Giudice Usa accelera il processo contro Do Kwon prima della sentenza, segnala una lacuna nelle garanzie

Do Kwon, fondatore di Terraform Labs, è al centro di una fase procedurale negli Stati Uniti: il giudice che dovrà pronunciarsi sulla pena ha chiesto chiarimenti su diversi aspetti prima dell’udienza di condanna.

Dettagli richiesti dal giudice

Paul A. Engelmayer, giudice del Distretto Sud di New York, ha formulato sei quesiti alle parti coinvolte, sollevando dubbi su punti procedurali e di esecuzione della pena.

Tra le questioni sollevate vi sono se le vittime del crollo possano intervenire personalmente in udienza per esprimere le loro richieste e se, in caso di trasferimento del condannato all’estero, esistano garanzie che la pena inflitta venga scontata integralmente.

Il giudice ha fissato un termine per le risposte delle parti: le memorie dovranno essere presentate entro il 10 dicembre.

Contesto del caso e impatto sul mercato

Il crollo di Terraform Labs, che in passato aveva raggiunto una valutazione di oltre 50 miliardi di dollari, ha rappresentato un evento determinante nella crisi del mercato delle criptovalute nel 2022 e ha attirato l’attenzione dei regolatori e dei tribunali internazionali.

La vicenda riguarda il collasso del sistema legato alle stablecoin e ai token collegati, che ha provocato perdite consistenti per numerosi investitori e ha alimentato indagini su presunte frodi e responsabilità penali e civili.

Domande specifiche poste dal giudice

Paul A. Engelmayer ha chiesto:

“Assumendo un trasferimento del signor Kwon in custodia straniera per scontare la seconda metà della pena, quale garanzia avrebbe il governo degli Stati Uniti che non verrebbe rilasciato prima del completamento della pena detentiva imposta da questo tribunale?”

Oltre a questo quesito, il magistrato ha domandato se le vittime abbiano manifestato interesse a essere ascoltate in sede di condanna e se a Do Kwon debba essere riconosciuto un credito per i circa 17 mesi già trascorsi in custodia in Montenegro.

Il giudice ha richiesto inoltre chiarimenti sulla specifica esposizione penale residua in Corea del Sud, sulle modalità attraverso le quali potrebbe essere gestito un processo di risarcimento delle vittime e sull’eventuale applicabilità di crediti federali per la riduzione della pena o della misura della libertà vigilata.

Posizioni delle parti e aspetti procedurali

I procuratori federali statunitensi hanno richiesto una pena di 12 anni di reclusione per Do Kwon, mentre la difesa ha chiesto una condanna pari a cinque anni; la disparità delle richieste è uno degli elementi che il giudice vorrà valutare alla luce delle risposte sui punti procedurali sollevati.

Nei casi che coinvolgono trasferimenti in carceri estere le corti statunitensi devono spesso ottenere assicurazioni formali da autorità straniere per garantire l’esecuzione completa della pena, verificando accordi bilaterali o meccanismi internazionali relativi al trasferimento dei detenuti.

Implicazioni per le vittime e il risarcimento

Il diritto delle vittime a essere ascoltate in sede di pena è riconosciuto nei procedimenti federali: presentare memorie vittime o dichiarazioni può influire sulla determinazione della pena e sulle eventuali misure di risarcimento disposte dal tribunale.

Un ordine di risarcimento predisposto da un giudice federale può richiedere procedure per l’identificazione delle perdite e la distribuzione dei fondi, processo che può essere complesso quando coinvolge asset digitali, giurisdizioni multiple e procedimenti civili paralleli.

Prossime fasi

Le parti sono chiamate a fornire risposte scritte ai quesiti del giudice entro il termine stabilito; tali chiarimenti saranno valutati prima dell’udienza di condanna, la quale proseguirà secondo il calendario fissato dal tribunale.

La decisione del giudice su queste questioni avrà effetti non solo sulla pena concreta per Do Kwon, ma anche sulle modalità di esecuzione, sull’accesso delle vittime a forme di riparazione e sull’interpretazione pratica dei meccanismi di cooperazione internazionale in materia penale.