Il Papa dal Libano invoca la pace: il mondo guarda al Medio Oriente con timore
- 1 Dicembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Leone, rivolgendosi alla comunità cattolica di Harissa, ha sottolineato come l’amore conservi una forza unificante anche nei periodi più difficili e testimoni di prova.
Leone ha detto:
“Organizzazioni senza scrupoli speculano sulla disperazione di chi non ha alternative.”
Secondo il suo intervento, partire da questa considerazione permette di non rimanere schiacciati dall’ingiustizia e dal sopruso, anche quando ci si sente traditi da persone o enti che approfittano delle difficoltà altrui.
Leone XIV ha aggiunto:
“Solo così si può tornare a sperare per il domani, pur nella durezza di un presente difficile da affrontare.”
Nel corso del suo discorso il pontefice ha richiamato l’attenzione sulla responsabilità collettiva verso i giovani: è fondamentale favorire la loro partecipazione, valorizzandone le idee e garantendo spazi concreti all’interno delle strutture ecclesiali.
È stata ribadita la necessità di offrire, anche tra le macerie di un mondo segnato da fallimenti e fragilità, prospettive praticabili di rinascita e crescita per il futuro delle nuove generazioni. Questo approccio include programmi educativi, opportunità di impiego e iniziative comunitarie che possano tradursi in percorsi reali di integrazione e responsabilità.
Invito alla preghiera come ponte
Il Papa ha esortato la comunità a coltivare sempre la preghiera come legame che unisce i cuori e offre forza per perseverare, anche quando la situazione esterna è segnata da conflitti e difficoltà quotidiane.
Il Papa ha detto:
“La preghiera è un ponte invisibile che unisce i cuori e ci dà la forza per continuare a sperare e a lavorare, anche quando attorno tuona il rumore delle armi.”
Questa indicazione sottolinea il ruolo della spiritualità e della pratica religiosa come fattori di resilienza sociale, utili per mantenere coesione e speranza in contesti segnati da tensioni politiche e incertezze economiche.
Il Papa ha inoltre affermato:
“Si deve sempre sperare anche se attorno tuonano armi.”
Storia e significato del Santuario
Il Santuario di Harissa, spesso definito la Lourdes del Libano, nasce come luogo mariano di grande rilievo per l’intera regione mediorientale. La sua costruzione iniziò nel 1904, in occasione del cinquantesimo anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione da parte di Pio IX.
L’inaugurazione del complesso avvenne la prima domenica di maggio del 1908, data che da allora è celebrata come la festa annuale di Nostra Signora del Libano. Al centro del santuario si trova una statua bianca della Madonna, fusa in bronzo a Lione, alta circa 8,50 metri e dal peso stimato di 15 tonnellate.
La statua è collocata su una torre-piedistallo conica in pietra, lavorata a mano, che raggiunge i 21 metri di altezza. Per la sua imponenza e per la sua posizione panoramica, il santuario rappresenta uno dei principali punti di riferimento mariani del Medio Oriente.
Durante tutto l’anno i pellegrini si recano a Harissa, ma il picco delle presenze si registra a maggio, quando si svolgono le processioni notturne che partono dal litorale. Il luogo, oltre a richiamare fedeli cristiani, è frequentato anche da numerosi visitatori musulmani, a testimonianza del ruolo del santuario come spazio di incontro e dialogo interreligioso.
La manutenzione del sito, le iniziative pastorali e gli eventi liturgici hanno un impatto significativo sul tessuto sociale e religioso locale, contribuendo a preservare tradizioni, incentivare il turismo religioso e offrire occasioni di dialogo tra comunità diverse.