Le pmi italiane guadagnano il 36% e trainano il mercato azionario

Aria di rilancio per le Pmi italiane quotate in borsa dopo un periodo di performance irregolari: il 2025 si chiude con un bilancio complessivamente positivo per le mid cap e le small cap di Piazza Affari, i cui indici segnano rispettivamente progressi intorno al 22,6% e al 27,4%. Questi incrementi sono, sulla carta, ancora leggermente inferiori rispetto alle grandi capitalizzazioni (+27% per il Ftse Mib), ma restano risultati significativi per il segmento.

Performance e numeri

L’analisi delle dinamiche di mercato evidenzia segnali che vanno oltre la sola variazione dei corsi. Secondo i calcoli di Intermonte, confrontando la performance da inizio anno con la revisione delle stime sugli utili per l’esercizio 2025, le società a media capitalizzazione italiane hanno messo a segno un rialzo del 26% mentre le «piccole» hanno segnato un +36,2%. Sul fronte dei multipli, il rapporto prezzo/utili mostra un premio delle mid e small cap rispetto alle large cap di circa il 23%, leggermente sopra la media storica del 21% ma inferiore ai picchi registrati nei mesi precedenti.

Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte, ha osservato:

“Molte Pmi italiane si sono evolute in vere e proprie ‘multinazionali familiari’, un patrimonio distintivo per il Paese.”

Guglielmo Manetti ha aggiunto:

“Negli ultimi anni queste società hanno rafforzato il loro modello operativo, consolidando il business e riducendo il livello di indebitamento, rendendole più resilienti e interessanti per gli investitori.”

Iniziative per favorire i contatti con gli investitori

In questo contesto si inserisce il European MidCap Event, durante il quale Intermonte accompagnerà a Ginevra una delegazione di società rappresentative del Made in Italy. La platea comprende le società Aquafil, Dhh, Emak, Fine Foods, Fnm, Igd Siiq, Reply, The Italian Sea Group, Txt e-solutions e Unidata, che insieme totalizzano una capitalizzazione di mercato di circa 6 miliardi di euro.

L’obiettivo dell’iniziativa è mettere in contatto queste imprese con investitori istituzionali europei per rafforzare il legame tra capitale e sistema produttivo nazionale, migliorando la visibilità e la liquidità delle società partecipanti.

Prospettive per il 2026

Le prospettive per il prossimo anno appaiono improntate a un cauto ottimismo. Dopo un 2025 segnato dall’outperformance del settore bancario e di conseguenza del Ftse Mib, gli analisti di Intermonte non escludono un recupero di terreno da parte delle small cap e delle mid cap, sostenuto anche da interventi di politica industriale e finanziaria mirati.

Guglielmo Manetti ha commentato in merito alle possibili leve di sostegno:

“Un ulteriore impulso potrà arrivare dal nuovo Fondo Nazionale Strategico Indiretto di Cassa Depositi e Prestiti, ideato per sostenere le imprese italiane anche nelle fasi di quotazione: ciò contribuirebbe a migliorare la liquidità e le prospettive del mercato azionario domestico.”

Le condizioni per l’avvio di un nuovo ciclo di crescita sembrano quindi presenti, ma sarà il 2026 a mostrare se questo slancio potrà tradursi in una traiettoria più stabile e duratura per le Pmi italiane quotate.



Author: Tony
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