Il rally delle azioni di intelligenza artificiale cinesi ha ancora margine: valutazioni indietro rispetto ai giganti statunitensi, avverte Goldman Sachs
- 24 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
La recente impennata dei titoli tecnologici cinesi guidata dall’intelligenza artificiale non rappresenta, secondo il capo stratega per le azioni cinesi di Goldman Sachs, un fenomeno puramente speculativo: le società del settore avrebbero ancora margini per aumentare valutazioni e utili sfruttando applicazioni commerciali dell’AI.
Le considerazioni arrivano in un contesto di crescente attenzione internazionale sul rischio di una bolla globale legata all’AI, mentre investimenti e capitalizzazioni azionarie sono saliti rapidamente. Secondo l’analisi, il differente approccio di investimento — puntare maggiormente sulle applicazioni piuttosto che sulla sola capacità di calcolo — offre agli investitori segnali concreti sulla capacità di monetizzazione a breve termine.
Kinger Lau ha detto:
“La domanda chiave è come le aziende monetizzano la domanda di prodotti correlati all’AI. Rispetto agli Stati Uniti, le società cinesi orientate alle applicazioni trattano ancora con valutazioni molto più ragionevoli.”
Approccio cinese rispetto a quello statunitense
Il modello cinese privilegia l’investimento diretto in soluzioni applicative e nello sviluppo di prodotti pronti per il mercato, piuttosto che concentrare risorse esclusivamente su infrastrutture di calcolo ad alta intensità. Questo, secondo gli analisti citati, fornisce un vantaggio nella fase iniziale di monetizzazione delle tecnologie.
A supporto di questa valutazione, Kinger Lau segnala differenze sostanziali nelle dimensioni delle capitalizzazioni di mercato: le prime dieci società tecnologiche cinesi pesano complessivamente circa 2,5 trilioni di dollari, mentre i loro omologhi negli Stati Uniti raggiungono circa 25 trilioni, una differenza di circa dieci volte. Inoltre, le aziende statunitensi rappresentano una porzione maggiore della capitalizzazione dell’indice S&P 500 rispetto alle controparti cinesi nei rispettivi indici di riferimento.
Ciclo di investimento e prospettive di sviluppo
Secondo la banca d’investimento, il ciclo di investimento in AI in Cina è indietro di circa 18 mesi rispetto a quello statunitense, quindi ha margini di crescita per tradursi in incremento degli utili e dei ricavi nei prossimi trimestri. Il tema dell’AI è stato inoltre inserito nelle linee guida strategiche nazionali, conferendo priorità politica e risorse pubbliche al settore.
Kinger Lau ha detto:
“La storia dell’AI si svilupperà in Cina. Il ciclo di investimento nell’AI, che è circa 18 mesi indietro rispetto agli Stati Uniti, ha più spazio per crescere e trasformarsi in crescita di utili e ricavi.”
Nei modelli previsionali presentati, la banca stima una crescita degli utili delle società cinesi in un intervallo del 12-13% nell’anno successivo, rispetto al 2-3% atteso per l’anno in corso. La rivalutazione delle quotazioni dovrebbe attenuarsi rispetto agli aumenti recenti, ma il potenziale di rialzo rimane significativo nel medio termine.
Fattori che sostengono la ripresa
Diversi elementi sono indicati come motori della prosecuzione del mercato rialzista: investimenti in AI, la crescita del prodotto interno lordo, politiche per ridurre la competizione distruttiva nei settori interni (fenomeno definito a volte come “involution”) e l’espansione internazionale delle imprese cinesi.
Le aziende cinesi stanno ampliando la loro presenza oltre i confini nazionali e realizzano circa il 15% dei ricavi all’estero, contro circa il 30% delle controparti statunitensi, lasciando margini per guadagnare ulteriore quota di mercato internazionale.
Anche i flussi di capitale giocano un ruolo: si prevede che gli afflussi netti verso i mercati onshore possano stabilire nuovi record, alimentati sia da investitori retail che cercano diversificazione al di fuori del settore immobiliare, sia da fondi istituzionali chiamati ad aumentare l’esposizione alle azioni locali.
Domande aperte e rischi da monitorare
Nonostante le prospettive favorevoli, permangono elementi di incertezza. Il principale riguarda la reale capacità delle aziende di convertire investimenti in AI in flussi di cassa sostenibili e in utili crescenti. Vi sono inoltre fattori geopolitici e normativi che possono influenzare l’appetito degli investitori stranieri e la libertà di accesso ai mercati internazionali.
Alcuni investitori internazionali, meno sensibili alle tensioni politiche, continuano a esplorare opportunità in Cina attratti dal potenziale di crescita tecnologica, mentre altri restano cauti per ragioni di rischio politico e di governance.
Conclusioni
La valutazione complessiva presentata indica che il rally azionario cinese legato all’AI ha ancora margini di sviluppo, ma la dinamica futura dipenderà dalla capacità delle imprese di monetizzare le innovazioni, dall’andamento degli utili e dai flussi di capitale internazionali. Monitorare dati macro, risultati aziendali e decisioni regolatorie sarà essenziale per comprendere quanto la crescita attuale sia sostenibile nel medio termine.