Lo smobilizzo della basis trade, non la capitolazione, ha generato deflussi recenti di 4 miliardi di dollari dagli etf
- 5 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi settimane gli exchange-traded fund (ETF) spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato deflussi per miliardi di dollari mentre il prezzo è sceso del 35%, da circa 125.000 a poco più di 80.000 dollari, alimentando ipotesi di una possibile capitolazione istituzionale.
Un’analisi dei dati condotta da Amberdata, tuttavia, descrive una realtà più articolata: le riscossioni sono risultate concentrate e riconducibili principalmente allo smobilizzo di posizioni di arbitraggio note come basis trade, non a una fuga generalizzata dagli ETF, mentre la detenzione complessiva rimane solida, attorno a 1,43 milioni di BTC.
Michael Marshall said:
“Quasi 4 miliardi di dollari in deflussi dagli ETF su Bitcoin dalla metà di ottobre. Il prezzo è crollato da 125.000 ai bassi 80.000 – un calo del 35% che ha annullato sei mesi di guadagni. L’interpretazione prevalente: le istituzioni erano arrivate, hanno visto abbastanza e se ne andavano.”
Michael Marshall said:
“La vendita, tuttavia, è stata altamente concentrata tra pochi emittenti ed è legata a uno smobilizzo meccanico di strategie di basis trade, non a un panico diffuso degli investitori.”
Che cosa si intende per capitolazione
La capitolazione nei mercati finanziari si verifica quando i venditori esauriscono le posizioni dopo una prolungata fase ribassista, tipicamente caratterizzata da vendite convulse, volumi elevati e indicatori di paura estrema. Nel caso degli ETF, una vera capitolazione implicherebbe vendite diffuse tra tutti gli emittenti e riscatti massicci su scala ampia: nei due mesi analizzati questo fenomeno non si è manifestato.
Secondo l’analisi, la maggior parte dei deflussi settimanali più recenti (tra il 97% e il 99%) è stata attribuita a BlackRock, nonostante l’azienda detenesse solo il 48-51% degli asset in gestione nel settore. Al contrario, Fidelity con il suo FBTC ha mostrato flussi in entrata e altri ETF di dimensioni minori sono rimasti stabili.
Nel periodo di 53 giorni compreso tra il 1° ottobre e il 26 novembre, Grayscale ha registrato uscite per circa 923 milioni di dollari, pari al 53,2% dei deflussi lordi totali; a seguire figurano 21Shares e i prodotti più piccoli di Grayscale. Insieme questi tre emittenti hanno rappresentato il 89,1% dei deflussi complessivi, mentre BlackRock e Fidelity hanno mostrato flussi netti positivi.
La volontà di vendita è risultata assai variabile giorno per giorno: la deviazione standard delle entrate e uscite è stata pari a 372 milioni di dollari, a fronte di un flusso medio giornaliero di 27 milioni di dollari, il che indica oscillazioni concentrate più che un’uscita uniforme del capitale.
Smobilizzi mirati guidati dal carry trade
La causa principale individuata è stata il restringimento degli spread di basis nella strategia di arbitraggio spot-futures, nota come basis trade, in cui i fondi acquistano quote ETF e vendono futures per catturare il rendimento dovuto al contango. Si tratta di posizioni neutrali rispetto alla direzione del prezzo di BTC, focalizzate sul rendimento di carry piuttosto che su una view rialzista o ribassista.
L’indicatore annualizzato a 30 giorni del basis, ovvero lo spread tra prezzi futures e spot, si è compresso di 217 punti base, passando dal 6,63% al 4,46%, e il 93% dei giorni recenti è risultato al di sotto della soglia di pareggio del 5%, costringendo i carry trader a chiudere le posizioni: vendere spot e riacquistare futures.
Il calo dell’open interest sui futures perpetui in parallelo ai deflussi dagli ETF costituisce una prova tangibile di questo meccanismo.
Michael Marshall added:
“L’open interest perpetuo di BTC è precipitato del 37,7% (circa 4,23 miliardi di dollari dal picco al minimo), mostrando una correlazione di 0,878 con i movimenti del basis; è un’evidenza quasi sincrona di vendite ETF e coperture sulle posizioni futures.”
Cosa può succedere adesso
Con i carry trader costretti a rimuovere le leve connesse al rendimento, la proprietà residua degli ETF appare ora più “sticky”: capitale istituzionale orientato a una esposizione di lungo periodo al rialzo dei prezzi. Questo processo lascia sul mercato partecipanti più convinti e meno dipendenti da strategie di harvesting del rendimento.
Michael Marshall said:
“Con l’overhang dell’arbitraggio rimosso, i flussi residui riflettono sempre più allocazioni genuine piuttosto che raccolta di rendimento. Il mercato che emerge è meno levereggiato, guidato da convinzioni più solide e strutturalmente più sano rispetto a quello che era entrato in ottobre.”
In termini pratici, la rimozione dello strato di posizioni di arbitraggio può ridurre la volatilità indotta da chiusure meccaniche e creare le condizioni per una ripresa più sostenuta qualora la domanda istituzionale rimanga stabile. Gli operatori e i regolatori seguiranno con attenzione l’evoluzione degli spread, dell’open interest sui futures e dei flussi verso gli emittenti, indicatori chiave per valutare la salute strutturale del mercato degli ETF su Bitcoin.