Dipendente di Campbell’s licenziato dopo aver criticato lo sfogo disgustoso del vicepresidente su colleghi e cibo, ora si batte per giustizia
- 23 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Robert Garza si è presentato a un incontro che riteneva una normale discussione retributiva con un dirigente della Campbell Soup Company, ma quell’appuntamento è degenerato in quella che lui definisce una sfuriata durata oltre un’ora, che lo ha lasciato turbato e fisicamente male.
La conversazione, secondo Garza, riguardava un vicepresidente e responsabile della sicurezza informatica indicato nelle accuse come Bally. Quella conversazione è stata registrata da Garza e, sostiene la denuncia, ha portato in seguito al suo licenziamento.
Residente a Monroe nello stato del Michigan, Garza ha avviato un’azione legale contro la Campbell Soup Company, lamentando di essere stato licenziato in ritorsione per aver cercato di segnalare comportamenti scorretti.
Garza aveva iniziato a lavorare da remoto come analista della sicurezza per la sede di Camden, New Jersey, nel settembre 2024. In un incontro successivo, organizzato in un ristorante per discutere della retribuzione, il tono della conversazione è rapidamente mutato.
La registrazione e i contenuti contestati
Secondo il reclamo presentato in sede giudiziaria, la registrazione durata oltre un’ora e un quarto cattura una serie di commenti offensivi e denigratori attribuiti a Bally, sia verso i prodotti dell’azienda sia verso colleghi di origine indiana.
Bally reportedly ha dichiarato:
“Abbiamo roba per i poveri fottuti. Chi compra la nostra roba? Ormai quasi non compro più i prodotti della Campbell. Non è salutare ora che so cosa c’è dentro.”
Bally reportedly ha dichiarato:
“Carne bioingegnerizzata — non voglio mangiare un pezzo di pollo che sembra uscito da una stampante 3D.”
Nel corso della registrazione, sempre secondo il documento legale, sono stati pronunciati anche epiteti dispregiativi nei confronti di dipendenti di origine indiana: parole che Garza descrive come offensive e lesive della dignità dei colleghi.
Inoltre, Garza asserisce che Bally avrebbe ammesso di presentarsi al lavoro sotto effetto di prodotti a base di cannabis.
Robert Garza ha dichiarato:
“Non ha filtri.”
Robert Garza ha dichiarato:
“Si comporta come se fosse un dirigente di livello C in una Fortune 500 e potesse fare tutto ciò che vuole perché è un dirigente.”
La segnalazione e il licenziamento
Garza ha mantenuto la registrazione per alcuni mesi, affermando di aver bisogno di tempo per metabolizzare quanto sentito. All’inizio del 2025 ha però deciso di riferire i fatti al suo superiore diretto, J.D. Aupperle, segnalando in particolare i commenti razzisti rivolti ai colleghi.
Zachary Runyan ha dichiarato:
“Si è davvero battuto per gli altri. È andato dal suo capo e ha detto: ‘Martin sta dicendo questo sui colleghi indiani che abbiamo, sta dicendo questo su persone che comprano il nostro cibo — persone che tengono aperta la nostra azienda, e non penso che dovrebbe essere permesso’.”
Ventiquattro giorni dopo la segnalazione, Garza è stato colto di sorpresa: il 30 gennaio 2025 è stato licenziato. Il suo legale definisce il provvedimento sproporzionato, specie alla luce del fatto che in quella stessa riunione di dicembre il dirigente aveva elogiato il suo rendimento.
Zachary Runyan ha dichiarato:
“La risposta al fatto che Robert abbia difeso altri è stata che viene licenziato, il che è ridicolo.”
Zachary Runyan ha dichiarato:
“Non aveva mai ricevuto provvedimenti disciplinari, non era mai stato sanzionato per la sua performance lavorativa.”
Garza riferisce di non aver ricevuto follow-up dalle risorse umane o da altri livelli aziendali: nessuna indagine, nessuna spiegazione formale, soltanto il licenziamento. Ci sono voluti dieci mesi prima che riuscisse a trovare un nuovo impiego.
La causa e le accuse
La causa intentata da Garza contesta alla Campbell Soup Company di aver mantenuto un ambiente di lavoro ostile per motivi razziali e di aver adottato ritorsioni nei confronti del dipendente che ha sollevato la questione. Come imputati figurano la società, Bally e J.D. Aupperle.
Dal punto di vista giuridico, le denunce di questo tipo possono fondarsi su norme che proteggono i lavoratori dalla discriminazione e dalla retaliazione quando segnalano comportamenti illeciti o discriminatori. Le possibili conseguenze civili includono il reintegro, risarcimenti economici e ordinanze correttive, a seconda dell’esito del procedimento.
In situazioni analoghe le indagini aziendali e le iniziative delle autorità competenti sono determinanti per stabilire fatti e responsabilità: la raccolta di prove come registrazioni, testimoni e documentazione interna assume quindi un valore centrale.
Campbell Soup Company ha dichiarato:
“Se confermate, le affermazioni nella registrazione sono inaccettabili. Non rispecchiano i nostri valori e la cultura aziendale. Stiamo indagando attivamente sull’accaduto.”
Per Garza quella dichiarazione dell’azienda appare tardiva e insufficiente rispetto al danno subito: definisce la gestione complessiva dell’accaduto come gravemente inadeguata.
Linee guida pratiche per chi assiste a comportamenti illeciti
Se si è testimoni di discriminazione, molestia o altri comportamenti che violano le politiche aziendali, è consigliabile seguire alcuni passaggi per tutelare se stessi e gli altri.
Documentare tutto. Annotare date, orari, luoghi, persone coinvolte e descrivere quanto accaduto con precisione. Conservare eventuali registrazioni o messaggi che possano costituire prova.
Segnalare attraverso i canali appropriati. Rivolgersi alle risorse umane o utilizzare la linea etica aziendale quando disponibile. Presentare la segnalazione per iscritto consente di avere una traccia formale.
Conoscere i propri diritti. Le leggi federali e statali tutelano i lavoratori dalla retaliazione dopo aver denunciato discriminazioni o molestie. Se si ritiene di aver subito ritorsioni, esistono rimedi legali potenzialmente accessibili.
Consultare un avvocato specializzato in diritto del lavoro. Un legale esperto può valutare le opzioni, spiegare i tempi e le procedure e, se necessario, avviare azioni giudiziarie. Molti studi offrono consulenze iniziali gratuite.
Valutare le opzioni amministrative. In molti ordinamenti è possibile rivolgersi a enti che indagano sulla discriminazione sul lavoro; ad esempio, la Equal Employment Opportunity Commission e organismi analoghi statali. Questi enti hanno scadenze procedurali specifiche, spesso intorno ai 180 giorni per presentare un reclamo federale, ma i termini possono variare in base alla giurisdizione.
Implicazioni per le aziende e il clima aziendale
Casi come quello denunciato da Garza mettono in luce l’importanza di politiche aziendali chiare, di procedure di indagine tempestive e di una formazione continua sul rispetto e l’inclusione. La mancata gestione delle segnalazioni può avere conseguenze legali, reputazionali e operative rilevanti per un’impresa.
Garza spera che il ricorso alla giustizia possa dimostrare che la sua scelta di segnalare comportamenti offensivi fosse corretta. Il caso rimane oggetto di contenzioso e l’esito dipenderà dalle risultanze investigative e dalle valutazioni giudiziarie.