Patrizia punta sull’Italia: 400 milioni per il residenziale
- 27 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un piano d’investimenti che punta a realizzare tra i 350 e i 400 milioni di euro nell’arco di 12-18 mesi, con una concentrazione prevalente sulla componente residenziale: studentati, coliving e residenziale in affitto gestito (il cosiddetto multifamily), e con almeno un terzo delle risorse dedicate a forme di residenzialità accessibile ispirate ai modelli del Nord Europa.
La scelta segna il rilancio in Italia di Patrizia, uno dei principali asset manager immobiliari nato oltre quarant’anni fa in Germania e con circa 58 miliardi di Aum a livello globale, che dopo aver investito storicamente in uffici e logistica reindirizza una parte significativa del proprio pipeline verso il living.
Pierluigi Scialanga ha detto:
“Siamo presenti in Italia dal 2018 e da allora abbiamo allocato oltre un miliardo in asset. Tra il 2020 e il 2025 abbiamo realizzato una rotazione di portafoglio con transazioni per volumi comparabili. Abbiamo inoltre impiegato circa 600 milioni nel settore delle infrastrutture, tra energie rinnovabili e interventi di efficientamento. Complessivamente gestiamo in Italia un patrimonio intorno a 1,6 miliardi di euro.”
Fino a oggi Patrizia ha operato nel mercato italiano soprattutto nel segmento direzionale e nella logistica, sia con strategie di gestione di immobili a reddito sia attraverso interventi di value‑add che prevedono acquisizione, ristrutturazione e valorizzazione di asset esistenti.
Pierluigi Scialanga ha detto:
“In coerenza con le linee europee, il nuovo piano prevede risorse intorno ai 250 milioni concentrate sul living: residenziale, in particolare studentati, multifamily e coliving. Su questi segmenti in Italia la scarsità di offerta è strutturale, ma riteniamo che un prodotto adeguato possa soddisfare una domanda reale e diffusa. Quando finanziamo un progetto utilizziamo mediamente metà capitale proprio e metà leva bancaria, pertanto questa dotazione è in grado di attivare progetti per un valore potenziale di circa mezzo miliardo.”
Strategia e mercati target
La strategia delineata privilegia poche città di grande dimensione dove la domanda di soluzioni abitative specializzate è più marcata: Milano, Roma e Bologna. L’approccio prevede collaborazioni con sviluppatori locali e valutazioni sia di riconversioni di asset esistenti – ad esempio uffici trasformati in studentati – sia di progetti greenfield, a condizione che dispongano già delle necessarie autorizzazioni.
Pierluigi Scialanga ha detto:
“Operiamo con partner locali e consideriamo conversioni e nuovi sviluppi solo se l’iter autorizzativo è già avanzato: nelle nostre politiche non è prevista l’assunzione del rischio legato all’ottenimento delle autorizzazioni.”
Questa scelta riduce l’esposizione ai ritardi burocratici e ai rischi di sviluppo, consentendo di accelerare la messa a regime degli asset e il loro inserimento sul mercato dell’affitto gestito, segmento che richiede competenze operative per la gestione quotidiana delle unità abitative.
Impatto sul mercato e modalità di finanziamento
L’ingresso più massiccio di capitali istituzionali nel residenziale può aumentare l’offerta di alloggi dedicati a studenti e giovani professionisti, contribuendo a mitigare tensioni locali sui prezzi e a introdurre standard di gestione più professionali. Il focus su una quota significativa di residenzialità accessibile assume rilevanza anche sul piano sociale, poiché mira a replicare soluzioni che nei Paesi nordici combinano qualità, costo contenuto e servizi condivisi.
Dal punto di vista finanziario, l’utilizzo di una leva pari a circa la metà del capitale investito e di finanziamenti bancari per il resto rende possibile moltiplicare l’effetto delle risorse iniziali: un impegno diretto di circa 250 milioni può così far confluire nel mercato progetti di valore complessivo superiore, favorendo economie di scala e una più rapida realizzazione degli interventi.
Per riuscire a incidere concretamente sul tessuto urbano e sul sistema abitativo è tuttavia cruciale la cooperazione con le amministrazioni locali, la disponibilità di autorizzazioni tempestive e un quadro normativo che favorisca la trasformazione di asset obsoleti in soluzioni abitative moderne e accessibili.