Dove pensano gli esperti che andranno le azioni tecnologiche nel 2026?

Il settore tecnologico ha registrato un andamento molto positivo su Wall Street per gran parte del 2025, spinto da ingenti investimenti in AI e contribuendo a un aumento di circa il 18% da inizio anno del Nasdaq.

Tuttavia, questo slancio potrebbe incontrare un brusco rallentamento nel 2026, con possibili conseguenze rilevanti per quegli investitori convinti che l’ondata dell’AI abbia ancora ampi margini di crescita.

Prospettive per il 2026

Gli osservatori di mercato seguiranno con attenzione l’evoluzione dell’AI nel 2026 per valutare se la crescita vertiginosa sia sostenibile nel medio termine. Tra i più scettici c’è Chad Cummings, avvocato e commercialista (CPA) presso Cummings & Cummings Law, con esperienze precedenti in ambito finanziario e fiscale presso American Airlines, PwC e J.P. Morgan Chase.

Chad Cummings ha detto:

“La bolla dell’AI esploderà nel 2026 — l’unica domanda è quando. Le valutazioni delle società di infrastrutture e servizi per l’AI presuppongono tassi di crescita che non sono sostenibili. Molte realtà stanno spendendo molto senza ricavi stabili. Molta consolidazione avverrà nel 2026 a prezzi da svendita.”

Cummings indica anche come primo segnale di cedimento il mancato successo commerciale di alcuni modelli linguistici di nuova generazione, citando in particolare GPT 5 sviluppato da OpenAI come un esempio di crepa nelle aspettative del mercato.

Chad Cummings ha detto:

“Il GPT 5 è in larga parte considerato un insuccesso, ed è la prima crepa nel ghiaccio: il settore dell’intelligenza artificiale si sta gonfiando oltre i fondamentali.”

Un punto di vista meno pessimista ma comunque prudente arriva da Edward Corona, fondatore di The Options Oracle AI Trade Manager, che si aspetta qualche scossone ma non un collasso totale.

Edward Corona ha detto:

“Se il 2025 è stato l’anno in cui tutti hanno investito in ogni cosa con ‘AI’ nel nome, penso che il 2026 sarà l’anno in cui si distingueranno i veri protagonisti dai bluff. La fase dei guadagni facili probabilmente è finita. Le società che costruiscono strumenti reali — chip, infrastrutture, cybersecurity — dovrebbero continuare a crescere. Terrei d’occhio nomi come AMD, Nvidia e Palo Alto Networks.”

Secondo Corona, molte società “pure-play” che hanno cavalcato la narrativa dell’AI potrebbero vedere un raffreddamento delle valutazioni, perché gli investitori cominceranno a porre domande più rigorose sulla redditività.

Effetti su altri settori

La crescita dell’AI ha alimentato anche la domanda in settori connessi, come l’energia e il commercial real estate, poiché i data center richiedono grandi quantità di spazio e potenza elettrica. Un rallentamento nelle attività delle società di intelligenza artificiale si ripercuoterebbe dunque anche sui fornitori di servizi immobiliari e energetici.

Chad Cummings ha detto:

“Il mercato immobiliare commerciale sta collassando silenziosamente sotto i piedi della tecnologia. Questo processo era atteso da tempo, ma ora accelera: molti prestiti di tipo interest-only stanno arrivando a scadenza e vengono rifinanziati a tassi doppi rispetto al passato. I REITs e le piattaforme tech legate a leasing o coworking sono sovraesposte.”

Dal punto di vista macroeconomico, l’aumento dei tassi d’interesse e i costi più elevati di rifinanziamento possono aggravare i problemi di società immobiliari e fondi che avevano fatto leva su condizioni di credito più favorevoli. Questo crea un rischio di contagio verso azioni e titoli collegati al mercato immobiliare commerciale.

Cosa monitorare per gli investitori

Per gli operatori e i risparmiatori, il 2026 potrebbe essere l’anno in cui valutare con più rigore la qualità degli attivi legati all’AI. È importante distinguere tra società narrative, che si avvalgono di branding e aspettative future, e aziende con modelli di business solidi, ricavi ricorrenti e vantaggi competitivi nella catena del valore (progettazione di chip, infrastrutture per data center, sicurezza informatica).

Inoltre, i potenziali aggiustamenti di mercato rendono rilevante il controllo dell’esposizione a strumenti ad alta volatilità e la valutazione dell’impatto su settori correlati come energia, semiconduttori e immobiliare commerciale. Regolamentazione, politica industriale e supply chain dei chip saranno fattori determinanti per la resilienza delle imprese tecnologiche nel prossimo biennio.



Author: Tony
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