Australia propone una legge che obbliga le piattaforme di scambio di criptovalute a ottenere una licenza
- 27 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il governo australiano ha introdotto una nuova proposta di legge per regolamentare le piattaforme crypto all’interno del quadro delle norme sui servizi finanziari, dopo una consultazione con il settore che ha espresso un sostegno cauto al provvedimento.
La Corporations Amendment (Digital Assets Framework) Bill 2025 è stata presentata dall’Assistant Treasurer Daniel Mulino e prevede che aziende crittografiche, come exchange e fornitori di custodia, ottengano una Australian Financial Services License (AFSL) per operare legalmente nel paese.
Daniel Mulino said:
“Across the world, digital assets are reshaping finance. Australia must keep pace. If we get this right, we can attract investment, create jobs and position our financial system as a leader in innovation.”
La bozza di legge era stata sottoposta a consultazione pubblica lo scorso settembre dal Treasury, e per il ministro rappresenta un elemento centrale della roadmap crypto del governo Albanese. L’industria locale ha generalmente accolto positivamente l’impianto, pur richiedendo chiarimenti e una semplificazione di alcuni aspetti tecnici.
Obiettivi e ambito della normativa
Il testo legislativo si concentra sulle attività svolte dalle imprese che detengono asset digitali per conto dei clienti, anziché sul funzionamento della tecnologia sottostante. L’intento è ridurre le lacune normative e adeguare gli obblighi per attività comparabili nel mondo dei servizi finanziari tradizionali.
Daniel Mulino said:
“It’s currently possible for a company to hold an unlimited amount of client crypto without any financial law safeguards. The risks of scams or frauds like FTX cannot be ignored.”
Secondo il governo, la mancanza di tutele specifiche espone i clienti a rischi operativi e di frode; la nuova disciplina punta a garantire che attività equivalenti siano soggette a obblighi analoghi, calibrati per l’ecosistema degli asset digitali e modulabili in funzione dell’evoluzione tecnologica.
Nuove tipologie di licenza e requisiti
La proposta modifica il Corporations Act introducendo due nuovi prodotti finanziari regolati: la digital asset platform e la tokenized custody platform. Entrambe le categorie richiederanno il possesso di una AFSL e la registrazione presso la Australian Securities and Investments Commission (ASIC).
In concreto, l’obbligo di licenza si applicherà a chiunque fornisca servizi che possano essere ricondotti alla prestazione di un servizio finanziario — ad esempio chi consiglia, negozia o organizza negoziazioni in asset digitali — uniformando così l’approccio regolamentare rispetto ad altri settori finanziari.
Le piattaforme crypto dovranno rispettare gli standard minimi fissati da ASIC in materia di transazioni, regolamento dei trade e custodia degli asset dei clienti; dovranno inoltre fornire guide informative chiare sui servizi offerti, sulle commissioni e sui rischi associati.
Il testo contempla esenzioni per operatori di piccola dimensione: non saranno sottoposti a licenza le imprese con volumi di transazione inferiori a 10 milioni di dollari australiani nell’arco di 12 mesi e quelle che svolgono attività crypto in via accessoria rispetto alla loro attività principale non finanziaria.
È prevista inoltre una finestra di adeguamento di 18 mesi prima dell’entrata in vigore degli obblighi di licenza, per consentire alle imprese interessate di conformarsi senza interrompere l’attività.
Daniel Mulino said:
“This bill gives relief for businesses trying to do the right thing.”
Impatto sul settore e iter parlamentare
Durante la consultazione molte società del comparto hanno espresso supporto condizionato: favore per una maggiore certezza regolamentare accompagnato da richieste di semplificazione, definizioni più chiare e proporzionalità degli oneri, specie per le realtà più piccole e per i fornitori di servizi innovativi.
Al momento molte piattaforme che si limitano a facilitare scambi risultano registrate presso il AUSTRAC, l’ente per il controllo delle transazioni finanziarie, che registra oltre 400 exchange, alcuni dei quali poco attivi. La nuova legge sposterà l’attenzione sulle imprese che detengono asset per conto dei clienti, introducendo requisiti analoghi a quelli esistenti nel settore finanziario tradizionale.
Sul piano politico, la proposta dovrebbe incontrare un rapido passaggio alla Camera, dove il Labor Party detiene una solida maggioranza; successivamente il provvedimento passerà al Senato, in cui il governo potrebbe aver bisogno del sostegno del senato di minoranza e dei gruppi di crossbench per l’approvazione definitiva.
Gli effetti attesi includono un rafforzamento della protezione degli investitori e della sicurezza delle infrastrutture di custodia, a fronte tuttavia di un aumento degli oneri di compliance per gli operatori già attivi. L’impianto normativo mira anche a tutelare la reputazione del sistema finanziario australiano e a favorire l’adozione responsabile di forme emergenti di tokenizzazione.
Considerazioni regolamentari e operative
L’introduzione dell’obbligo di AFSL implicherà per le imprese l’adeguamento a standard consolidati di governance e controllo: requisiti di idoneità e onorabilità, procedure antiriciclaggio e know-your-customer, obblighi di rendicontazione, gestione dei conflitti e meccanismi di risoluzione delle controversie.
Per ASIC la registrazione comporterà la verifica della capacità operativa, della gestione del rischio e delle misure di custodia, elementi ritenuti centrali per ridurre la probabilità di eventi dannosi per i clienti e per il sistema finanziario nel suo complesso.
Dal punto di vista dell’innovazione, la normativa è concepita per essere sufficientemente flessibile da adattarsi all’emergere di nuovi modelli di tokenizzazione e servizi digitali, evitando di legare la disciplina a soluzioni tecniche specifiche e permettendo così un’evoluzione regolamentare coerente con il progresso tecnologico.
Conclusione
La proposta legislativa rappresenta un tentativo di bilanciare promozione dell’innovazione e tutela dei consumatori, introducendo obblighi noti del settore finanziario tradizionale in un ambito nuovo e dinamico. La fase successiva sarà cruciale per definire i dettagli applicativi, il livello di proporzionalità degli obblighi e l’efficace coordinamento tra gli enti di vigilanza.