Bitcoin schizza oltre i 93.000 dollari, ma i trader avvertono un rally ingannevole

Bitcoin (BTC) ha registrato un movimento rialzista di circa il 5%, oscillando sopra i 93.000 dollari giovedì, in un contesto di volatilità elevata che alcuni operatori hanno interpretato come un possibile falso segnale di rottura.

Cardano (ADA) ha messo a segno un rialzo vicino al 5% dopo l’approvazione di una proposta di governance da 70 milioni di ADA pensata per rilanciare l’attività on‑chain, segnando un primo esempio significativo di voto di comunità con impatto operativo.

Ether (ETH) è salito del 4% contestualmente all’entrata in funzione dell’aggiornamento Fusaka, un intervento tecnico ideato per migliorare la capacità della rete nel gestire l’aumento dei lotti di transazioni derivanti dalle soluzioni layer‑2 che regolano attività sopra la mainnet.

L’attenzione dei mercati resta ora focalizzata sulla capacità di BTC di stabilizzare il supporto nella fascia tra i 90.000 e i 91.000 dollari. Il posizionamento generale degli operatori appare ancora fragile dopo un ciclo di liquidazioni all’inizio della settimana, anche se il comparto tenta di costruire minimi più alti rispetto al calo di fine novembre.

Valutazione tecnica e possibile falso breakout

Analisti di mercato hanno osservato:

“Il 3 dicembre il mercato crypto ha mostrato guadagni diffusi: BTC ha superato temporaneamente i 93.000 dollari per poi restituire rapidamente il rialzo, una struttura che può essere interpretata come un possibile falso breakout.”

Analisti di mercato hanno aggiunto:

“A breve termine la configurazione si è trasformata in un ritracciamento contrastato; i mercati monitorano se BTC riuscirà a stabilizzarsi nella zona di supporto compresa tra 90.000 e 91.000 dollari. Sul lato rialzista, i 93.200 dollari si sono consolidati come nuova fascia di resistenza.”

Flussi ETF e rotazione del capitale

I flussi verso i prodotti ETF hanno mostrato una divisione familiare: i fondi legati a Bitcoin hanno registrato ingressi per circa 58,5 milioni di dollari, mentre i prodotti su Ether hanno subito deflussi per circa 9,9 milioni, proseguendo una tendenza di rotazione del capitale verso BTC.

Questo modello, persistente da diverse settimane, rafforza l’interpretazione secondo cui gli investitori istituzionali tendono ad aumentare l’esposizione a bitcoin in periodi di incertezza macroeconomica, preferendo un asset che considerano più maturo dal punto di vista dell’allocazione.

Fattori macro e impatto sulle aspettative

Donald Trump ha segnalato l’intenzione di esercitare un controllo più stretto sulla Federal Reserve tramite scelte di personale, annunciando la volontà di presentare il candidato alla presidenza della banca centrale all’inizio del prossimo anno.

Tra i nomi citati come possibile scelta figura Kevin Hassett, considerato da più osservatori come più propenso a politiche accomodanti e a favore di tassi inferiori. I mercati cominciano a scontare un contesto potenzialmente più accomodante nel 2025, anche se tale aspettativa cozza con una dinamica dell’inflazione ancora sopra gli obiettivi e con un mercato del lavoro che non ha mostrato completo raffreddamento.

Lo slancio di fiducia ha ricevuto impulso anche da mosse istituzionali: Vanguard ha esteso l’accesso al trading di ETF cripto ai suoi clienti, invertendo anni di cautela verso questa classe di asset, mentre Bank of America ha informato clienti istituzionali sulla possibilità di allocare tra l’1% e il 4% dei portafogli in asset digitali.

Capitale complessivo e segnali di tendenza

La capitalizzazione complessiva del mercato è salita a circa 3,15 trilioni di dollari, formando un picco locale più alto che suggerisce tentativi iniziali di definire una nuova tendenza, nonostante permanga prudenza finché non verrà riconquistata la soglia dei 3,38 trilioni.

Nel prossimo periodo gli operatori seguiranno con attenzione la tenuta dei supporti chiave, i flussi istituzionali e le decisioni di policy macroeconomica, fattori che continueranno a condizionare volatilità e direzionalità del mercato crypto.