Regno Unito approva la legge sui beni digitali: ora le criptovalute sono riconosciute come proprietà

Il Regno Unito ha riconosciuto formalmente le criptovalute come beni con l’approvazione di una nuova legge entrata in vigore questa settimana.

La legge The Property (Digital Assets etc) Act ha ricevuto il Royal Assent, l’ultimo passaggio formale che trasforma un provvedimento approvato dal Parlamento in legge.

Il provvedimento, firmato da Re Carlo, è stato pensato per aggiornare il diritto della proprietà alla luce dei beni digitali e delle nuove tecnologie.

Prima di questo intervento normativo, il diritto della proprietà distingueva essenzialmente due categorie: le cose in possesso, come gli oggetti fisici, e le cose in diritto, come un credito. La nuova legge introduce una terza categoria destinata a comprendere i beni digitali, tra cui criptovalute e NFT (non-fungible token).

Cosa prevede la legge

Il testo stabilisce che determinati asset digitali possono essere qualificati come proprietà riconoscibile giuridicamente, rendendo più chiari i diritti di possesso e le modalità di recupero in caso di furto o frode. Viene altresì previsto che tali asset possano essere inclusi nelle procedure concorsuali e nelle pratiche successorie.

Questa codificazione intende ridurre l’incertezza legale sulle caratteristiche dei beni digitali e facilitare l’azione di tribunali, amministratori di insolvenza e altri attori coinvolti nella gestione di patrimoni che includono asset digitali.

Reazioni del settore

CryptoUK ha commentato:

“Questa modifica offre maggiore chiarezza e protezione per consumatori e investitori, assicurando che i beni digitali possano essere chiaramente posseduti, recuperati in caso di furto o frode e inclusi nei processi di insolvenza e successione.”

Gurinder Singh Josan, co-presidente del Crypto and Digital Assets All Party Parliamentary Group (APPG), ha osservato:

“Riconoscendo i beni digitali nella legge, il Regno Unito conferisce ai consumatori diritti di proprietà più chiari, tutele più solide e la possibilità di recuperare asset persi a causa di furto o frode.”

Contesto giuridico e conseguenze pratiche

In passato i tribunali britannici avevano già trattato le criptovalute come beni in alcune decisioni, ma ciò avveniva caso per caso. La nuova legge introduce una base giuridica uniforme, che dovrebbe semplificare le decisioni giudiziarie e le azioni amministrative relative a recupero e gestione degli asset digitali.

Dal punto di vista pratico, il riconoscimento normativo può influenzare il comportamento di exchange, custodi e fornitori di servizi digitali, incentivando pratiche di custodia più robuste e sistemi di compliance più stringenti. Potrebbero inoltre migliorare le possibilità di recupero degli asset tramite procedure giudiziarie o amministrative.

Tuttavia permangono questioni tecniche e operative: la prova del possesso è spesso legata al controllo delle chiavi private, la natura globale e decentralizzata degli asset digitali complica l’esecuzione transfrontaliera, e sarà importante vedere come i tribunali interpreteranno e applicheranno i nuovi criteri nella pratica.

Prossimi passi e impatto istituzionale

L’attuazione della legge richiederà probabilmente interventi secondari e orientamenti giurisprudenziali per chiarire aspetti tecnici e procedurali. Regolatori finanziari come la Financial Conduct Authority (FCA) e gli organi giudiziari avranno un ruolo chiave nell’interpretazione pratica delle nuove disposizioni.

A livello politico, il provvedimento rappresenta un tentativo del Regno Unito di posizionarsi come giurisdizione favorevole all’innovazione digitale, bilanciando tutela dei consumatori e certezza del diritto. Al contempo, la norma potrà essere un riferimento per altri ordinamenti che stanno esaminando come integrare i beni digitali nel quadro giuridico esistente.

In sintesi, la legge introduce una disciplina volta a rendere più trasparente e gestibile la presenza di asset digitali nei patrimoni e nelle procedure legali, pur lasciando aperte importanti questioni applicative che si chiariranno con il tempo e con l’intervento dei tribunali e degli enti regolatori.