I dati mostrano l’Europa al centro dell’ondata di vendite di Bitcoin a novembre
- 9 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin si è mosso intorno a $90.400 martedì, mentre i mercati delle criptovalute mostravano segni di stabilizzazione dopo uno dei peggiori novembre dal 2018; nuovi dati indicano che la maggiore pressione di vendita nel mese è arrivata dall’Europa.
Situazione di mercato
Nel corso delle ultime 24 ore BTC è salito di circa l’1% e Ether ha registrato un incremento vicino allo 0,2%. Le principali altcoin hanno avuto performance divergenti: BNB ha guadagnato quasi l’1%, SOL ha perso lo 0,6% e XRP è scivolato leggermente verso il basso.
Il mercato più ampio ha mantenuto il recupero avviato nelle sedute precedenti, ma la liquidità è rimasta contenuta in vista della decisione della Federal Reserve prevista per mercoledì, evento che potrebbe imprimere nuovamente direzionalità ai prezzi.
Fattori che hanno guidato il calo di novembre
Dati segmentati per fuso orario, resi pubblici da una società di analisi di mercato, mostrano che l’Europa è stata la principale responsabile dei ribassi compresi tra il 20% e il 25% osservati su BTC e ETH durante il mese. I ritorni medi nelle sessioni europee sono diventati nettamente negativi, mentre le sessioni asiatiche e statunitensi sono rimaste in gran parte piatte.
Questa divergenza fra flussi regionali riflette un processo di de-leveraging nel segmento crypto, con vendite concentrate in orari specifici che hanno amplificato le perdite complessive.
Riposizionamento istituzionale
Il calo di novembre è stato accompagnato da importanti movimenti nei portafogli di società quotate attive nel settore crypto. Una società quotata ha annunciato l’acquisto di 10.624 BTC per circa $963 milioni, operazione finanziata in larga parte tramite una nuova emissione di azioni.
Con questa acquisizione, l’ammontare detenuto dall’azienda raggiunge circa 660.600 BTC, valore che si aggira intorno ai $60 miliardi agli attuali livelli di mercato. Le azioni della società sono scambiate intorno a $180 e hanno perso circa il 50% in sei mesi, mentre gli investitori valutano il rischio di esclusione da indici chiave come quelli gestiti da MSCI.
Clima macro e impatto sui mercati
Il contesto macroeconomico continua a rappresentare il principale limite alla direzionalità delle criptovalute. I mercati azionari asiatici hanno registrato ribassi mentre gli operatori si preparavano alle indicazioni della Federal Reserve su possibili tagli dei tassi e al ritmo dell’allentamento atteso nel 2026.
I rendimenti obbligazionari globali sono rimasti sostenuti dopo il calo registrato nelle sedute precedenti, fattore che esercita pressione sugli asset ad alto beta e può ridurre l’appetito per posizioni rischiose come quelle in criptovalute.
Sentiment e catalizzatori futuri
Il sentimento specifico delle crypto appare fragile: un indice di fiducia on-chain è sceso fino allo zero per la prima volta dall’inizio del 2022, con numerosi indicatori on-chain di BTC che sono diventati ribassisti in assenza di nuovo afflusso di liquidità.
Al tempo stesso, si stanno formando alcuni catalizzatori di medio termine. Tra questi rientrano possibili modifiche normative negli Stati Uniti relative ai piani pensionistici 401(k), attese per l’inizio del 2026, che potrebbero consentire l’accesso di grandi masse di risparmi previdenziali a esposizioni su Bitcoin.
Prospettive e livelli da monitorare
Bitcoin è stato scambiato per l’ultima volta vicino a $90.300. Gli operatori osservano se il mercato sarà in grado di spingersi verso la fascia compresa tra $94.000 e $98.000 oppure se le sedute europee continueranno a imprimere pressione in un contesto di posizionamento di fine anno più serrato.
In assenza di un significativo aumento della liquidità o di orientamenti macro più favorevoli, la probabilità di oscillazioni accentuate resta elevata. Gli investitori istituzionali e retail dovranno valutare con attenzione sia i rischi di mercato nel breve periodo sia i potenziali sviluppi regolamentari e strutturali che potrebbero influenzare l’offerta e la domanda di lungo termine.