Il magnate della finanza Grant Cardone dice che dovresti controllare i tuoi contanti e i conti di investimento ogni singolo giorno, ecco perché

Negli ultimi anni Grant Cardone, imprenditore immobiliare noto per le sue posizioni finanziarie, ha sostenuto che l’investitore medio statunitense riceve un trattamento svantaggioso dai grandi istituti bancari e che, più che ignoranza, esista un vero e proprio indottrinamento volto a favorire le banche.

Grant Cardone ha detto:

“La alfabetizzazione finanziaria non è il problema in questo paese. Il problema è l’indottrinamento finanziario. Siamo stati indottrinati per favorire le banche.”

Grant Cardone ha aggiunto:

“Prendi i soldi, lavori come un matto e poi li dai a un’istituzione e ti dimentichi che ci sono.”

La domanda che sorge spontanea è se queste affermazioni trovino riscontri oggettivi nei dati sui tassi d’interesse e nelle abitudini degli esercenti bancari.

Il quadro dei tassi e il rapporto con l’inflazione

Le remunerazioni sui depositi nelle grandi banche restano, nella pratica, molto basse. I conti di base di istituti come Wells Fargo, Chase e Bank of America spesso offrono tassi introduttivi prossimi allo 0,01%, mentre i tassi di riferimento fissati dalla Federal Reserve possono collocarsi su livelli molto più alti (nell’ordine di qualche punto percentuale).

In questo contesto la differenza tra il tasso ufficiale e il rendimento offerto ai depositanti fa apparire i conti correnti e i depositi tradizionali come strumenti poco remunerativi. Quando l’inflazione è positiva, una remunerazione nominale prossima allo zero significa perdita di potere d’acquisto nel tempo.

Liquidità parcheggiata e sue implicazioni

Un’analisi su una larga base di clienti di Chase ha rilevato che il saldo mediano su un conto corrente si aggirava attorno ai 6.600 dollari (dati riferiti a un campione esteso). Somme di questo tipo, se tenute prevalentemente in conti a basso rendimento, producono interessi minimi rispetto ad altre opportunità disponibili sul mercato.

È però importante ricordare che i conti correnti sono pensati per la gestione quotidiana della liquidità: pagamenti, bollette e spese correnti. Per questo motivo mantenere un certo ammontare in contanti sul conto ha una funzione operativa, non di crescita del capitale.

Alternative per i risparmiatori

Negli ultimi anni sono cresciute offerte alternative ai conti tradizionali: conti di risparmio ad alto rendimento, depositi a termine e, per chi accetta una componente di rischio, prodotti di mercato come ETF e fondi indicizzati che replicano indici come il S&P 500. Alcune piattaforme propongono tassi di risparmio significativamente superiori ai conti correnti standard.

Un esempio semplice per comprendere l’effetto: 1.000 dollari depositati in un conto ad alto rendimento al 5% generano un interesse annuo di circa 50 dollari; gli stessi 1.000 dollari investiti in un fondo che replica l’andamento del S&P 500 potrebbero produrre, su base annua, guadagni molto più elevati in funzione del rendimento del mercato. Nel lungo periodo queste differenze composte possono diventare rilevanti.

Gestione quotidiana e controllo delle finanze

Secondo Cardone, un’abitudine fondamentale per chi vuole costruire patrimonio è il monitoraggio costante delle proprie risorse finanziarie: controllare regolarmente conti, investimenti e flussi di cassa aiuta a individuare opportunità e anomalie.

Grant Cardone ha detto:

“Guardo i miei contanti e i miei investimenti ogni singolo giorno. È non negoziabile.”

Grant Cardone ha anche osservato:

“Se il tuo conto è a zero, guardalo finché non ti fa star male.”

Un controllo più frequente delle proprie finanze può facilitare decisioni come ridurre spese non necessarie, rivedere abbonamenti, destinare liquidità eccedente a strumenti più remunerativi o creare un fondo di emergenza adeguato.

Strumenti di risparmio automatico e di accesso ai mercati

Negli ultimi anni sono nate app e piattaforme che semplificano sia il risparmio automatico sia l’accesso agli investimenti frazionati. Per esempio, alcune applicazioni arrotondano automaticamente gli acquisti effettuati con carta e investono la differenza in portafogli diversificati; altre piattaforme offrono negoziazione senza commissioni e strumenti educativi per i risparmiatori.

Questi strumenti possono essere utili per chi muove i primi passi nei mercati o per chi desidera automatizzare una parte del processo di accumulo, ma è fondamentale comprendere i costi, i rischi associati e le caratteristiche di liquidità prima di affidarsi esclusivamente a soluzioni automatizzate.

Considerazioni finali

Le osservazioni di Grant Cardone richiamano l’attenzione su un punto reale: molti risparmiatori non confrontano regolarmente le alternative e finiscono per lasciare liquidità parcheggiata a rendimento bassissimo. Tuttavia la scelta dello strumento finanziario dipende sempre dalle esigenze individuali, dall’orizzonte temporale e dalla propensione al rischio.

Una strategia prudente prevede la creazione di un fondo di emergenza liquido, la revisione periodica delle condizioni offerte dalle banche e, se appropriato, la destinazione di eccedenze verso prodotti con potenziale di rendimento superiore, tenendo conto della diversificazione e dei costi. Per decisioni complesse è consigliabile rivolgersi a un consulente finanziario qualificato.



Author: Tony
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