Gli operai di Eurallumina liberati dal silo dopo 12 giorni
- 29 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
I quattro operai dell’Eurallumina di Portovesme hanno deciso di porre fine alla protesta iniziata la mattina di lunedì 17 novembre, abbandonando il silo dopo essersi asserragliati per alcune ore a circa 40 metri d’altezza. La scelta è stata presa nell’ambito di un’assemblea con i rappresentanti sindacali per valutare le azioni successive, alla luce delle rassicurazioni ricevute in un incontro con la ministra del Lavoro.
L’incontro con la ministra ha fatto seguito alla sua partecipazione a un convegno a Cagliari organizzato da Confindustria; nel pomeriggio la ministra si è recata a Portovesme, rispondendo all’appello degli operai impegnati nella protesta. L’intervento ministeriale ha rappresentato il primo passo verso il tavolo programmato per il 10 dicembre a Roma, ritenuto cruciale per definire il futuro dello stabilimento e le misure a tutela dell’occupazione locale.
Marina Elvira Calderone ha detto:
“La protesta che state portando avanti non è nel vostro esclusivo interesse, ma nell’interesse dell’azienda, del complesso aziendale, di tutti i lavoratori e le lavoratrici di Eurallumina e dell’intero territorio.”
Marina Elvira Calderone ha aggiunto:
“Come ministra del Lavoro e come sarda credo di aver fatto solo il mio dovere venendo qui, per rappresentare non solo la mia personale vicinanza ma quella dell’intero Governo. Il ministero è a disposizione per tutti gli strumenti che servono, anche se prima di strumenti come la cassa integrazione io preferisco parlare di lavoro che ancora c’è.”
Contesto e prossime tappe
La vicenda riguarda il destino produttivo e occupazionale dell’impianto, situato nella zona del Sulcis Iglesiente, un’area storicamente sensibile alle dinamiche industriali e all’occupazione. La convocazione del tavolo di confronto fissato per il 10 dicembre a Roma mette al centro il ruolo del ministero, delle istituzioni locali, dell’azienda e dei sindacati nel trovare soluzioni praticabili per salvaguardare l’occupazione e la continuità produttiva.
Tra gli strumenti abitualmente considerati in situazioni analoghe figura la cassa integrazione, meccanismo di integrazione salariale e di sostegno temporaneo ai posti di lavoro. La ministra ha tuttavia sottolineato la priorità di ricercare soluzioni che mantengano l’attività lavorativa piuttosto che ricorrere immediatamente a misure assistenziali.
Le organizzazioni sindacali, insieme ai rappresentanti dei lavoratori e alle autorità locali, saranno chiamate a verificare le garanzie concrete sull’occupazione, possibili piani industriali e interventi di supporto territoriale. L’esito del tavolo influenzerà le scelte successive dei lavoratori, compresa la disponibilità a riconsiderare ulteriori iniziative di protesta qualora le trattative non producano risultati soddisfacenti.
Nel breve termine, la sospensione della protesta rappresenta un segnale di fiducia verso il confronto istituzionale; tuttavia, rimane alta l’attenzione sulle tempistiche e sui contenuti delle proposte che verranno delineate nel prossimo incontro a Roma, che dovrà chiarire responsabilità, interventi economici e impegni concreti per il territorio.