Bitcoin riconquista i 92.000 dollari, le altcoin faticano a seguirlo

Il mercato delle criptovalute ha mostrato segnali di ottimismo durante la sessione asiatica di lunedì: Bitcoin (BTC) è risalito oltre i 92.000 dollari dopo essere rimasto per il fine settimana in un range ristretto sotto i 90.000 dollari.

La principale criptovaluta ha così invertito la vendita di venerdì e si trova ora a breve distanza dal massimo della scorsa settimana vicino ai 94.200 dollari. Anche i futures sugli indici azionari statunitensi hanno mostrato un aumento rispetto all’apertura di domenica sera, con un rialzo intorno allo 0,2%.

Il mercato prezza ampiamente la possibilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nella riunione di mercoledì: la probabilità di un taglio di 25 punti base è stimata essere elevata, secondo i prezzi dei derivati negoziati sul CME, la grande piazza per i contratti futures.

Derivati e volatilità implicita

L’indice di volatilità implicita a 30 giorni di BTC (BVIV) si mantiene stabile intorno al 50%, segnale che il mercato non mostra panico immediato in vista della decisione della banca centrale.

Nel segmento dei futures, la crescita dell’open interest è stata guidata da token come ASTER e ENA, mentre i tassi di funding perpetui per i principali token, tra cui BTC e ETH, restano positivi: ciò riflette una prevalenza di scommesse rialziste con leva.

Questa polarizzazione rialzista potrebbe tuttavia essere in parte influenzata dal disinnesco di posizioni legate all’arbitraggio cash and carry, ovvero lo smantellamento delle gambe corte sui futures che si era creata durante strategie di arbitraggio.

Sulla piattaforma Deribit le opzioni put su Bitcoin e Ether continuano a scambiarsi a premi superiori rispetto alle call, segnalando che permangono timori di ribasso. Per BTC, il $20K put risulta essere uno dei trade di opzioni più popolari in scadenza giugno 2026.

I flussi di mercato sulle opzioni hanno mostrato domanda per spread call e strangle su BTC, mentre per ETH i flussi delle ultime 24 ore sono stati dominati da calendar spread di call.

Altcoin e indicatori di mercato

L’indicatore di “altcoin season” è crollato a un minimo record di 19/100 lunedì, sottolineando la riluttanza degli investitori a speculare su token diversi dai leader di mercato dopo i mesi di forti vendite.

Il comportamento degli investitori è evidente anche nel confronto tra gli indici: il CoinDesk 20 (CD20), che rappresenta i principali 20 token per capitalizzazione, ha guadagnato l’1,34% dal 1° dicembre, mentre il CoinDesk 80 (CD80), che include un paniere più ampio di altcoin, ha perso l’1,37% nello stesso periodo.

I settori peggiori dell’anno sono stati i memecoin e il metaverse, con ribassi rispettivi di circa il 53% e il 62% su base annua: un segnale che l’interesse per meme virali e per i token legati a NFT e mondi virtuali si è molto ridotto rispetto ai picchi precedenti.

Performance dei token principali

Tra i token con migliori performance nelle ultime 24 ore spicca la moneta per la privacy Zcash (ZEC), che ha registrato un rialzo vicino al 17%, contribuendo a un avanzamento cumulato che supera il 600% da inizio anno. Questo movimento riflette un interesse rinnovato per progetti che puntano alla riservatezza delle transazioni.

Al contrario, il token TIA, nativo di una blockchain focalizzata sulla disponibilità dei dati, ha perso oltre l’87% del suo valore quest’anno. La caduta viene attribuita a una ridotta attività sulla rete e a recenti licenziamenti che hanno indebolito la fiducia degli investitori.

Implicazioni e contesto

La possibile riduzione dei tassi da parte della Federal Reserve tende a favorire gli asset rischiosi, inclusi i crypto asset, perché riduce il costo opportunità di detenere investimenti volatili. Tuttavia, la struttura dei mercati dei derivati e la distribuzione dei flussi mostrano che molti operatori restano cauti e multilivello nelle loro strategie.

Indicatori come la volatilità implicita e i funding rate forniscono informazioni utili sul posizionamento degli investitori: funding positivi segnalano leva long diffusa, mentre put più costose delle call indicano che una parte del mercato si protegge ancora contro possibili ribassi.

Nel complesso, il quadro è quello di un mercato che mostra segnali di ripresa a breve termine ma che resta selettivo: capitali e attenzione sono concentrati sui progetti consolidati e su token con casi d’uso chiari, mentre le scommesse speculative su settori meno supportati da fondamentali appaiono deboli.