Torna l’exchange in India dopo due anni: cosa aspettarsi
- 8 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Coinbase ha riattivato l’iscrizione di nuovi utenti in India dopo più di due anni, segnando il primo rientro nel mercato nazionale a seguito dell’uscita repentina del 2023 dovuta a attriti regolatori sulle infrastrutture di pagamento.
La piattaforma consente nuovamente registrazioni e scambi esclusivamente tra criptovalute (crypto-to-crypto), mentre il ripristino della possibilità di convertire direttamente in valuta fiat è programmato per il prossimo anno, ha riferito il direttore per la regione APAC John O’Loghlen durante la settimana dedicata alla blockchain in India.
Contesto e motivi dell’uscita
La nuova fase segue una lunga impasse iniziata nel 2022, quando Coinbase aveva introdotto in India il supporto per la Unified Payments Interface (UPI). Pochi giorni dopo il lancio, la funzione venne ritirata dopo che l’operatore della rete non riconobbe pubblicamente l’integrazione con l’exchange.
A seguito di quella frattura, la società sospese completamente i servizi locali, procedette all’offboarding di milioni di utenti indiani e chiuse gli accessi locali per valutare l’esposizione normativa e i rischi operativi legati al mercato indiano.
Dialogo con le autorità e registrazione
Per ricominciare, Coinbase ha adottato un approccio di “pagina bianca” e ha avviato contatti diretti con la Financial Intelligence Unit, l’agenzia incaricata del monitoraggio delle transazioni sugli asset digitali. La società ha completato la registrazione presso la FIU all’inizio dell’anno e ha iniziato a riattivare gli utenti tramite un programma di accesso anticipato lo scorso ottobre.
Stato attuale dei servizi
L’app è ora disponibile in modo più ampio per il pubblico indiano, ma le operazioni rimangono limitate agli scambi tra criptovalute fino al reintegro delle vie di ingresso in fiat. Questa fase transitoria consente a Coinbase di monitorare l’adozione e il rispetto delle norme prima di riattivare completamente i servizi legati alle valute tradizionali.
Quadro regolatorio e impatto sul mercato
Il contesto normativo in India resta tra i più stringenti per gli exchange: è in vigore una 30% di imposta fissa sui guadagni da criptovalute, l’assenza della possibilità di compensare le perdite e un 1% di prelievo sulle transazioni che tende a deprimere i volumi di scambio. Questi elementi continuano a influenzare la liquidità e la strategia commerciale degli operatori esteri nel paese.
La combinazione di tassazione elevata e requisiti di compliance rende più difficile per gli exchange offrire prodotti competitivi rispetto ad altri mercati, imponendo una valutazione attenta del modello di business e delle infrastrutture locali necessarie per operare in conformità con le autorità indiane.
Investimenti e presenza locale
Nonostante le incertezze regolatorie, Coinbase prosegue gli investimenti in India. La sua divisione di venture ha aumentato la partecipazione nell’exchange locale CoinDCX, valutato circa $2,45 miliardi.
Parallelamente, l’azienda intende potenziare la presenza operativa: il piano prevede l’espansione di una forza lavoro già significativa, con oltre 500 dipendenti in India, impiegati sia su prodotti destinati al mercato nazionale sia su linee di prodotto con vocazione globale.
Prospettive e considerazioni
La riapertura graduale rappresenta per Coinbase un tentativo di riconquistare quota in un mercato strategico, bilanciando opportunità di crescita con la necessità di conformarsi a normative severe. La tempistica e la piena riuscita del ritorno dipenderanno dall’evoluzione dei rapporti con le autorità locali e dalle condizioni fiscali che influenzano la domanda degli utenti.