Il Canada valuta regole sulle stablecoin mentre Scotiabank segnala un impatto di mercato limitato

Scotiabank ha valutato che la prossima regolamentazione dei stablecoin in Canada difficilmente destabilizzerà i mercati domestici, sostenendo che l’obiettivo principale del quadro normativo è migliorare la velocità e l’efficienza dei pagamenti e abilitare regolamenti 24/7, più che gestire un rischio sistemico, come spiegato dall’economista Derek Holt in un recente rapporto.

Contesto normativo

Nel novembre scorso il governo si è impegnato a introdurre una legge per disciplinare i stablecoin ancorati al dollaro canadese, una scelta che si pone in continuità con l’azione legislativa compiuta recentemente negli Stati Uniti per regolamentare gli emittenti di queste valute digitali.

La mossa normativa riflette la crescente attenzione dei policymaker verso strumenti che svolgono funzioni di pagamento e infrastruttura finanziaria, e cerca di offrire regole chiare per la tutela dei risparmiatori e la stabilità dei mercati.

Che cosa sono i stablecoin e quale ruolo svolgono

I stablecoin sono criptovalute il cui valore è stabilizzato rispetto a un’attività di riferimento, come una valuta fiat o l’oro. Svolgono un ruolo importante nei mercati cripto come infrastruttura di pagamento e sono frequentemente utilizzati per trasferire fondi a livello internazionale.

Tra i più diffusi ci sono Tether con il token USDT — il più grande per capitalizzazione — seguito da USDC, emesso da Circle Internet. Questi strumenti hanno registrato una forte crescita, soprattutto negli Stati Uniti, contribuendo a dimensionare un segmento di mercato in rapida espansione.

Composizione delle riserve e possibili vulnerabilità

Secondo l’analisi citata nel rapporto, gli emittenti di stablecoin allocano la maggior parte delle riserve in strumenti a breve termine come i Treasuries, operazioni di repo e money-market funds, con una porzione più limitata esposta a asset come Bitcoin e oro.

Questa composizione è sotto osservazione perché, in caso di un’impennata di riscatti, potrebbe rendere necessario liquidare rapidamente posizioni, con ripercussioni sui prezzi degli asset in portafoglio e sui mercati monetari.

Le agenzie di rating hanno già reagito: S&P ha abbassato la valutazione della capacità di Tether di mantenere il peg al livello più basso della propria scala, mentre il peg di USDC appare più stabile grazie a un profilo di riserva più concentrato sui Treasuries.

In assenza dell’accesso ai meccanismi di supporto della Federal Reserve, gli emittenti avrebbero difese limitate in caso di tensioni forti sui mercati, aumentando la probabilità che shock di liquidità si trasmettano oltre il settore crypto.

Valutazione del rischio sistemico

L’economista citato nel rapporto sottolinea comunque che non si tratta di una replica automatica dei precedenti fallimenti di peg: i stablecoin rappresentano ancora una porzione relativamente ridotta della finanza globale.

Detto questo, proiezioni a lungo termine ipotizzano riserve collettive dell’ordine dei trilioni che, se realizzate, potrebbero assumere rilevanza per il mercato dei titoli di stato e per la liquidità dei Treasury, con potenziali implicazioni per la politica monetaria e la gestione del debito pubblico.

Inoltre, sebbene funzionino da vettori di espansione della valuta di riferimento — secondo quanto sostengono alcuni esponenti politici statunitensi riguardo al ruolo di ampliamento del dollaro — la loro efficacia dipende dalla solidità fiscale degli Stati e dall’equilibrio patrimoniale degli stessi emittenti.

Implicazioni per il Canada e i pagamenti transfrontalieri

Per il Canada, il beneficio più immediato previsto dalla banca riguarda i pagamenti transfrontalieri: l’adozione regolamentata dei stablecoin potrebbe ridurre i costi, comprimere i premi di liquidità e permettere regolamenti continuativi, migliorando l’efficienza delle rimesse e dei trasferimenti internazionali.

Tuttavia, questi vantaggi si realizzerebbero solo se gli emittenti mantengono pratiche di gestione delle riserve trasparenti e solide e se il quadro normativo prevede requisiti di governance, trasparenza e meccanismi di risoluzione adeguati per gestire stress di mercato.

Le autorità dovranno inoltre coordinare le regole a livello internazionale per evitare arbitrati regolamentari e per garantire che i miglioramenti infrastrutturali non creino nuove vulnerabilità finanziarie.

Prospettive e passi successivi

Nel prossimo periodo, l’attenzione sarà rivolta ai dettagli legislativi e alle disposizioni tecniche che definiranno requisiti patrimoniali, limiti di investimento delle riserve, regole di trasparenza e rapporti con gli operatori tradizionali.

Un efficace allineamento tra regolatori nazionali e internazionali sarà cruciale per sfruttare i potenziali benefici dei stablecoin nel migliorare i pagamenti e l’inclusività finanziaria, minimizzando al contempo i rischi per la stabilità macrofinanziaria.