Verso una SEC europea: allarme sulle licenze e ambizioni istituzionali

La proposta della Commissione europea di ampliare i poteri dell’ESMA per centralizzare il regime di autorizzazione nei mercati dei capitali ha riacceso il dibattito sul rischio di eccessiva concentrazione delle funzioni di vigilanza, pur indicando ambizioni istituzionali più ampie per la struttura dei mercati finanziari dell’UE.

Il pacchetto presentato dalla Commissione europea propone di attribuire all’ESMA competenze di vigilanza diretta per componenti chiave dell’infrastruttura di mercato, inclusi i fornitori di servizi relativi agli asset cripto (CASP), le sedi di negoziazione e le controparti centrali.

Una delle preoccupazioni principali riguarda l’estensione della giurisdizione dell’ESMA sia alla supervisione sia all’autorizzazione di tutte le imprese europee operanti nel settore crypto e nella tecnologia finanziaria (fintech), cosa che potrebbe tradursi in procedure di licenza più lente e rappresentare un freno per le startup innovative.

Faustine Fleuret ha detto:

“Sono particolarmente preoccupata dal fatto che la proposta attribuisca all’ESMA sia la responsabilità dell’autorizzazione sia quella della supervisione dei CASP, e non solo della vigilanza.”

Obiettivi della riforma e analogie con modelli esterni

La misura mira a ridurre le discrepanze tra pratiche nazionali di vigilanza e a uniformare i regimi di autorizzazione negli Stati membri, con l’obiettivo dichiarato di rendere i mercati dei capitali dell’UE più competitivi rispetto a quelli di paesi terzi.

Se approvata, la nuova architettura di supervisione renderebbe il ruolo dell’ESMA più simile al modello centralizzato adottato dall’SEC negli Stati Uniti, un’idea che era già emersa nei discorsi pubblici della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, nel 2023.

Rischi per l’innovazione e la capacità operativa

Critici e operatori del settore sottolineano che, senza risorse adeguate e meccanismi operativi chiari, la centralizzazione potrebbe diventare ingestibile e tradursi in ritardi o in valutazioni eccessivamente caute, dannose soprattutto per le realtà più piccole e per le iniziative sperimentali.

Elisenda Fabrega ha detto:

“Senza mezzi adeguati questo mandato rischia di sovraccaricare l’ente, provocando ritardi e valutazioni conservatrici che penalizzerebbero in misura sproporzionata le imprese più innovative.”

L’efficacia della riforma dipenderà quindi meno dalla sua formulazione giuridica e più dalla sua attuazione istituzionale: capacità operativa dell’ESMA, reale indipendenza e canali di cooperazione strutturati con le autorità nazionali saranno elementi determinanti.

Dimensione del mercato e finalità economiche

Il pacchetto più ampio si propone di favorire la creazione di ricchezza per i cittadini dell’UE potenziando i mercati dei capitali affinché offrano condizioni più favorevoli per la raccolta e l’impiego del risparmio privato a vantaggio dell’investimento e della crescita.

La maggiore dimensione dei mercati finanziari esteri rispetto all’UE è spesso richiamata per giustificare riforme volte a migliorare liquidità e profondità dei mercati europei, elementi che influenzano costi di finanziamento e opportunità per imprese e investitori.

Impatto politico e prossime fasi

La proposta è ora oggetto di negoziato tra il Parlamento Europeo e il Consiglio. Nel confronto tra istituzioni saranno discusse eventuali modifiche, garanzie procedurali e meccanismi transitori volti a preservare la stabilità del sistema e la continuità delle autorizzazioni nazionali durante la transizione.

È probabile che alcuni Stati membri richiedano specifiche salvaguardie per la vigilanza nazionale o maggiori certezze sul finanziamento e sul rafforzamento delle strutture operative dell’ESMA, mentre gli operatori del settore continueranno a sollecitare procedure snelle per non ostacolare l’innovazione.

In definitiva, la riuscita di una eventuale centralizzazione dipenderà dall’equilibrio tra uniformità regolamentare e flessibilità operativa, nonché dalla capacità delle istituzioni europee di garantire risorse, trasparenza e cooperazione effettiva con le autorità nazionali.