Telefónica annuncia nuovo piano di ristrutturazione: oltre 5.300 esuberi

Telefónica, il colosso spagnolo delle telecomunicazioni, ha avviato un piano di tagli che rappresenta una delle più rilevanti ristrutturazioni della sua storia recente. I sindacati riferiscono di oltre 5.300 esuberi potenziali in Spagna, una mossa che arriva in un contesto di debito elevato, forti esigenze di investimento e una domanda che segnala un rallentamento strutturale del settore.

I numeri

Secondo le prime rilevazioni fornite dai rappresentanti dei lavoratori, il piano coinvolgerebbe in modo significativo le diverse divisioni: circa 3.649 posti in Telefónica España (circa il 41% dell’organico locale), 1.124 posti in Telefónica Móviles (31,3%), 267 in Telefónica Soluciones (23,9%) e ulteriori 279 esuberi stimati in Movistar+ (32,4% dei dipendenti della piattaforma televisiva del gruppo).

Si tratta dunque di una riduzione che va oltre la classica ottimizzazione dei costi e assomiglia piuttosto a una trasformazione strutturale dell’azienda. I tagli arrivano a distanza di un anno dall’ultima ondata di riduzioni del personale, quando nel 2023 furono soppressi 3.421 posti, pari al 16% del personale in Spagna.

I conti del gruppo

Le decisioni operative trovano fondamento nei risultati economici: nei primi nove mesi dell’esercizio il gruppo ha registrato una perdita netta di circa 1,08 miliardi di euro e ha annunciato un programma di risparmi da 3 miliardi entro il 2030. Per sostenere la ristrutturazione è stata inoltre presa la decisione di ridurre il dividendo, una misura che ha provocato un calo del titolo in Borsa del 13% in una sola seduta.

Il nuovo piano strategico, presentato con il nome Transform & Grow dal management, è stato illustrato dopo l’ingresso del nuovo amministratore delegato Marc Murtra, in carica da gennaio. L’obiettivo dichiarato è la riduzione del rapporto debito netto/utile netto a 2,5 volte entro il 2028, rispetto alle circa 2,9 volte attuali, attraverso una maggiore efficienza operativa e concentrazione sui mercati chiave: Spagna, Germania, Regno Unito e Brasile.

Il management prevede una crescita organica dei ricavi e dell’Ebitda compresa tra l’1,5% e il 2,5% nel periodo 2025-2028, con un’accelerazione attesa fino al 3,5% entro il 2030. Gli analisti di JPMorgan hanno tuttavia segnalato che la nuova guidance sul free cash flow — circa 1,9 miliardi quest’anno rispetto ai 2,6 preventivati in precedenza — risulta inferiore alle attese, causando revisioni sulle stime di medio termine.

Dal punto di vista dei mercati finanziari, il titolo ha sofferto notevolmente: nell’ultimo trimestre ha registrato una performance particolarmente negativa all’interno dell’indice Stoxx Europe 600 Telecommunications, segnando una flessione significativa rispetto al benchmark di settore.

Il ruolo dello Stato

Un elemento rilevante nella gestione della vicenda è la presenza dello Stato tra gli azionisti: tramite la holding pubblica Sepi, lo Stato ha acquisito una partecipazione pari al 10% del capitale nel 2024 per circa 2,285 miliardi di euro. Questa presenza pubblica introduce una dimensione politica e di interesse pubblico nella decisione, soprattutto se si considerano gli impatti occupazionali e la rilevanza strategica delle infrastrutture di rete.

La trasformazione tecnologica accelera il processo: l’estensione della fibra ottica e l’automazione dei servizi rendono possibile gestire reti e clienti con organici ridotti rispetto al passato, quando la manutenzione della rete in rame richiedeva più personale. Tuttavia, i sindacati hanno ribadito la necessità che ogni uscita avvenga su base volontaria e che siano previsti ammortizzatori sociali adeguati.

Dal punto di vista istituzionale, le misure annunciate potrebbero richiedere un confronto con le autorità di regolazione del mercato e con i ministeri competenti per il lavoro e l’economia, finalizzato a bilanciare la sostenibilità finanziaria dell’impresa con la tutela dell’occupazione e dei servizi ai cittadini. In tale quadro, le negoziazioni sindacali, i piani di ricollocazione, la formazione per la riqualificazione professionale e gli accordi su incentivi alle uscite volontarie saranno strumenti centrali per gestire la transizione.

Infine, la ristrutturazione avrà probabilmente riflessi sul mercato delle telecomunicazioni: la concentrazione sulle attività più redditizie e sui mercati principali potrebbe modificare la competitività a livello locale e la capacità di investimento in aree meno remunerative, con possibili interventi regolatori per garantire la continuità dei servizi essenziali, in particolare nelle zone rurali.



Author: Tony
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