Novità su irpef e ires: cosa cambia per imprese e famiglie
- 1 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Con l’approvazione definitiva del decreto correttivo relativo alla riforma fiscale, che interviene su Irpef e Ires, è opportuno riassumere i punti principali e le ricadute pratiche per contribuenti e imprese.
La versione finale del Dlgs, confermata dal Consiglio dei ministri lo scorso 20 novembre, introduce misure che vanno a incidere sia sulle detrazioni dei privati sia sulle regole fiscali applicabili ai bilanci societari.
Modifiche rilevanti per le famiglie
Per i contribuenti privati, il decreto ripristina e amplia la possibilità di utilizzare in dichiarazione le detrazioni per le spese sostenute per i familiari a carico, applicabili già nella prossima dichiarazione mediante il modello 730. Si tratta di una misura che facilita il recupero fiscale di oneri familiari e può interessare costi diversi, quali spese sanitarie, di istruzione e di assistenza, nei limiti previsti dalla normativa vigente.
Questa riapertura delle detrazioni mira a dare sollievo alla capacità di spesa delle famiglie e a semplificare l’accesso ai benefici fiscali, riducendo al contempo il rischio di errori nella compilazione delle dichiarazioni quando si devono riportare più soggetti a carico.
Novità per le imprese e per la gestione degli errori
Sul fronte aziendale, il decreto interviene sulla gestione fiscale degli errori in bilancio e chiarisce alcuni aspetti delle operazioni straordinarie, come le scissioni. È prevista la possibilità di effettuare scissioni con scorporo anche quando la società beneficiaria è già esistente, con conseguenze disciplinari e fiscali più definite rispetto al passato.
Tali interventi hanno l’obiettivo di ridurre l’incertezza interpretativa nelle operazioni societarie complesse, migliorando la coerenza tra trattamento civilistico e fiscale e limitando le contestazioni in sede di controllo tributario.
Interpelli e oneri procedurali
Il testo rivede anche il trattamento delle istanze di interpello: l’obbligo di versamento del contributo alle entrate rimane previsto solo per le istanze che richiedono un esame più complesso da parte dell’amministrazione finanziaria. Questa selezione punta a concentrare risorse e tempi di valutazione sui casi effettivamente più onerosi o dubbi.
Per chiarire, l’interpello è lo strumento con cui contribuenti e consulenti richiedono un parere vincolante all’autorità fiscale su questioni applicative; limitare l’obbligo di contribuzione alle istanze complesse intende razionalizzare i flussi di lavoro dell’ente impositore.
Scadenze per la certificazione del rischio fiscale
Una scadenza da tenere a mente è il termine del 30 settembre 2026, entro il quale avvocati e commercialisti dovranno presentare le certificazioni relative alla gestione del rischio fiscale per le imprese che hanno aderito al regime dell’adempimento collaborativo per gli anni d’imposta 2024 e 2025.
La certificazione è finalizzata a dimostrare l’efficacia dei modelli e delle procedure adottate per la compliance fiscale e può influenzare la valutazione del profilo di rischio delle imprese in sede di controllo.
Altri temi di rilievo per il sistema fiscale
Il decreto affronta inoltre questioni strutturali di interesse generale, tra cui il riallineamento tra valori civilistici e valori fiscali presenti in bilancio, le norme sulle accise e le disposizioni connesse alla global minimum tax. Questi interventi hanno impatti sia sulla contabilità che sulla determinazione del carico fiscale effettivo delle imprese, con riflessi su investimenti e scelte organizzative.
L’armonizzazione tra criteri civilistici e fiscali è pensata per ridurre le differenze che spesso generano contenzioso tributario, mentre le norme internazionali come la global minimum tax incidono sulla competitività e sulla pianificazione fiscale delle multinazionali.
Implicazioni pratiche e indicazioni per i professionisti
I consulenti fiscali, i responsabili amministrativi e i revisori devono aggiornare procedure interne e strumenti di compliance per allinearsi alle nuove regole, in particolare per quanto riguarda le scadenze di certificazione, la gestione degli interpelli e la documentazione delle operazioni straordinarie.
Per le famiglie è consigliabile valutare tempestivamente le spese detraibili e, se necessario, rivolgersi a un professionista per massimizzare i benefici previsti dalla normativa senza incorrere in errori di compilazione.
Per approfondimenti pratici sulle novità introdotte dal decreto correttivo e sui loro effetti operativi, sono disponibili materiali di analisi e dossier di approfondimento che spiegano nel dettaglio le modalità applicative e le tempistiche di adeguamento.