Piccolo miner con hashrate ridotto incassa 265.000 dollari grazie a un raro blocco Bitcoin
- 22 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un singolo miner di Bitcoin che operava con circa 6 terahash al secondo (TH/s) — una potenza di calcolo così esigua da essere pressoché irrilevante rispetto alla rete — ha scoperto un blocco completo venerdì, ottenendo 3.146 BTC oltre alle commissioni per un controvalore di quasi 265.000 dollari.
Con Kolivas said:
“The miner had only a one in 180 million chance of solving a block on any given day.”
La conferma dell’evento è arrivata dal creatore del pool CKpool, che ha sottolineato l’enorme sproporzione tra la potenza del vincitore e l’intera capacità di calcolo della rete. Il miner controllava approssimativamente lo 0,0000007% del hashrate complessivo, mentre la rete di Bitcoin ha raggiunto di recente un record attorno a 855,7 exahash al secondo.
Dettagli sul pool e sul premio
CKpool è un software che consente ai miner di tentare la “solo mining” impiegando però l’infrastruttura del pool: in caso di successo l’indirizzo vincente riceve l’intera ricompensa del blocco meno una commissione del 2%. Si tratta del 308° blocco estratto tramite CKpool dal lancio della piattaforma nel 2014, e del primo ritrovamento dopo circa tre mesi di inattività per quel pool.
Quanto è probabile trovare un blocco da soli?
L’evento è particolarmente significativo per la sua improbabilità. Con una potenza di appena 6 TH/s — tipica di un singolo dispositivo ASIC di generazione precedente — un miner non avrebbe normalmente buone prospettive di trovare un blocco, neppure lavorando ininterrottamente per secoli. Per confronto, nel 2022 fu segnalata una vittoria di un miner solitario con 126 TH/s che aveva battuto probabilità dell’ordine di 1 su 1,3 milioni; la discrepanza osservata questa volta rende l’accaduto ancora più eccezionale.
Implicazioni per la rete e per i piccoli miner
L’aumento continuo dell’hashrate rende la rete più resistente contro attacchi ma riduce drasticamente le probabilità che i piccoli operatori possano incassare ricompense attraverso la sola attività personale. Questo fenomeno favorisce strutture collettive come i pool di mining che aggregano potenza e distribuiscono premi, pur introducendo questioni legate alla concentrazione e alla decentralizzazione.
Servizi come CKpool offrono una via d’uscita per i miner con bassa potenza computazionale: permettono loro di tentare una vincita totale utilizzando l’infrastruttura del pool, mantenendo però la natura della “solo mining”. L’evento sottolinea come, nonostante la scarsa probabilità, la possibilità di una fortunata estrazione rimanga teoricamente aperta per chiunque partecipi alla rete.
Dal punto di vista economico, la ricompensa per blocco è composta dalla sovvenzione del blocco più le commissioni di transazione incluse all’interno dello stesso. L’ammontare totale percepito dal miner solitario può variare sensibilmente in base alle fee correnti e alla composizione delle transazioni nel blocco.
In conclusione, l’episodio rappresenta un promemoria dell’elemento casuale e probabilistico che permane nel processo di mining di Bitcoin, nonostante la continua crescita della potenza di rete e la professionalizzazione dell’industria mineraria. Per i piccoli miner, la scelta tra partecipare a pool tradizionali, utilizzare servizi che abilitano il solo mining o investire in hardware più performante rimane dettata da valutazioni su costi, probabilità e obiettivi di lungo termine.