Portafogli legati a Edel Finance accaparrano il 30% dei token e si portano a casa 11 milioni di dollari: Bubblemaps

Si intensificano i sospetti su attività anomale durante il lancio del token di Edel Finance, un protocollo di lending incentrato su azioni tokenizzate e RWAs (real-world assets).

Un’analisi on‑chain condotta da Bubblemaps ha indicato che un gruppo di circa 160 wallet avrebbe raccolto il 30% dell’offerta del token EDEL, per un valore stimato attorno a 11 milioni di dollari, durante il lancio avvenuto all’inizio del mese.

Bubblemaps ha osservato:

“Edel Finance ha ‘snipato’ il 30% di EDEL, poi ha cercato di nasconderlo dietro a un labirinto di wallet e posizioni di liquidità. Poche ore prima del lancio, circa 60 wallet sono stati riforniti da Binance […] Insieme hanno ottenuto il 30% dell’offerta — ora del valore di 11 milioni di dollari.”

Secondo l’analisi, i wallet erano tutti finanziati in Ether (ETH) nello stesso arco temporale; i fondi sarebbero poi passati attraverso uno strato di wallet freschi prima di essere usati per acquistare l’offerta finale del token. Ogni wallet principale avrebbe ricevuto il 50% della quota acquisita, mentre il restante 50% sarebbe stato ripartito su circa 100 wallet secondari, alimentati — sempre secondo l’analisi — tramite l’exchange MEXC.

Nel codice di creazione del contratto del token, l’analisi afferma che sarebbe inclusa la lista dei 100 wallet secondari, creando così un presunto collegamento diretto tra il team e i soggetti che hanno acquisito i token.

Andamento di mercato e modello operativo

Il token EDEL è stato lanciato l’11 novembre e presenta una capitalizzazione di mercato stimata di circa 14,9 milioni di dollari, con una perdita di valore marcata nelle ultime settimane. Questo calo accentua i timori degli investitori riguardo alla concentrazione dell’offerta e alla liquidità disponibile sul mercato.

Edel Finance si presenta come un protocollo di prestito decentralizzato pensato per integrare azioni tradizionali nella finanza on‑chain. Il team è descritto come composto anche da ex dipendenti di importanti istituzioni finanziarie come State Street, JPMorgan e società tecnologiche come Airbnb, secondo le informazioni ufficiali diffuse dal progetto.

Risposta del cofondatore

James Sherborne ha replicato alle accuse spiegando la posizione del team:

“Bel grafico — ma non è accurato… in realtà abbiamo acquisito circa il 60% dell’offerta e abbiamo collocato i token in un contratto di vesting, come da documentazione.”

Dai documenti di tokenomics citati da Sherborne risulta che solo il 12,7% dell’offerta totale sarebbe assegnato al team tramite un piano di vesting di 36 mesi, con sbloccchi a scaglioni ogni sei mesi. Il concetto di vesting implica che i token assegnati al team siano bloccati e rilasciati gradualmente per allineare gli incentivi nel tempo.

Replica e controversie tecniche

Bubblemaps ha definito la spiegazione come inadeguata, paragonandola a precedenti controversie legate a memecoin in cui una porzione consistente dell’offerta era detenuta dagli insider.

Bubblemaps ha aggiunto:

“Se fosse stato tutto trasparente, la distribuzione dell’offerta sarebbe stata chiaramente indicata sin dall’inizio; invece abbiamo rilevato che il 50% dell’offerta apparentemente implicata nel piano di vesting proviene dal deployer del token e non ha a che fare con lo snipe.”

Che cos’è lo ‘sniping’ e perché preoccupa

Il termine sniping nel contesto crypto indica l’uso di bot di trading per acquistare automaticamente nuovi token nel momento esatto del lancio, con l’obiettivo di entrare prima del pubblico generale e ottenere prezzi più favorevoli. Questo comportamento può creare squilibri di mercato, favorire concentrazioni di offerta e alimentare rischi di manipolazione.

La disponibilità di analisi on‑chain rende possibile ricostruire flussi di fondi e connessioni tra indirizzi, ma l’interpretazione dei dati richiede cautela: le transazioni possono provenire da molteplici origini e gli schemi complessi non sempre dimostrano intenti illeciti senza ulteriori indagini.

Implicazioni per gli investitori e per il mercato

Una concentrazione significativa dell’offerta in poche mani aumenta il rischio di forte volatilità e di movimenti di prezzo improvvisi, fattori che possono danneggiare investitori retail. Gli exchange e gli organi di vigilanza possono intervenire se emergono prove di manipolazione o pratiche non conformi alle norme.

Per gli utenti è consigliabile effettuare verifiche indipendenti sulla distribuzione dei token, leggere con attenzione la documentazione di tokenomics, valutare i piani di vesting e monitorare la trasparenza dei contratti smart e dei flussi on‑chain prima di prendere decisioni d’investimento.

La vicenda rimane oggetto di dibattito: la versione del team e le analisi on‑chain presentano elementi contrastanti che necessitano di ulteriori approfondimenti per dirimere eventuali responsabilità e valutare eventuali azioni correttive da parte degli operatori di mercato.

La società è stata contattata per un commento ufficiale e la situazione verrà monitorata in relazione a sviluppi futuri e a eventuali verifiche formali.