I libri abbracciano l’intelligenza artificiale: il 75% delle case editrici italiane la usa
- 6 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
In Italia tre editori su quattro hanno integrato l’uso della IA all’interno delle proprie case editrici, impiegandola in attività che vanno dalla comunicazione alla progettazione grafica fino all’analisi delle vendite, secondo la prima indagine sistematica condotta dall’Associazione italiana editori (Aie), presentata in occasione della fiera Più libri più liberi.
Risultati principali della ricerca
La survey, compilata da 184 marchi editoriali, segnala una penetrazione complessiva della IA del 75,3% tra gli editori intervistati. Il dato cresce con le dimensioni aziendali: nelle realtà con fatturato superiore ai 5 milioni di euro la quota raggiunge il 96,2%, mentre rimane significativa anche tra le imprese più piccole (62,5% per editori con ricavi sotto i 100.000 euro).
I campi di applicazione dichiarati mostrano un uso diffuso negli ambiti di supporto organizzativo: il 67,1% la utilizza per l’ufficio stampa e la comunicazione, la stessa percentuale riguarda i paratesti e i metadati; il 50,7% per copertine e illustrazioni; il 49,3% per attività di editing, revisione e traduzione. Seguono impieghi per pratiche amministrative (31,5%), miglioramento dell’accessibilità (21,9%) e analisi commerciali e previsioni di vendita (19,2%).
Percezione e reazione del settore
Il delegato all’innovazione dell’Aie sottolinea la rapidità con cui il comparto ha risposto al tema e la vasta adesione alla rilevazione, che evidenzia come l’adozione della intelligenza artificiale non sia più confinata ai soli grandi gruppi editoriali.
Andrea Angiolini ha detto:
“La cosa che ci ha colpito di più è stata la rapidità della risposta e l’ampiezza della risposta.”
Secondo l’analisi, la maggior parte degli impieghi resta orientata al back office, ma si osserva una crescita delle applicazioni rivolte direttamente ai lettori e agli utilizzatori dei contenuti, soprattutto nei segmenti scolastico, universitario e professionale, dove le piattaforme digitali esistono da tempo e l’integrazione di servizi basati sulla IA trova terreno favorevole.
Andrea Angiolini ha detto:
“Poi c’è una quantità interessante di applicazioni già nel front end. In questo momento sono molto più concentrate nei settori scolastico, universitario e professionale.”
Implicazioni operative e normative
L’indagine solleva questioni pratiche e regolamentari che riguardano qualità editoriale, tutela del diritto d’autore, trasparenza nei processi e responsabilità rispetto ai contenuti generati o assistiti da algoritmi. Per rispondere a queste esigenze, editori e istituzioni potrebbero definire linee guida condivise su verifica delle fonti, attribuzione dei contributi creativi e garanzie sull’accuratezza delle traduzioni e delle revisioni automatiche.
Sul piano delle politiche pubbliche, il dialogo con le autorità nazionali e con la Unione Europea appare importante per predisporre quadri normativi che bilancino innovazione e tutela dei diritti culturali, sostenendo al contempo investimenti in competenze digitali per il settore.
Prospettive per le piccole e medie case editrici
I dati mettono in luce un diverso grado di adozione in funzione della dimensione d’impresa: sebbene anche le realtà più piccole stiano sperimentando strumenti basati sulla IA, permangono esigenze operative legate ai costi, alla formazione del personale e all’accesso a piattaforme adeguate. L’associazionismo e i programmi di formazione possono contribuire a ridurre il divario e a favorire un’adozione consapevole e sostenibile.
Complessivamente, la ricerca dell’Aie conferma che l’adozione della intelligenza artificiale nell’editoria è già una realtà consolidata e in rapida evoluzione: il monitoraggio continuo, l’analisi degli impatti qualitativi e lo sviluppo di strumenti di governance saranno determinanti per integrare la tecnologia senza comprometterne i valori editoriali.