L’intelligenza artificiale continuerà a guidare la crescita
- 3 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Secondo il rapporto di previsione per il 2026 di Bank of America, l’economia globale potrebbe registrare una crescita robusta trainata dagli investimenti in AI, ma gli analisti avvertono che la volatilità potrebbe aumentare man mano che il mercato comprende appieno gli effetti della tecnologia sull’economia.
La ricerca globale della banca stima che il PIB dei Stati Uniti aumenterà del 2,4% su base annua entro la fine del 2026, una previsione superiore al consenso, sostenuta da investimenti aziendali, misure di stimolo fiscale e dagli effetti delle recenti riduzioni dei tassi.
Per la Cina il team prevede una crescita più elevata delle attese, con una stima del 4,7% per il 2026 e del 4,5% per il 2027, segnalando un recupero che potrebbe contribuire al rallentamento delle incertezze globali.
Il fattore determinante del quadro prospettico è, tuttavia, il forte incremento della spesa in AI, che sta già sostenendo il PIB e alimentando un ciclo di investimento guidato dal capitale infrastrutturale e dall’acquisto di tecnologie ad alte prestazioni.
Candace Browning, responsabile della ricerca globale di Bank of America, ha detto:
“Siamo ottimisti sulle due economie più influenti. Le preoccupazioni riguardo a una bolla imminente legata all’AI sono esagerate.”
Nel report si sottolinea come gli investimenti in capitale legati all’AI siano destinati a espandersi ulteriormente nel prossimo anno, sostenendo l’idea che si stia formando un nuovo ciclo di spesa in conto capitale che potrebbe trasformare produttività e infrastrutture aziendali.
Nel 2025 alcuni miner di Bitcoin hanno beneficiato indirettamente del boom dell’AI: la crescente domanda di capacità di calcolo ad alte prestazioni ha aumentato il valore delle infrastrutture data center, con società che non solo minano criptovalute ma affittano anche capacità di calcolo a imprese che necessitano di potenti GPU.
Tra i casi citati, le quotazioni di alcune società di mining sono salite in misura significativa: IREN ha registrato un incremento sostanziale da inizio anno, Cipher Mining ha visto rialzi prossimi al 300% e TeraWulf ha guadagnato circa il 190% nello stesso periodo.
Questi progressi sono avvenuti mentre il prezzo di Bitcoin non è riuscito a registrare una rottura decisiva nel corso dell’anno, oscillando intorno all’area dei 90.000 dollari e mostrando come l’entità del collegamento tra criptovalute e infrastrutture AI sia ancora in fase di definizione.
La dinamica descritta indica uno spostamento del motore della crescita da un recupero guidato dai consumi verso uno trainato da spese in conto capitale, infrastrutture e incrementi di produttività. Se confermata, questa transizione potrebbe estendersi oltre i titoli tradizionali verso settori quali l’infrastruttura digitale, la blockchain e la monetizzazione dei dati, ambiti dove progetti crypto e tecnologie correlate hanno già posizionato risorse.
Rischi e potenziali fonti di volatilità
La banca mette però in guardia rispetto a possibili turbolenze. Con il progressivo chiarirsi degli effetti dell’AI su inflazione, mercato del lavoro e catene di approvvigionamento, i mercati finanziari potrebbero subire rapidi spostamenti di valutazione.
Il report evidenzia inoltre la persistenza di una ripresa a forma di “K”, dove alcuni settori accelerano mentre altri restano indietro, complicando l’azione dei responsabili delle politiche e aumentando il rischio di errata valutazione dei prezzi e rapide rivalutazioni degli asset.
Se l’AI dovesse amplificare la produttività soprattutto in tecnologia e finanza, lasciando settori più lenti a recuperare, il risultato sarebbe un’economia a due velocità che i tradizionali strumenti di politica monetaria e fiscale faticherebbero a gestire.
Lo scenario ipotizzato include due tagli dei tassi della Fed nel 2026 e una politica fiscale ancora espansiva, fattori che mantengono per ora un quadro di supporto per i mercati, pur esponendo a rischi di volatilità realizzatasi in modo imprevedibile.
Implicazioni per mercati emergenti e materie prime
I mercati emergenti potrebbero trarre vantaggio nel breve termine, soprattutto se il dollaro si indebolisse e i prezzi del petrolio restassero contenuti. La banca sottolinea come l’allentamento monetario globale atteso per il 2026 potrebbe favorire questi mercati.
Per alcuni paesi in via di sviluppo che hanno saltato infrastrutture legacy a favore di soluzioni digitali, la crescente domanda di servizi e tecnologie legati all’AI potrebbe aprire nuove opportunità per alternative tecnologiche e per l’adozione di sistemi più avanzati.
Sul fronte delle materie prime, il rapporto osserva come il prezzo del rame stia salendo a causa di vincoli di offerta e di politiche fiscali espansive, mentre gli utili dell’indice S&P sono attesi in crescita intorno al 14% nonostante guadagni contenuti nei prezzi dei titoli.
Ruolo potenziale delle criptovalute
Nel dibattito sul futuro dell’economia digitale, le criptovalute potrebbero assumere un ruolo più specializzato, soprattutto nelle componenti legate all’infrastruttura e alla fornitura di capacità computazionale. Non è detto che diventino centrali nel breve termine, ma il loro posizionamento infrastrutturale le rende candidate a beneficiare di alcuni trend tecnologici.
In particolare, progetti orientati a fornire capacità di calcolo, soluzioni di storage o compatibilità con flussi di dati destinati all’AI potrebbero trovare nuovi mercati e modelli di monetizzazione.
Conclusione
Il messaggio principale del report è di ottimismo cautelativo: l’AI appare in grado di alimentare un nuovo ciclo di investimenti e crescita, ma la transizione comporta rischi significativi per la stabilità dei mercati e per le politiche pubbliche. La natura e la portata di questi cambiamenti dipenderanno da come l’innovazione influenzerà produttività, mercato del lavoro e strutture produttive nei prossimi mesi e anni.
Per gli investitori e i decisori politici la sfida sarà bilanciare le opportunità offerte dagli investimenti in capitale tecnologico con la necessità di gestire le disuguaglianze settoriali e i possibili shock di mercato derivanti da rapide rivalutazioni degli asset.