Mediobanca, l’affondo di Schlein: governo e Mef sotto accusa, i pm parlano di tentativo di pilotare la dismissione di Mps
- 29 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Gli ultimi sviluppi riguardanti il tentativo di Mps di aumentare la partecipazione in Mediobanca — con un’indagine della Procura di Milano che ha iscritto nel registro degli indagati Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri e Luigi Lovaglio per ipotesi di manipolazione del mercato e ostacolo all’attività di vigilanza — hanno riacceso il confronto politico. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha chiesto che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, riferisca in Parlamento sui fatti.
Reazioni politiche
Elly Schlein ha dichiarato:
“Il quadro che emerge dall’inchiesta in corso sull’operazione di Mps su Mediobanca conferma le gravi preoccupazioni che abbiamo espresso nei mesi scorsi, in particolare per il ruolo opaco del governo e del Mef. L’unico interventismo in economia lo ha dimostrato favorendo scalate di cordate considerate amiche, anziché far rispettare il corretto funzionamento delle regole di mercato. La magistratura farà il suo lavoro, ma Giorgetti venga subito a riferire in Aula per chiarire al Paese tutti gli aspetti di questa vicenda.”
La richiesta di chiarimenti in sede parlamentare sottolinea la sensibilità politica dell’operazione, che coinvolge un istituto bancario controllato dallo Stato e importanti soggetti privati. La tensione riguarda non solo i profili giudiziari, ma anche la trasparenza delle scelte pubbliche in materia di interventi sul mercato azionario.
Indagine e perquisizioni
Dalle attività investigative sono emersi elementi raccolti nell’atto di perquisizione firmato dal pm di Milano. Il documento richiama in modo particolare il ruolo svolto da Banca Akros, che nel novembre precedente era stata incaricata dal Mef di coordinare la vendita sul mercato, tramite accelerated bookbuilding, di una quota del 15% del capitale di Mps poi finita nel mirino di soggetti come Delfin, Francesco Gaetano Caltagirone, Anima e BPM.
Gli indagati sono accusati di possibili condotte finalizzate a manipolare il percorso dell’offerta e di ostacolare l’azione di vigilanza; le ipotesi dovranno essere validate o smentite dall’evoluzione delle indagini e dall’istruttoria giudiziaria.
Dall’atto della Procura di Milano emerge un passaggio che osserva:
“Non è spiegabile, se non nel senso di voler pilotare l’attività di dismissione, l’affidamento di un anno fa, del ruolo di bookrunner unico a Banca Akros, intermediario con una sola esperienza di Abb alle spalle, peraltro di entità notevolmente inferiore a quella in esame, laddove i precedenti Abb del Mef erano stati affidati a un pool di banche internazionali come Ubs, BofA, Jefferies, oltre che a Mediobanca.”
Il ruolo di Banca Akros e la procedura
La contestazione evidenzia come l’affidamento del ruolo di unico bookrunner a un intermediario con esperienza limitata in operazioni di accelerated bookbuilding possa apparire anomalo rispetto a precedenti modalità adottate dal Mef, che in passato aveva privilegiato pool di banche internazionali. In una vendita di pacchetti azionari su larga scala la prassi comune è ricorrere a più istituti per garantire ampiezza di collocamento e trasparenza nelle condizioni dell’operazione.
Per comprendere il contesto tecnico: un accelerated bookbuilding è una procedura di collocamento rapido di azioni rivolta agli investitori istituzionali, pensata per vendere grandi blocchi azionari in tempi brevi. La scelta del coordinatore e la modalità di esecuzione influenzano la formazione del prezzo e la probabilità che determinate controparti acquisiscano pacchetti significativi.
Implicazioni istituzionali e di mercato
La vicenda solleva questioni rilevanti per diversi livelli istituzionali: la capacità del Mef di gestire vendite di partecipazioni pubbliche, il ruolo delle autorità di vigilanza nella prevenzione di comportamenti distorsivi del mercato e la necessità di chiarimenti da parte del Governo in Parlamento. La trasparenza nelle procedure è fondamentale per mantenere la fiducia degli investitori e la stabilità del settore bancario.
Se l’inchiesta dovesse accertare condotte illecite, le conseguenze potrebbero riguardare responsabilità penali per i soggetti coinvolti e possibili ripercussioni sulla governance e sulle strategie di dismissione del capitale pubblico nelle banche. Parallelamente, il dibattito politico potrebbe tradursi in richieste di revisione delle prassi amministrative e di maggiori tutele proceduralmente codificate.
Per ora la magistratura proseguirà le indagini, mentre in ambito politico e regolamentare resta aperta la richiesta di chiarimenti formali e di misure volte a garantire correttezza e trasparenza nelle operazioni di mercato che coinvolgono partecipazioni pubbliche e operatori di rilievo.