Focus sulle partite iva con punteggio negativo
- 7 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sempre più selezione dei contribuenti considerati a rischio evasione fiscale basata su un’analisi avanzata del rischio: chi presenta uno score negativo in termini di affidabilità fiscale è più esposto a controlli mirati.
Agenzia delle Entrate, guidata di recente nella riconferma del suo vertice, punta su un contrasto all’evasione sempre più selettivo, sfruttando le banche dati a disposizione e sviluppando capacità di analisi più sofisticate.
Il piano operativo prevede l’utilizzo di quasi 200 archivi informativi gestiti dal partner tecnologico Sogei, che affiancano l’attività degli operatori fiscali; la strategia enfatizza il ruolo centrale del personale dell’Amministrazione nel processo decisionale, integrato però da strumenti digitali per la selezione dei casi.
Previsioni di aumento dei controlli
I numeri programmatici del piano indicano un aumento progressivo dei controlli: si stima di raggiungere circa 270.000 accertamenti nel 2026, con almeno un incremento del 20% rispetto al 2025, per arrivare a un ordine di grandezza pari ad almeno 350.000 accertamenti nel 2028.
La tendenza sarà orientata a una maggiore frequenza di verifiche sulle imprese di medie dimensioni, con un incremento minimo previsto del 20% nel 2026 e fino al 50% nel 2028: ciò riflette la priorità data a settori e soggetti ritenuti più rilevanti per la base imponibile nazionale.
Strategia operativa e compliance
La strategia combina misure a favore della compliance e dell’adempimento spontaneo con un presidio rigoroso dove sono individuate anomalie: l’intento dichiarato è favorire la regolarizzazione volontaria, ma senza creare zone franche per chi ignora le segnalazioni.
In pratica, per i contribuenti che restano inattivi dopo un alert l’Amministrazione intende mantenere un elevato livello di attenzione e procedere all’accertamento quando sussistono gli elementi per farlo, anche qualora gli importi contestati siano modesti.
L’azione ispettiva avrà inoltre una prospettiva temporale più ampia: l’analisi verificherà se l’anomalia rilevata si è ripetuta in più periodi d’imposta, per valutare la persistenza del comportamento e la rilevanza ai fini dell’accertamento.
Faro sulle anomalie legate agli ISA
Particolare attenzione sarà riservata alle anomalie riscontrate nelle dichiarazioni delle cosiddette pagelle fiscali, ossia gli ISA compilati da oltre due milioni di imprese, società e professionisti.
La platea interessata è ampia ed eterogenea: sono mappati oltre 1.100 codici di attività, con differenze per settore economico, distribuzione territoriale e forma giuridica. Per questo motivo l’azione dell’Amministrazione non può essere casuale, ma deve essere guidata da criteri di selezione basati sul rischio.
Il punteggio di affidabilità fiscale può dunque costituire una spia iniziale: uno score basso indirizza la selezione verso situazioni con criticità maggiori, dove il risultato del controllo potrebbe far emergere base imponibile non dichiarata e imposte non versate.
Collegamento con il concordato preventivo biennale (Cpb)
Esiste una connessione significativa tra le anomalie rilevate e il meccanismo del concordato preventivo biennale (Cpb): in presenza di criticità, alcuni soggetti vengono invitati a regolarizzare la posizione e a aderire all’accordo biennale come misura di composizione e compliance.
Le norme istitutive del Cpb prevedono inoltre che Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza programmino un rafforzamento dell’impiego operativo per intensificare i controlli verso chi non aderisce al concordato o ne decade, per tutelare la correttezza del sistema tributario e la parità di trattamento tra contribuenti.
Ne consegue che i controlli futuri potranno concentrarsi anche su quei soggetti che, pur essendo stati segnalati o invitati a regolarizzare, non hanno completato il percorso previsto dal concordato biennale.
Impatto operativo e garanzie
L’ampliamento dell’attività di selezione e controllo solleva questioni organizzative e di tutela dei diritti dei contribuenti: serve personale adeguato, investimenti nell’analisi dei dati e procedure chiare per notifiche, ricorsi e verifiche documentali.
Parallelamente, è essenziale garantire trasparenza sulle metodologie di scoring e adeguate garanzie procedurali, affinché l’uso delle banche dati e degli strumenti informatici sia bilanciato da tutele amministrative e giurisdizionali per cittadini e imprese.
In conclusione, la strategia delineata mette in primo piano l’uso mirato delle informazioni e dell’analisi del rischio per contrastare l’evasione, con possibili effetti significativi sul numero e sulla targettizzazione dei controlli fiscali nei prossimi anni.