Aree di crisi, Gela e Venezia si spartiscono 32 milioni
- 27 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha disposto la riapertura degli sportelli per la presentazione delle domande di agevolazione rivolte ai progetti di riconversione e riqualificazione delle aree di crisi industriale di Venezia, Massa-Carrara e Gela, con l’obiettivo di sostenere la ripresa delle attività produttive e tutelare i livelli occupazionali locali.
Risorse e aree coinvolte
Per l’area di crisi industriale complessa di Gela è previsto uno stanziamento complessivo di circa 16 milioni di euro. L’ambito territoriale interessato include i Comuni di Gela, Niscemi, Mazzarino, San Cono, Acate, Vittoria, Caltagirone, Mirabella Imbaccari, San Michele di Ganzaria, Butera, Riesi, Caltanissetta, Delia, Marianopoli, Montedoro, San Cataldo, Santa Caterina Villarmosa, Serradifalco, Sommatino, Aidone, Barrafranca, Piazza Armerina e Pietraperzia.
Analogamente, per l’area di crisi industriale complessa di Venezia è disponibile una dotazione finanziaria di circa 16 milioni di euro, destinata a interventi mirati al rilancio dell’economia locale.
Per l’area di crisi non complessa della provincia di Massa-Carrara è prevista una disponibilità di 1,5 milioni di euro. L’area comprende i Comuni di Carrara, Massa, Montignoso, Bagnone, Filattiera, Mulazzo, Pontremoli, Villafranca in Lunigiana, Zeri, Aulla, Casola in Lunigiana, Comano, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana Nardi, Podenzana e Tresana.
Soggetti e tipi di intervento ammissibili
Possono accedere alle agevolazioni imprese individuali e societarie, cooperative, consorzi e reti d’impresa costituite da un minimo di tre e un massimo di sei imprese. I programmi d’investimento ammissibili devono prevedere uno o più dei seguenti ambiti di intervento: investimenti produttivi, interventi per la tutela ambientale, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, iniziative di formazione del personale, innovazioni organizzative o di processo e programmi occupazionali finalizzati al mantenimento o all’incremento degli addetti dell’unità produttiva interessata.
La soglia minima delle spese ammissibili è fissata a 1 milione di euro per progetto; per le istanze presentate da reti d’impresa la soglia minima è ridotta a 400.000 euro.
Quadro normativo e finalità degli interventi
Le misure si fondano sul quadro previsto dalla Legge 181/1989, normativa storica per la gestione delle crisi industriali e per il sostegno alla reindustrializzazione dei territori colpiti da fenomeni di dismissione produttiva. Il regime di aiuto mira a favorire investimenti sostenibili, la tutela dell’occupazione e la riconversione verso filiere a maggiore valore aggiunto.
Strumenti finanziari e modalità di gestione
Le agevolazioni saranno concesse mediante: contributo in conto impianti, eventuale contributo diretto alla spesa e finanziamento agevolato. L’applicazione delle intensità massime di aiuto avverrà nei limiti e secondo le condizioni previste dal Regolamento GBER, che disciplina gli aiuti di Stato a favore delle imprese nell’Unione Europea.
La gestione operativa delle procedure è affidata a Invitalia per conto del Mimit, con il compito di istruttoria delle domande, valutazione dei progetti e monitoraggio degli interventi finanziati.
Impatto atteso e prossimi passi
Il ripristino dei termini per la presentazione delle domande è finalizzato a stimolare investimenti imprenditoriali nelle aree interessate, ridurre il rischio di perdita occupazionale e sostenere percorsi di innovazione e conversione ambientale. Gli interventi selezionati dovrebbero contribuire a diversificare l’offerta produttiva locale e a migliorare la sostenibilità delle filiere.
I soggetti interessati dovranno consultare le modalità operative pubblicate dal Mimit e predisporre la documentazione richiesta per la valutazione tecnico-amministrativa. Le tempistiche di istruttoria e i criteri di selezione saranno chiariti nelle convocazioni dei bandi gestiti da Invitalia.