Aziende cinesi di apparecchiature per l’energia cavalcano il boom dell’intelligenza artificiale trainato dalla domanda degli Stati Uniti e dei mercati emergenti

La corsa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha spinto governi e grandi aziende tecnologiche a costruire nuove centrali elettriche e a modernizzare reti energetiche datate, creando opportunità rilevanti per i produttori cinesi di apparecchiature per la rete elettrica, secondo analisti di mercato.

La domanda aggiuntiva proviene in larga parte da ordini negli Stati Uniti, alimentati dalle iniziative politiche che hanno incoraggiato colossi tecnologici a potenziare l’infrastruttura per l’AI, con effetti di ricaduta sulle catene di fornitura internazionali.

Fattori alla base dell’espansione cinese

Pierre Lau Hin-tat ha dichiarato:

“Gli Stati Uniti comprano prodotti dal Giappone e dalla Corea del Sud invece che dalla Cina a causa delle tensioni geopolitiche.”

“Ora il portafoglio ordini per le aziende giapponesi e coreane è lungo anche tre anni, così le imprese dei mercati emergenti si rivolgono ai fornitori della terraferma.”

Secondo vari osservatori, lo slancio degli acquisti negli Stati Uniti ha creato una finestra di domanda che le aziende cinesi sono riuscite a intercettare, approfittando di tempi di consegna più rapidi e di capacità produttiva immediatamente disponibile.

Volume delle esportazioni e prodotti chiave

Nei primi dieci mesi dell’anno la Cina ha esportato apparecchiature per un valore significativo: circa 7,3 miliardi di dollari in trasformatori e 4,3 miliardi in interruttori ad aria isolata ad alta tensione (GIS), con aumenti rispettivi del 37,8% e del 28,5% rispetto all’anno precedente.

I trasformatori sono componenti essenziali per la trasmissione efficiente dell’energia su lunghe distanze, mentre i GIS offrono soluzioni più compatte e sicure per gestire la distribuzione ad alta tensione e facilitare l’integrazione di fonti rinnovabili intermittenti come eolico e solare.

Esempi aziendali e performance

Un caso significativo è quello di Sieyuan Electric, multinazionale quotata a Shenzhen specializzata in apparecchiature per la trasmissione e distribuzione: grazie alla domanda estera ha registrato nei primi nove mesi dell’anno una crescita del fatturato di circa il 33% e un incremento dell’utile netto del 47%, con le esportazioni che nel primo semestre hanno superato le vendite interne.

Proiezioni di mercato e fabbisogno energetico

Analisti di istituti finanziari sottolineano che il fabbisogno legato ai data center potrebbe generare un deficit energetico significativo nei prossimi anni. Secondo alcune stime, gli Stati Uniti potrebbero affrontare un mancato approvvigionamento pari a fino al 20% solo a causa dei consumi dei data center fino al 2028.

Citigroup ha inoltre evidenziato che molti trasformatori in servizio negli Stati Uniti hanno un’età media elevata — intorno ai 38 anni — creando una domanda urgente di sostituzione e ammodernamento.

I grandi operatori finanziari prevedono che i produttori asiatici, inclusi i leader cinesi, possano continuare a espandersi nei mercati sviluppati in un lungo ciclo di domanda. JPMorgan Chase ritiene che la penetrazione di questi fornitori potrebbe proseguire per anni, mentre Morgan Stanley quantifica il possibile deficit energetico citato per i data center fino al 2028.

Il mercato dell’infrastruttura digitale nei mercati emergenti rappresenta ulteriori opportunità: studi settoriali stimano che il mercato latinoamericano dell’infrastruttura digitale potrebbe raggiungere miliardi di dollari entro la seconda metà del decennio, e che gli investimenti diretti esteri in data center nella regione Asia-Pacifico potrebbero crescere fortemente entro il 2030.

Progetti internazionali e ordini

Le aziende cinesi del settore hanno ottenuto contratti e gare internazionali per importanti opere. Ad esempio, la State Grid Corporation of China ha avviato appalti per stazioni di conversione a corrente continua in Arabia Saudita e ha sottoscritto accordi per investimenti in linee ultra-alte tensioni in Brasile, con importi stimati nell’ordine di miliardi di yuan o dollari.

Inoltre, secondo note di ricerca, oltre il 60% delle vendite dei produttori cinesi di apparecchiature elettriche, nei primi mesi dell’anno, proveniva da mercati in Asia, Africa, America Latina e Medio Oriente, grazie anche a grandi megaprogetti di rete nei paesi emergenti.

Rischi finanziari e prospettive di lungo periodo

Gli analisti avvertono però alcuni rischi: forniture a paesi in via di sviluppo possono tradursi in tempi di pagamento più lenti, con impatti sul flusso di cassa dei fornitori cinesi. Questo fattore può comprimere temporaneamente la liquidità aziendale e aumentare il rischio commerciale su commesse internazionali.

Nonostante ciò, le proiezioni a medio-lungo termine restano favorevoli: diversi istituti finanziari prevedono una visibilità sugli utili per le aziende asiatiche del settore almeno fino alla fine del decennio, poiché la generazione e la trasmissione di energia rimarranno fattori critici per la crescita dei data center e dell’infrastruttura digitale globale.

Conclusioni

La convergenza tra crescente domanda di calcolo per l’AI, la necessità di ammodernare reti elettriche vetuste e la rapida espansione dei data center sta creando un ciclo di domanda favorevole per i produttori di apparecchiature di rete, con le aziende cinesi ben posizionate a intercettare commesse sia nei mercati emergenti sia in quelli sviluppati. Tuttavia, il quadro futuro dipenderà dall’evoluzione geopolitica, dalle scelte di investimento degli operatori e dalla capacità di gestire i rischi finanziari legati ai pagamenti internazionali.



Author: Tony
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