Lo Ior aderisce a Basilea III: stop agli investimenti contrari alla dottrina sociale, niente armi né farmaci per aborto
- 5 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Istituto per le Opere di Religione ha pubblicato il suo primo Rapporto di sostenibilità e ha adottato criteri di trasparenza coerenti con Basilea III, in particolare con le informative sul capitale e sulla gestione dei rischi. L’iniziativa è volontaria e mira a chiarire i settori di investimento del Vaticano alla luce della dottrina della Chiesa, escludendo attività legate ad armamenti controversi, progetti collegati a pratiche abortive e prodotti contraccettivi, e limitando esposizioni in settori come l’energia nucleare, l’alcol, il tabacco e l’intrattenimento per adulti.
Jean-Baptiste Douville de Franssu ha commentato:
“Vogliamo offrire una visione trasparente e completa delle misure che stiamo adottando per soddisfare gli standard di sostenibilità identificati, garantendo che le nostre pratiche di investimento siano pienamente coerenti con i principi della fede cattolica.”
Il Rapporto definisce orientamenti concreti sull’allineamento tra obiettivi finanziari e principi etici, descrivendo tanto le esclusioni quanto le politiche di monitoraggio adottate nell’analisi degli investimenti e nella selezione degli strumenti finanziari.
Aurelio Amaduzzi ha spiegato il focus sulla tutela della vita umana:
“Dobbiamo escludere dagli investimenti ciò che non è compatibile con i principi dottrinali, pur mantenendo un approccio da buoni custodi del patrimonio: lo abbiamo sempre fatto, ora lo rendiamo più esplicito e trasparente, ponendo particolare attenzione alla tutela della vita umana.”
Dettagli e numeri
In parallelo al Rapporto di sostenibilità, l’Istituto per le Opere di Religione ha pubblicato la prima informativa equivalente al terzo pilastro regolamentare di Basilea III, dedicata all’adeguatezza patrimoniale e al sistema di gestione dei rischi. Questo documento chiarisce le metriche di capitale, le politiche di rischio e le pratiche di governance implementate per aumentare la trasparenza nei confronti dei portatori di interesse.
Per l’esercizio 2024 l’Istituto ha registrato un utile di 31 milioni di euro e ha dichiarato un valore economico complessivo generato pari a 50 milioni. Tale valore è stato distribuito in quote significative verso il Santo Padre, i dipendenti e i fornitori, mentre la restante parte è stata trattenuta per sostenere la stabilità e la continuità dell’istituto. Attraverso la gestione del patrimonio dei clienti lo Ior segnala inoltre di aver creato valore aggiunto per circa 157 milioni.
Criteri di esclusione
Il Rapporto dettaglia una serie di esclusioni esplicite. Sono evitate partecipazioni in società che, direttamente o tramite controllate, gestiscono ospedali o centri che forniscono servizi abortivi, che producono prodotti contraccettivi o che sono coinvolte nell’uso di cellule staminali embrionali o tessuti derivati da embrioni o feti umani.
Vengono altresì escluse aziende coinvolte nella produzione o gestione di armi militari considerate controverse (ad esempio mine antiuomo, armi chimiche, armi nucleari e bombe a grappolo), così come soggetti attivi nella produzione e distribuzione di armi leggere o che forniscono prodotti e servizi destinati a usi offensivi e letali.
Lo Ior limita inoltre gli investimenti in settori ritenuti incompatibili o ad alto rischio etico e ambientale: carbone per la produzione di energia, esposizioni rilevanti nell’energia nucleare, pesticidi, pellicce e pelli speciali, oltre a forniture legate all’olio di palma. È prevista una vigilanza sulle pratiche di sperimentazione animale, verificando conformità normativa e politiche aziendali adeguate.
Per quanto riguarda il contrasto alle dipendenze e ai rischi sociali, la politica vieta investimenti in società direttamente o indirettamente coinvolte nel gioco d’azzardo, nell’intrattenimento per adulti, nelle attività di prestito a tassi usurari, nonché nella produzione e vendita di tabacco e alcool.
Infine, lo Ior evita esposizioni in imprese che commettono gravi violazioni dei dieci principi del Global compact delle Onu, comprendenti diritti umani, diritti dei lavoratori, tutela ambientale ed etica d’impresa.
Implicazioni e contesto
La pubblicazione del Rapporto e l’adesione a standard di trasparenza regolamentare rappresentano un passo significativo nel processo di modernizzazione della governance finanziaria vaticana. L’adozione di criteri di sostenibilità espliciti influisce sulle scelte di allocazione degli attivi, restringendo l’universo investibile e richiedendo pratiche di stewardship attiva e dialogo con i gestori esterni.
Dal punto di vista istituzionale, la mossa rafforza l’impegno dell’Istituto per le Opere di Religione a coniugare rendimento e coerenza etica, riducendo rischi reputazionali e operativi. A medio termine ciò potrebbe tradursi in strategie di engagement con le società partecipate, monitoraggi più stringenti e, quando necessario, disinvestimenti coerenti con le linee guida pubblicate.
La trasparenza sulle politiche di esclusione e sulla governance del rischio consente agli stakeholder interni ed esterni di valutare la congruenza tra pratiche finanziarie e obiettivi etici del Vaticano, contribuendo a una maggiore responsabilità nella gestione del patrimonio religioso e istituzionale.