Germania, ordini crescono più delle attese: +1,5% contro +0,3%, trainati da trasporti e settore militare

Una ripresa è considerata essenziale per superare la debolezza che ha determinato la contrazione del PIL nel 2023 e nel 2024, con conseguenze importanti per domanda interna, occupazione e bilanci pubblici.

I problemi principali della Germania sono riconducibili a diversi fattori: tariffe doganali più severe imposte da partner commerciali esterni, una concorrenza internazionale in crescita e difficoltà strutturali interne come l’eccessiva burocrazia che rallenta investimenti e innovazione.

Il PIL è rimasto praticamente stagnante nel terzo trimestre e il Paese ha evitato per un soffio la recessione tecnica. Sia la Bundesbank sia la maggior parte degli analisti prevedono una ripresa della produzione negli ultimi mesi dell’anno, favorita dall’aumento della spesa pubblica e da eventuali allentamenti della politica monetaria da parte della Banca centrale europea.

Peter Leibinger ha avvertito:

“L’economia è in caduta libera, ma il governo non sta rispondendo in modo sufficientemente deciso.”

Peter Leibinger è il presidente dell’influente lobby industriale BDI. Secondo la sua analisi, i produttori di settori chiave — dalle automobili all’acciaio fino ai prodotti chimici — si trovano a fronteggiare una fase critica con l’avvicinarsi della fine dell’anno, riflettendo sia shock esterni sia vincoli interni alla competitività.

La natura esportatrice dell’economia tedesca rende il Paese particolarmente sensibile a mutamenti della domanda internazionale e a barriere commerciali. Inoltre, la pressione competitiva della Cina sulle catene produttive globali sta erodendo quote di mercato in segmenti tradizionalmente forti per la Germania, mentre l’incertezza geopolitica contribuisce a frenare investimenti e piani di espansione industriale.

Manifestazioni di politica economica che potrebbero sostenere la ripresa comprendono interventi mirati di stimolo fiscale, misure per ridurre gli oneri amministrativi sulle imprese e programmi di modernizzazione tecnologica a sostegno della transizione verso produzioni più efficienti e green.

Francia: dati sulla produzione industriale

La produzione industriale in Francia è cresciuta dello 0,2% su base mensile a ottobre, mentre su base annua l’aumento è stato dell’1,7%. I dati sono stati diffusi dall’istituto statistico Insee.

Nel dettaglio, la produzione manifatturiera ha segnato una lieve flessione dello 0,1% su mese ma registra un incremento dell’1,5% rispetto all’anno precedente. Questi andamenti evidenziano un quadro eterogeneo in cui alcuni comparti industriali mostrano recupero, mentre altri risentono ancora di difficoltà nella domanda e nelle catene di fornitura.

Per la Francia, la stabilità della produzione industriale è un indicatore importante per la crescita complessiva, dato il ruolo significativo del settore manifatturiero nell’occupazione e nell’export. Le autorità monetarie e fiscali monitorano questi segnali per calibrare politiche di sostegno se necessario.

Spagna: andamento della produzione

La produzione industriale in Spagna, depurata dagli effetti stagionali e corretta per il calendario, è aumentata dell’1,2% a ottobre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, secondo i dati ufficiali dell’istituto nazionale di statistica INE.

Questo risultato segnala una moderata ripresa di alcuni settori industriali spagnoli e contribuisce al consolidamento della crescita economica nazionale. Tuttavia, permangono sfide legate a costi dell’energia, accesso al credito e necessità di innovazione per mantenere la competitività sui mercati esteri.

Nel complesso, i dati di Germania, Francia e Spagna mostrano come la ripresa europea resti differenziata per Paese e settore: politiche coordinate a livello nazionale ed europeo, misure per ridurre gli ostacoli burocratici e investimenti in digitalizzazione e green transition saranno elementi chiave per sostenere la crescita nel medio termine.



Author: Tony
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