Senza interventi UE, la manifattura italiana rischia la desertificazione
- 5 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La questione del pacchetto automotive annunciato dalla Commissione europea solleva preoccupazioni sulla tenuta del tessuto industriale regionale: secondo l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, un rinvio prolungato delle misure concrete aumenterebbe il rischio di deindustrializzazione.
Guido Guidesi ha detto:
“Ogni ulteriore rinvio di iniziative concrete da parte della Commissione Europea in campo industriale avvicina sempre di più il rischio di deindustrializzazione.”
L’intervento si colloca in un dibattito più ampio sulla politica industriale dell’Unione europea, dove regioni fortemente industrializzate chiedono risposte chiare e strumenti che tutelino filiere strategiche come quella dell’automotive, dell’acciaio e della chimica.
Secondo l’assessore, oltre all’annuncio di imminenti indicazioni da parte della presidente della Commissione europea, è necessario che le misure abbiano un impatto reale sulla salvaguardia dei posti di lavoro e delle capacità produttive territoriali.
Guido Guidesi ha detto:
“Sull’Automotive non solo ci aspettiamo risposte dalla presidente il prossimo 10 dicembre ma che queste possano incidere realmente sulla salvaguardia del settore; interventi che noi, come Regione Lombardia e Automotive Regions Alliance, sollecitiamo da tempo, come l’apertura reale a tutte le tecnologie e quindi anche ai biocarburanti e la revisione dei limiti di CO2 da prevedere anche per i camion e bus.”
La richiesta di “neutralità tecnologica” mira ad evitare che il sostegno pubblico e le regolamentazioni privilegino una sola soluzione tecnica, a discapito di alternative che potrebbero preservare occupazione e competenze industriali locali.
Guidesi ha inoltre richiamato l’attenzione su segnali di spostamento produttivo che possono accelerare processi di delocalizzazione già in atto: pochi giorni prima, il principale costruttore europeo aveva annunciato la prima vettura prodotta interamente in Cina a marchio proprio.
Guido Guidesi ha detto:
“Dalla Commissione arrivano addirittura ipotesi di detariffazione sull’import cinese come se lo spostamento produttivo fosse una strategia di politica industriale.”
Questa osservazione sottolinea il timore che politiche commerciali troppo permissive possano favorire importazioni a basso costo e indebolire ulteriormente la produzione europea senza una strategia coordinata per la riconversione industriale e il sostegno agli investimenti.
Sul fronte dell’acciaio, la posizione dell’assessore segnala preoccupazione per il rinvio di provvedimenti legati al ETS e per la mancanza di misure sul controllo delle esportazioni di rottame ferroso, materia prima fondamentale per molte fonderie e acciaierie locali.
Guido Guidesi ha detto:
“Per quanto concerne invece il settore siderurgico apprendiamo con grande preoccupazione il rinvio di interventi in materia di ETS, fortemente richiamati da tempo dal ’sistema lombardo’; allo stesso modo non vengono ancora inseriti limiti all’esportazione del ’rottame ferroso’ che per la nostra siderurgia rappresenta la materia prima.”
L’indicazione evidenzia come politiche ambientali e regolatorie (come il sistema di scambio delle quote di emissione) debbano essere calibrate tenendo conto dell’impatto sui costi di produzione e sulla competitività internazionale delle imprese europee.
Impatto sulle filiere e richieste delle regioni
Le richieste avanzate dalla Regione Lombardia e dalle realtà associative regionali riflettono bisogni concreti: preservare capacità produttive, sostenere la transizione tecnologica senza compressioni immediate della domanda interna, e garantire condizioni di concorrenza che non penalizzino le aziende europee.
Tra le misure invocate compaiono interventi sui costi energetici, incentivi agli investimenti in ricerca e sviluppo, strumenti di sostegno alla riqualificazione del personale e regole commerciali che possano prevenire distorsioni dovute a differenze normative o fiscali con paesi terzi.
Siderurgia e chimica: esigenze specifiche
Per il comparto della siderurgia, l’accesso al rottame ferroso in condizioni competitive e la stabilità normativa sul ETS sono elementi strategici. La mancanza di misure mirate può tradursi in chiusure di impianti o riduzione drastica delle attività produttive.
Nel settore della chimica, invece, le pressioni sui costi energetici e un quadro regolatorio percepito come restrittivo vengono indicati come fattori che minano la sostenibilità industriale. Per questo si sollecitano interventi strutturali a tutela della competitività, a partire da politiche di contenimento dei costi energetici e da una revisione dell’impostazione normativa europea.
Guido Guidesi ha detto:
“Altro settore sul quale da tempo stiamo sollecitando interventi da parte della Commissione è quello della chimica; in questo caso ci attendiamo un’accelerazione del pacchetto a tutela del settore partendo da un intervento strutturale sui costi energetici oltre al cambiamento di un’impostazione regolatoria che ha sostanzialmente limitato il settore quasi da renderlo incompatibile con l’Europa.”
La sollecitazione sottolinea anche la dimensione territoriale delle politiche industriali: le regioni possono offrire strumenti di cofinanziamento, clusterizzazione e formazione, ma necessitano di un quadro normativo e di risorse europee adeguate per accompagnare la transizione.
Per superare le criticità segnalate, le opzioni tecniche e politiche a disposizione dell’Unione europea includono: definizione di criteri di neutralità tecnologica nelle politiche di sostegno, strumenti per mitigare i costi energetici delle industrie intensiva-energetiche, misure di tutela commerciale temporanee e percorsi di investimento pubblico-privato per riconversione e innovazione.
Un dialogo istituzionale tra Commissione, Stati membri e rappresentanze regionali è quindi cruciale per bilanciare obiettivi ambientali e tutela delle capacità produttive, evitando soluzioni che possano accelerare la delocalizzazione senza adeguati piani di accompagnamento.