Autobrennero apre il nuovo round: domande di partecipazione entro mercoledì 3 dicembre
- 29 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Nuovo sviluppo nella procedura per l’affidamento della concessione cinquantennale dell’A22 Modena-Brennero, gestita finora dalla società Autostrada del Brennero Spa. La concessione, scaduta nel 2014, è tuttora esercitata in regime di proroga e la sua riassegnazione coinvolge questioni tecniche, giuridiche e strategiche di grande rilievo per i collegamenti tra l’Italia e il resto dell’Europa.
Un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), firmato dal direttore generale Sergio Moschetti e pubblicato il 28 novembre, ha ufficialmente riavviato la procedura di gara: la scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle ore 12 del 3 dicembre. La decisione è stata presa nonostante permangano incertezze di natura giuridica legate al profilo del diritto di prelazione riconosciuto al soggetto uscente.
Il diritto di prelazione
Il tema centrale che ha rallentato la procedura è il cosiddetto diritto di prelazione attribuito al promotore dell’operazione — in questo caso l’attuale concessionaria — nell’ambito delle procedure di finanza di progetto. Tale meccanismo consente al promotore di avere una priorità nell’aggiudicazione se la sua offerta risulta conforme ai requisiti del bando.
Il Mit aveva sospeso la gara fino al 30 novembre 2025 in attesa di un pronunciamento della Corte di giustizia dell’Unione europea sulla compatibilità di quel diritto con il diritto europeo in materia di appalti e concorrenza. Il pronunciamento, tuttavia, non è ancora intervenuto e il decreto sottolinea che il bando è stato predisposto tenendo conto della possibilità che la normativa europea possa ritenere il meccanismo non compatibile.
Pur riconoscendo il rischio giuridico, il ministero ha motivato la ripartenza della procedura con la necessità di individuare con tempestività un concessionario stabile per la gestione e gli investimenti sulla tratta autostradale interessata, evitando ulteriori proroghe incerte.
Contenuto della procedura e profilo giuridico
Dal punto di vista operativo, la gara riguarda in primo luogo la concessione della gestione dell’infrastruttura autostradale, comprendente la manutenzione ordinaria e straordinaria, la riscossione dei pedaggi e l’attuazione di interventi di potenziamento previsti nel piano economico-finanziario. La procedura di finanza di progetto punta a coinvolgere capitali privati per realizzare opere di ammodernamento in collaborazione con l’ente concedente.
La contestazione principale sollevata in ambito europeo è che una prelazione a favore dell’uscente possa distorcere la concorrenza in appalti aperti e violare i principi di parità di trattamento e trasparenza sanciti dalle direttive comunitarie sugli appalti pubblici.
Investimenti per 10 miliardi
La posta in gioco è elevata: la proposta presentata dall’attuale concessionaria prevede uno schema di finanza di progetto che mobilita risorse per circa 10 miliardi di euro destinati al potenziamento dell’asse. Gli interventi dichiarati includono, tra l’altro, opere infrastrutturali significative pensate per migliorare la capacità e la sicurezza della tratta.
Diego Cattoni ha espresso il razionale economico e strategico alla base della proposta:
“Dove c’è mobilità c’è sviluppo. La nostra proposta mira a trasformare l’asse autostradale del Brennero nel primo green corridor d’Europa, a beneficio non solo dei territori attraversati, ma dell’intera economia nazionale, dato che attraverso il Brennero transita una quota rilevante delle esportazioni italiane. Nel piano è prevista anche la realizzazione della terza corsia.”
La visione prospettata collega gli investimenti infrastrutturali a obiettivi di sostenibilità e facilità di transito delle merci, puntando a ridurre l’impatto ambientale attraverso soluzioni tecnologiche e di gestione più efficienti, oltre che ad aumentare la capacità di traffico per sostenere i flussi commerciali internazionali.
Secondo quanto segnalato dalla società, l’asse interessa quattro regioni — Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige — dove risiedono complessivamente circa 20 milioni di abitanti e che ospitano un’alta concentrazione di attività industriali e logistiche. Questo contesto rende il potenziamento della tratta una questione di rilevanza nazionale per la competitività dell’export.
Se la gara proseguirà nelle prossime settimane, sarà determinante seguire l’evoluzione del quadro giuridico europeo e le eventuali offerte concorrenti che potrebbero presentarsi, valutando non soltanto l’entità degli investimenti ma anche garanzie di servizio, tempi di realizzazione e impatti ambientali e sociali delle opere proposte.