Autovelox, il censimento svela dove e quanti sono in Italia e perché resta il caos sull’omologazione
- 2 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Due mesi di tempo per comunicare i dettagli di tutti gli autovelox presenti in Italia: marca, modello e estremi di approvazione erano le informazioni richieste ai Comuni entro la fine di settembre. L’operazione ha prodotto un elenco con 3.692 dispositivi registrati.
La rilevazione mirava a creare maggiore trasparenza sulla quantità e sulla collocazione degli autovelox, anche se non tutti gli enti locali hanno fornito la posizione precisa dei dispositivi.
Obiettivi e contenuti del censimento
Il censimento intendeva offrire un quadro chiaro sulle apparecchiature impiegate per il controllo della velocità, comprensivo di dati tecnici e dei riferimenti amministrativi. Tra le informazioni richieste figuravano la marca, il modello e gli estremi relativi all’approvazione dei dispositivi.
Matteo Salvini ha commentato la necessità dell’operazione sottolineando la presunta diffusione elevata degli apparecchi.
“Il 10% degli apparecchi mondiali.”
Matteo Salvini ha aggiunto stime sul numero complessivo degli strumenti impiegati nel paese.
“Sono circa undicimila.”
Le cifre ufficiali emerse dal censimento sono però inferiori a quelle ventilate in precedenza: risultano registrati meno di quattromila dispositivi, una discrepanza che ha sollevato osservazioni sulle stime preliminari.
Effetti pratici per gli automobilisti
Il censimento ha anche una implicazione pratica: se una multa è stata elevata da un dispositivo non presente nell’elenco ufficiale, il destinatario potrà chiedere l’annullamento della sanzione. Questo meccanismo rafforza la possibilità di verifica da parte degli utenti e introduce un elemento di responsabilità per gli enti che gestiscono i controlli.
Cosa non è stato risolto: la questione dell’omologazione
Un punto rimasto aperto riguarda la procedura di omologazione, distinta dalla approvazione, entrambe necessarie per autorizzare l’utilizzo di un autovelox. Mentre la funzione di approvazione è attribuita al ministero dei Trasporti, l’iter e i criteri per l’omologazione non sono mai stati formalmente definiti.
In assenza del decreto attuativo che dovrebbe stabilire regole e standard tecnici, attualmente non esiste in Italia alcun autovelox formalmente omologato. Questo vuoto normativo crea incertezze sul piano legale e amministrativo riguardo alla validità dei rilievi effettuati da tali apparecchiature.
La mancanza della normativa attuativa ha effetti sia sui controlli stradali sia sul livello di tutela per gli automobilisti: senza criteri uniformi di omologazione è più difficile garantire la comparabilità e l’affidabilità dei dati raccolti dai diversi dispositivi.
Prospettive e impatto istituzionale
Per colmare la lacuna normativa è necessario che il ministero dei Trasporti proceda con l’adozione del decreto attuativo, definendo le modalità di omologazione, i criteri tecnici e le responsabilità degli enti locali che installano e gestiscono gli strumenti di controllo.
Un quadro normativo chiaro favorirebbe una maggiore uniformità nei controlli, ridurrebbe il contenzioso legale e aumenterebbe la fiducia dei cittadini nelle attività di vigilanza stradale. Inoltre, la completa trasparenza sui dispositivi installati permette alle amministrazioni locali di pianificare meglio le risorse e agli utenti di esercitare diritti di verifica.
Nei prossimi mesi sarà importante monitorare l’adozione delle norme attuative e l’eventuale integrazione del censimento con dati più dettagliati, compresa la mappatura completa dei punti di installazione e le certificazioni tecniche dei dispositivi.