Che aspetto ha un contagio innescato dalle stablecoin?

I mercati globali continuano a scontare la prospettiva di nuove barriere commerciali statunitensi e, in questo contesto, esponenti delle banche centrali europee e asiatiche avvertono che la volatilità generata nei mercati obbligazionari potrebbe mettere in luce un rischio nascosto.

Rischio di corsa sugli stablecoin e impatto sui mercati obbligazionari

Alcuni funzionari monetari paragonano lo scenario potenziale a quanto avvenne con il fallimento di Lehman Brothers nel 2008: all’epoca la fuga dai fondi monetari causò la vendita forzata di commercial paper e il congelamento del credito globale, con una corsa ai riscatti stimata in centinaia di miliardi di dollari.

Oggi più voci istituzionali temono che una corsa su token ancorati al dollaro possa scatenare un sell-off istantaneo e molto più ampio sui Buoni del Tesoro USA, con effetti immediati sulla liquidità dei mercati finanziari internazionali.

Negli esempi recenti si possono individuare segnali di come shock esterni possano riverberarsi sul mercato dei token: la minaccia di dazi da parte di Donald Trump ha generato ondate di nervosismo che in una giornata hanno ridotto il valore complessivo del mercato crypto di circa 20 miliardi di dollari, dimostrando la sensibilità del settore agli shock geopolitici e commerciali.

Un caso pratico è il depeg dell’USDC del marzo 2023, in seguito al collasso della Silicon Valley Bank: l’incertezza sull’accesso alle riserve portò il peg a scendere fino a 0,88 dollari, illustrando come shock del mondo reale possano innescare riscatti repentini anche nelle stablecoin maggiori.

Possibile “fire sale” di titoli di Stato e reazioni delle autorità

Secondo autorevoli rappresentanti di vigilanza, la concentrazione del mercato degli stablecoin e la loro rapida espansione aumentano il rischio sistemico: se la domanda di riscatti dovesse impennarsi, gli asset a basso rischio che oggi garantiscono molte emissioni potrebbero dover essere liquidati in fretta, esercitando pressione sui rendimenti e sulla liquidità dei titoli governativi statunitensi.

Olaf Sleijpen ha avvertito:

“Se gli stablecoin non sono poi così stabili, si potrebbe arrivare a una situazione in cui gli asset sottostanti devono essere venduti rapidamente.”

La posizione è stata respinta in parte da un membro della banca centrale statunitense, che ha sottolineato come gli stablecoin rappresentino una tecnologia in rapida affermazione e non debbano essere demonizzati a prescindere.

Stephen Miran ha osservato:

“Gli stablecoin sono un’innovazione che è stata ingiustamente trattata come un paria da alcuni, ma ora rappresentano una parte consolidata e in rapida crescita del panorama finanziario; poiché gli stablecoin di pagamento previsti dal GENIUS Act non offrono rendimento e non sono garantiti dall’assicurazione sui depositi federale, vedo scarse prospettive che fondi abbandonino in massa il sistema bancario nazionale.”

Un rapporto della Dutch National Bank (DNB) mette in evidenza la rapidità di crescita del settore e la sua concentrazione: le principali emittenti — Tether e Circle — controllano quote rilevanti del mercato, fattore che, secondo la Banca, amplifica il rischio di riscatti di massa e potenziali vendite di Buoni del Tesoro USA.

Il Bank for International Settlements (BIS) ha messo in guardia su scenari di fiducia compromessa.

“Una perdita di fiducia negli stablecoin potrebbe portare a riscatti massicci e improvvisi, potenzialmente disturbando il mercato dei titoli di Stato più importante al mondo.”

La Reserve Bank of Australia (RBA) ha espresso timori analoghi, osservando che in fasi di maggiore stress economico internazionale l’uso di token ancorati al dollaro tende ad aumentare, indebolendo nel contempo il valore e la liquidità degli strumenti che li sostengono.

I rapporti delle banche centrali segnalano proiezioni di mercato molto diverse tra loro — da qualche centinaio di miliardi fino a più trilioni di dollari entro il prossimo decennio — sottolineando come, a certe dimensioni, anche uno shock moderato sui riscatti potrebbe diventare comparabile alle tensioni osservate nei mercati del marzo 2020.

Implicazioni per politica monetaria e mercati di finanziamento

Se una corsa sugli stablecoin costringesse a vendite rapide di titoli di stato, i mercati repo e gli altri canali fondamentali di finanziamento statunitense potrebbero subire tensioni significative, con effetti a catena sulle banche, sugli intermediari finanziari e sulle banche centrali che operano per stabilizzare i mercati.

Un aumento dei rendimenti, combinato con un calo della liquidità, peggiora la stabilità dei mercati proprio nel momento in cui servirebbe maggiore prevedibilità: le autorità monetarie dovrebbero valutare strumenti di intervento, dal prestito di emergenza a misure straordinarie di mercato, e rivedere le policy di gestione delle riserve.

La dimensione e la concentrazione del settore rendono inoltre più complessa la regolazione: se le proiezioni di crescita si confermassero, i rischi sistemici potrebbero emergere prima che gli schemi prudenziali e i requisiti di trasparenza siano pienamente operativi.

Posizione degli emittenti e visioni opposte

Dal lato degli emittenti, si sostiene che la struttura patrimoniale richiesta per molti stablecoin — in particolare la detenzione di titoli di stato a breve termine altamente liquidi — li renda intrinsecamente meno rischiosi di altre attività finanziarie tradizionali.

Faryar Shirzad, responsabile delle politiche di Coinbase, ha dichiarato:

“La copertura a riserva integrale rende gli stablecoin più sicuri del sistema bancario; una più ampia adozione rafforza la stabilità.”

Tuttavia, gli stessi argomenti utilizzati a favore della solidità degli stablecoin — concentrazione in asset apparentemente sicuri come i titoli governativi — diventano un punto di vulnerabilità nel momento in cui la fiducia cade e scattano riscatti massicci: la necessità di liquidare grandi posizioni di Buoni del Tesoro USA può generare proprio quei fazzi di prezzo e di liquidità che rendono meno efficiente la difesa della stabilità finanziaria.

In conclusione, mentre gli emittenti e alcuni regolatori vedono nelle stablecoin un’innovazione dai potenziali benefici, le autorità monetarie internazionali richiamano l’attenzione sui rischi di concentrazione, sulle possibili interazioni con la politica commerciale e sui canali attraverso cui tensioni apparentemente limitate potrebbero propagarsi all’intero sistema finanziario globale.