione di fondi per le attività di ricerca e soccorso. Complessivamente sono state intentate 78 cause: in 47 casi le famiglie hanno raggiunto un accordo con le compagnie aeree e hanno ritirato le cause, in 23 procedimenti il contenzioso risulta ancora pendente e otto hanno ricevuto la sentenza con il risarcimento citato.
Quadro giuridico e implicazioni
La Convenzione di Montreal disciplina la responsabilità dei vettori aerei per i danni derivanti dal trasporto internazionale di passeggeri e prevede che le vittime o i loro aventi causa possano chiedere un risarcimento senza dover dimostrare necessariamente un comportamento colposo del vettore fino a determinati limiti. Le decisioni dei tribunali nazionali, come quella del Tribunale popolare del distretto di Chaoyang, si collocano in questo quadro normativo e spesso fanno riferimento anche alle normative interne relative alla dichiarazione di morte presunta.
La sentenza ha rilevanza anche sul piano pratico: offre un precedente per le richieste risarcitorie avanzate in Cina e può influenzare altre controversie ancora pendenti, oltre a chiarire aspetti procedurali e probatori nelle cause contro vettori e terzi coinvolti.
Ripresa delle ricerche in mare
Il Ministero dei Trasporti ha annunciato che le ricerche del relitto del MH370 riprenderanno il 30 dicembre, affidate nuovamente alla società di esplorazione Ocean Infinity. Le operazioni di ricerca sul fondale marino saranno svolte in modo intermittente per un totale di 55 giorni, con l’impiego di mezzi specialistici.
Ocean Infinity ha esperienza nell’utilizzo di veicoli sottomarini autonomi (AUV) per ispezioni di fondali profondi e in passato ha condotto ricerche su vaste aree oceaniche. Le ricerche del MH370 si confrontano con sfide significative: profondità elevate, correnti marine e un’area di ricerca estesa rendono complesse le operazioni e la identificazione di eventuali resti del velivolo.
Prospettive e impatto sulle famiglie
Per le famiglie delle vittime, le decisioni giudiziarie e la ripresa delle indagini rappresentano momenti cruciali nella ricerca di verità e giustizia. Le sentenze che riconoscono risarcimenti costituiscono un passo formale verso il riconoscimento del danno, mentre le attività di ricerca mantengono aperta la possibilità di recuperare informazioni che possano chiarire le circostanze dell’incidente.
Resta invece aperta la questione delle cause ancora pendenti e degli ulteriori sviluppi tecnici e giudiziari: la comunità internazionale e le autorità competenti continueranno a monitorare sia gli aspetti investigativi sia le implicazioni legali che emergono da questo caso di lunga durata.