Giovani e sport: più strutture dalle periferie alle scuole

I dati più recenti mostrano una diffusione significativa della pratica sportiva in Italia, sebbene questa tendenza si affievolisca con l’aumentare dell’età. Secondo il report Istat intitolato «La pratica sportiva in Italia», nel 2024 sono state 21,5 milioni le persone che hanno praticato un’attività sportiva, pari al 37,5% della popolazione, rispetto al 26,6% rilevato nel 1995.

Lo studio evidenzia come la partecipazione sia particolarmente elevata tra i più giovani: tra gli 11 e i 14 anni la pratica raggiunge il 75,6% (di cui il 66,7% con continuità e l’8,9% in forma saltuario). A partire dai 15 anni si osserva un graduale calo: la quota resta comunque rilevante fino ai 24 anni (66,1% tra i 15-17 anni e 53,9% tra i 18-24 anni), per poi scendere progressivamente nelle fasce di età successive.

Impatto sulla salute mentale e raccomandazioni internazionali

Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato:

“politiche che implementino l’attività fisica tra gli adolescenti”

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolineano che l’attività sportiva in età adolescenziale influisce positivamente sulla salute mentale, sullo sviluppo di competenze sociali e sulla prevenzione dei comportamenti a rischio. Per questo motivo l’organizzazione invita a adottare politiche mirate che aumentino le opportunità di movimento tra i giovani.

Il problema infrastrutturale nel paese

Un elemento critico per la pratica sportiva in Italia è la dotazione e la distribuzione degli impianti. Il rapporto 2023 dell’Osservatorio Valore Sport, curato da The European House Ambrosetti, segnala una presenza di 131,1 impianti sportivi ogni 100.000 abitanti nel 2022, posizionando l’Italia nell’ultimo posto tra alcuni Paesi europei di riferimento. Si tratta di una dotazione infrastrutturale inferiore di 1,9 volte rispetto alla media di Francia, Spagna e Germania e di 2,4 volte rispetto alla Francia.

Questo gap ha implicazioni pratiche: la disponibilità, la qualità e l’accessibilità degli impianti incidono direttamente sulla possibilità dei giovani di praticare sport in modo continuativo, nonché sulla capacità degli enti locali di promuovere iniziative inclusive e programmi di sviluppo territoriale.

Misure adottate e obiettivi delle politiche

Negli ultimi anni sono state lanciate diverse azioni con due finalità principali: favorire la pratica sportiva come fattore di inclusione sociale e ampliare la rete di strutture disponibili sul territorio. Le iniziative combinano interventi economici per le famiglie, finanziamenti per progetti locali e programmi di rigenerazione degli spazi pubblici e privati.

Tra gli strumenti di sostegno figura la Dote famiglia, un contributo destinato a nuclei con Isee inferiore a 15.000 euro: sono stati stanziati 30 milioni per agevolare la partecipazione dei giovani ad attività sportive, attraverso voucher o contributi diretti alle famiglie.

Il progetto RiGenerazioni, cofinanziato con 30 milioni di euro e gestito con il supporto di Sport e Salute, propone invece un modello di rete che coinvolge enti del Terzo settore, scuole e istituzioni locali per creare o recuperare spazi destinati ai giovani tra i 14 e i 35 anni. L’obiettivo è realizzare nuovi luoghi o riqualificare strutture esistenti — come oratori e impianti scolastici — affinché diventino centri di aggregazione e attività sportive.

Per gli oratori è previsto uno stanziamento specifico di 500.000 euro per ciascun anno del triennio 2025-2027, volto a sostenere progetti che promuovano sport e solidarietà a livello locale. Queste risorse mirano a favorire iniziative di base, soprattutto nei contesti territoriali con minore offerta di servizi.

Prospettive operative e indicazioni per il futuro

Per colmare il divario infrastrutturale e contrastare l’abbandono sportivo in adolescenza è necessario un approccio integrato: pianificazione territoriale coordinata tra Stato, regioni e comuni; investimenti sostenibili per realizzare e mantenere impianti; incentivi per la gestione pubblica e partenariati pubblico-privati; oltre a programmi che facilitino il passaggio dalla pratica giovanile a quella adulta.

Monitorare l’efficacia delle politiche tramite indicatori di partecipazione, qualità delle strutture e impatto socio-sanitario sarà fondamentale per orientare futuri interventi. Interventi mirati su accessibilità, costi per le famiglie e offerta formativa nelle scuole possono contribuire a mantenere elevati i tassi di partecipazione, con benefici diffusi per la salute pubblica e la coesione sociale.



Author: Tony
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