La difficoltà di mining di Bitcoin pronta a impennarsi a dicembre dopo un calo lampo
- 30 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il prossimo adeguamento della mining difficulty di Bitcoin è previsto per l’11 dicembre e dovrebbe segnare un aumento, mentre il hashprice, la misura della redditività attesa per unità di potenza di calcolo, rimane su livelli prossimi ai minimi storici.
Secondo i dati di CoinWarz, il prossimo aggiustamento dovrebbe avvenire al blocco 927.360 intorno alle 00:09:34 UTC e portare la difficoltà da circa 149,30 trilioni a 149,80 trilioni.
L’ultimo adeguamento, effettuato pochi giorni prima, aveva invece ridotto la difficoltà da 152,2 trilioni a 149,3 trilioni, determinando un tempo medio di generazione dei blocchi di circa 9,97 minuti, leggermente inferiore all’obiettivo teorico di 10 minuti.
Il hashprice attuale è vicino a 38,3 dollari per petahash al giorno (PH/s/giorno), secondo le stime di Hashrate Index, in recupero rispetto al minimo sotto i 35 dollari registrato il 21 novembre.
Per i miner, un hashprice di circa 40 dollari per PH/s rappresenta il punto di pareggio operativo: al di sotto di tale soglia molte operazioni diventano non remunerative e gli operatori devono valutare se spegnere infrastrutture meno efficienti o sostenere le perdite sperando in miglioramenti futuri.
Fattori che comprimono la redditività
Il settore del mining è sottoposto a molteplici pressioni: restrizioni normative in diversi Paesi, costi energetici in aumento e tensioni geopolitiche che possono influenzare le catene di approvvigionamento di apparecchiature critiche.
Indagine statunitense sul principale produttore di hardware
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna del United States (DHS) ha avviato verifiche su Bitmain, il maggior produttore di hardware per il mining, per accertare se i dispositivi possano essere controllati da remoto o impiegati per finalità di sorveglianza.
Negli ultimi anni la senatrice Elizabeth Warren ha espresso preoccupazioni pubbliche sull’eventualità che gli ASICs — i circuiti integrati applicativi impiegati per il mining in ambiente proof-of-work — possano costituire un rischio per la sicurezza se utilizzati in installazioni sensibili.
Secondo stime accademiche, tra cui quelle della University of Cambridge, Bitmain detiene una quota di mercato significativa, pari a circa l’80% nella produzione di ASICs, rendendo il settore particolarmente dipendente da questo fornitore.
Implicazioni per la catena di approvvigionamento e per i miner
Misure come restrizioni alle esportazioni, dazi o sanzioni nei confronti dei fornitori di hardware potrebbero generare strozzature nella fornitura di macchine, aumenti dei prezzi e ritardi negli aggiornamenti tecnologici necessari per mantenere competitività ed efficienza.
Una possibile carenza di dispositivi moderni potrebbe spingere alcuni operatori meno efficienti a uscire dal mercato, accelerando processi di consolidamento e alterando la distribuzione geografica del hashrate globale, con effetti a catena sulla mining difficulty e sui tempi di conferma delle transazioni.
Contesto macro e consumo energetico
Dal punto di vista economico, la combinazione di ricompense diminute a seguito degli halving, costi energetici più elevati e spese di capitale per aggiornare i parchi macchine mette sotto pressione i margini dei miner. Questi fattori influenzano decisioni operative e piani di investimento sul medio termine.
Parallelamente cresce il dibattito sull’impatto energetico delle tecnologie: l’attenzione non riguarda solo le criptovalute, ma anche applicazioni di intelligenza artificiale ad alta intensità computazionale, che possono competere per risorse energetiche e infrastrutturali.
Cosa monitorare nelle prossime settimane
Gli operatori del mercato e gli osservatori dovrebbero seguire l’evoluzione del hashprice, i prossimi adeguamenti di mining difficulty, eventuali provvedimenti regolatori e i segnali relativi alla disponibilità di hardware sul mercato per valutare rischi e opportunità.
Se il hashprice dovesse rimanere sotto la soglia di pareggio, è probabile una selezione naturale che avvantaggerà i miner più efficienti e quelli con accesso a energia a basso costo, modificando nel tempo il panorama competitivo dell’industria.