VanEck abbandona lo staking nell’etf BNB mentre si profilano rischi normativi
- 25 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
VanEck ha deciso di non prevedere lo staking delle attività nel suo prospettato ETF spot su BNB al momento della quotazione, nonostante l’asset manager offra invece la possibilità di staking nel suo recente prodotto su Solana.
Aggiornamento alla documentazione depositata presso la SEC
Nel deposito aggiornato del modulo S-1 presentato il 21 novembre alla SEC, VanEck ha specificato che il fondo non impiegherà il BNB in attività di staking al momento dell’emissione delle quote.
VanEck ha dichiarato:
“Il Trust non impiegherà il proprio BNB in Attività di Staking e, di conseguenza, non conseguirà alcuna forma di ricompensa o reddito derivante da attività di staking” al momento della quotazione.
VanEck ha inoltre avvertito:
“Non può essere garantito che il Trust intraprenderà in futuro Attività di Staking.”
Impatto sulla performance e confronto con il precedente prospetto
I gestori riconoscono che l’assenza di staking potrebbe comportare una performance inferiore rispetto al possesso diretto del BNB, poiché gli investitori rinuncerebbero ai potenziali ricavi derivanti dallo staking.
Nella versione iniziale del prospetto presentata a maggio, VanEck aveva indicato che avrebbe potuto, di volta in volta, affidare una porzione delle attività a fornitori di staking fidati. Questa impostazione è cambiata nella versione aggiornata.
Contestualmente, quest’anno VanEck ha lanciato anche il terzo ETF statunitense su Solana che prevede la possibilità di ottenere rendimenti tramite staking, evidenziando una differenza di approccio tra i due prodotti.
Modalità operative e terze parti
Nel documento aggiornato la società precisa che ogni eventuale attività di staking sarebbe eseguita tramite uno o più fornitori terzi di servizi di staking.
VanEck ha dichiarato:
“Il Trust non è autorizzato a impegnarsi in Attività di Staking, il che potrebbe influire negativamente sul valore delle Quote.”
Rischi regolamentari evocati dal prospetto
Il deposito non esplicita completamente le ragioni della cautela, ma suggerisce preoccupazioni legate all’incertezza regolamentare sullo status giuridico del BNB. Il documento sottolinea che una determinazione della SEC che qualificasse il BNB come titolo negoziabile potrebbe avere impatti negativi sul valore delle quote e potrebbe portare alla chiusura del fondo.
VanEck ha affermato:
“La prova per determinare se un particolare asset digitale sia un ‘security’ è complessa e difficile da applicare, e l’esito è difficile da prevedere.”
VanEck ha inoltre riconosciuto:
“Il BNB potrebbe attualmente essere considerato un security, sulla base dei fatti così come esistono oggi, o potrebbe in futuro essere ritenuto tale dalla SEC o da un tribunale federale.”
In base a queste ipotesi, VanEck si riserva la possibilità di sciogliere il Trust autonomamente qualora ritenga in buona fede che il BNB sia un titolo, oppure in seguito a una decisione della SEC o di un tribunale federale.
VanEck ha specificato:
“Finché lo Sponsor riterrà sussistere motivazione di buona fede per concludere che il Trust’s BNB non è un security, lo Sponsor non intende sciogliere il Trust sulla base del solo fatto che il BNB potrebbe in futuro essere determinato come security.”
Contesto regolatorio e precedenti recenti
Lo scenario normativo statunitense sugli asset digitali è stato particolarmente movimentato negli ultimi anni: nel 2023 la SEC ha avviato cause contro alcune piattaforme di scambio e ha indicato che decine di token potevano essere considerati titoli, incluso il BNB tra gli asset menzionati in quel contesto.
Successivamente, in una decisione di luglio, un tribunale federale statunitense ha stabilito che le vendite secondarie del token BNB non costituivano transazioni su titoli, introducendo ulteriore complessità nella valutazione giuridica di questi strumenti.
La questione se lo staking nei protocolli proof-of-stake debba essere considerato alla stregua di attività soggette alla normativa sui titoli è stata oggetto di dibattito anche all’interno della SEC, con posizioni divergenti tra i commissari e la divisione tecnica dell’ente regolatore.
Implicazioni per gli investitori e prospettive
Per gli investitori, la scelta di non offrire staking nel ETF su BNB significa che il prodotto replicherà l’esposizione al token senza i potenziali ricavi derivanti dallo staking; ciò può influire sul rendimento totale rispetto al possesso diretto del token o rispetto a fondi che invece prevedono staking.
Dal punto di vista regolamentare, la prudenza di VanEck illustra come l’incertezza normativa possa condizionare le decisioni operative dei gestori di fondi e la strutturazione dei prodotti finanziari legati agli asset digitali.
Nel medio termine, l’evoluzione delle interpretazioni della legge sui titoli da parte della SEC e dei tribunali federali sarà un elemento cruciale per definire la fattibilità operativa e il rischio associato a ETF che vogliano includere attività di staking tra le loro strategie.