Mps conferma la piena fiducia in Lovaglio: il cda vota all’unanimità
- 5 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi ha rinnovato la fiducia all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, attualmente indagato nell’inchiesta della Procura di Milano collegata all’operazione che ha riguardato la presa di controllo di Mediobanca.
Il cda ha deliberato all’unanimità il mantenimento della fiducia e ha confermato che i requisiti di integrità e correttezza dell’amministratore delegato risultano conformi alle disposizioni del DM 169/2020 e agli orientamenti della BCE relativi agli esponenti bancari.
Per chiarezza, il DM 169/2020 definisce i criteri di professionalità e onorabilità per i vertici delle banche italiane, mentre le linee guida della BCE specificano gli standard di idoneità e comportamento degli esponenti societari nell’ambito della vigilanza bancaria a livello europeo.
Il consiglio ha inoltre sottolineato che il processo di integrazione tra Mps e Mediobanca prosegue regolarmente: i gruppi di lavoro dedicati, composti da professionisti di entrambe le realtà, sono operativi con l’obiettivo di realizzare sinergie industriali, accelerare la crescita e creare valore in tempi contenuti.
L’inchiesta
Le attività investigative coordinate dalla Procura di Milano riguardano ipotesi di un presunto coordinamento nell’operazione che ha portato Mediobanca sotto il controllo di Rocca Salimbeni. Al momento risultano iscritti nel registro degli indagati diversi soggetti tra persone fisiche e giuridiche.
Tra gli indagati figurano Francesco Gaetano Caltagirone, la holding Delfin, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio. Le ipotesi di reato contestate comprendono, tra le altre, il reato di aggiotaggio e l’ostacolo alle Autorità di vigilanza.
Inoltre, il gruppo Caltagirone e la stessa Delfin sono indagati anche ai sensi della legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle imprese, con la conseguenza che eventuali responsabilità potranno comportare sanzioni pecuniarie e misure di carattere organizzativo per gli enti coinvolti.
Al momento non risulta indagata la banca stessa, ma l’inchiesta potrà determinare verifiche ulteriori da parte delle autorità di vigilanza, tra cui la Bank of Italy e la BCE, che possono avviare accertamenti su aspetti di governance e adeguatezza dei vertici aziendali.
Dal punto di vista operativo, la prosecuzione dell’istruttoria giudiziaria potrebbe avere implicazioni per il calendario dell’aggregazione e per la percezione degli investitori, pur rimanendo in vigore il principio della presunzione di innocenza fino a eventuali decisioni definitive dell’autorità giudiziaria.
Le autorità competenti proseguiranno con gli approfondimenti; intanto il cda di Monte dei Paschi ha ribadito l’intenzione di garantire la continuità operativa, collaborare con gli inquirenti e tutelare gli interessi della banca e dei suoi stakeholder.