Legislatori della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti criticano il Choke Point 2.0 del governo

Un lungo rapporto pubblicato dal deputato French Hill, presidente repubblicano della House Financial Services Committee, sostiene che il governo federale abbia deliberatamente ostacolato lo sviluppo delle criptovalute negli Stati Uniti durante l’amministrazione Biden. Il documento traccia una serie di azioni amministrative e regolamentari che, secondo l’autore, hanno contribuito a contenere l’attività del settore digitale nel Paese.

Contesto e radici storiche

Il rapporto richiama l’attenzione su un precedente noto come Operation Choke Point, un’iniziativa governativa che in passato aveva avvertito le banche sui rischi di determinate attività considerate sensibili, come i prestiti a breve termine o gestori di sportelli automatici. All’epoca, alcune reazioni politiche spinsero affinché le banche non rifiutassero arbitrariamente clienti che operavano in settori legali.

Nella versione attuale, definita da sostenitori del settore come una sorta di “seconda edizione” dell’operazione originale, l’oggetto dell’attenzione sono state le imprese di asset digitali e i loro dirigenti, accusati di essere stati progressivamente esclusi dal sistema bancario tradizionale.

Le accuse principali

French Hill ha contestato in particolare il comportamento delle autorità di vigilanza e di alcuni istituti finanziari, indicando una strategia sistematica di “debanking” rivolta verso le società crypto e i loro manager, cioè l’espulsione o la marginalizzazione dei rapporti bancari.

French Hill ha affermato:

“L’amministrazione Biden ha cercato di rendere quasi impossibile svolgere attività legate agli asset digitali. Per farlo, ha utilizzato un regime regolatorio che ha dato troppa poca certezza alle istituzioni finanziarie e troppa discrezionalità ai soggetti che le sovrintendono.”

Nel testo si osserva inoltre che alcune agenzie, tra cui la Securities and Exchange Commission, avrebbero dato priorità a procedimenti sanzionatori piuttosto che stabilire regole chiare per l’industria digitale. Anche la Federal Reserve e altre autorità bancarie sono citate per le restrizioni imposte alle banche regolamentate che volessero offrire servizi collegati agli asset digitali.

Il rapporto ha scritto:

“Il regime regolatorio è stato presentato alle banche come una situazione in cui l’ecosistema degli asset digitali è soggetto a elevata volatilità e rischio.”

Impatto sul mercato e sul sistema bancario

Il documento mette in relazione le azioni regolatorie con una fase di profonda turbolenza del mercato: nel 2022 e nel 2023 si sono registrati collassi di società ad alta visibilità e procedimenti per frode che hanno accentuato la percezione di rischio. Nello stesso periodo il prezzo di bitcoin ha mostrato una forte volatilità, salendo e scendendo su ampia scala.

Alcune banche con forte esposizione al comparto crypto hanno subito difficoltà o sono fallite nel 2023, fenomeno che ha alimentato il dibattito sulla necessità di bilanciare la stabilità finanziaria con la possibilità per le imprese digitali di accedere ai servizi bancari fondamentali.

Evoluzione normativa e sviluppi politici

Negli ultimi mesi il quadro legislativo e regolamentare statunitense ha subito mutamenti significativi. Da un lato, durante il mandato dell’amministrazione precedente sono state approvate norme volte a disciplinare gli emettitori di stablecoin, segnando il primo grande intervento legislativo sul tema entrato in vigore. Dall’altro, il rapporto sottolinea come l’attuale maggioranza politica stia cercando di consolidare una narrativa secondo cui le misure adottate sotto l’amministrazione precedente avrebbero ostacolato il settore.

Il rapporto evidenzia inoltre l’importanza delle relazioni tra il comparto crypto e le istituzioni politiche: l’accesso al White House e ai legislatori del Congress è considerato cruciale per il futuro quadro regolatorio, con il House of Representatives che ha già approvato un provvedimento più ampio sui mercati digitali mentre il Senate continua a discutere proposte per allineare la normativa federale.

French Hill ha sottolineato:

“È importante notare che i regolatori finanziari dell’amministrazione Trump hanno revocato numerose linee guida, lettere interpretative e regole dell’era Biden che avevano favorito il debanking dell’ecosistema degli asset digitali da parte di certi enti regolatori.”

Questa dinamica riflette sia la polarizzazione politica intorno alle politiche fintech sia l’intento di molte forze politiche di attrarre investimenti e innovazione tecnologica mantenendo al contempo una vigilanza sulla stabilità finanziaria e la tutela dei consumatori.

Considerazioni finali

Il rapporto del presidente della House Financial Services Committee rappresenta un contributo assertivo al dibattito pubblico su come gli Stati Uniti dovrebbero regolamentare gli asset digitali. L’analisi invita a riflettere su due esigenze contrastanti: fornire certezza normativa per favorire l’innovazione e, al tempo stesso, garantire che i rischi sistemici siano gestiti con adeguati strumenti di vigilanza.

Nei prossimi mesi sarà importante monitorare l’evoluzione legislativa al Congress e le azioni delle principali autorità di regolamentazione, poiché le scelte politiche determineranno in modo significativo la capacità delle imprese crypto di operare sul mercato americano.