Invitalia eroga 1,5 miliardi e finanzia 15mila start up in tre anni
- 22 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Negli ultimi tre anni gli investimenti delle startup innovative beneficiarie di Smart&Start Italia, l’incentivo promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia, si sono concentrati soprattutto su tecnologie digitali e settori ad alta intensità di conoscenza: il 40% sulle Web Technology (con focus su Cloud computing, IoT, e‑commerce e Social network), il 18% sull’Industria High Tech e il 16% sulle Life Science. Seguono per quota gli ambiti di Ambiente ed energia (10%), Smart Cities (7%), IT e infrastrutture (6%) e il comparto di Turismo e Beni culturali (3%).
Distribuzione degli incentivi e servizi di accompagnamento
I dati illustrano come gli incentivi pubblici gestiti da Invitalia possano favorire un rafforzamento degli investimenti sul territorio, non soltanto attraverso l’erogazione di risorse, ma anche mediante attività di supporto strutturato. L’agenzia offre servizi di orientamento e accompagnamento che spaziano dalla definizione del progetto alla predisposizione della domanda, fino al sostegno nella fase di crescita aziendale.
Questi servizi hanno coinvolto oltre 6.000 team imprenditoriali, con più di 8.600 incontri one-to-one erogati nei principali luoghi di innovazione, a beneficio sia delle startup sia delle Pmi innovative che cercano di consolidare modelli di business scalabili.
Normativa in discussione e obiettivi di politica industriale
Nel disegno di legge dedicato alle piccole e medie imprese, atteso in approvazione entro la fine dell’anno, è prevista una delega al governo per il «riordino della disciplina» con l’obiettivo di rendere più competitivo il quadro normativo per le startup e le Pmi innovative. La riforma punta a facilitare l’accesso al capitale, semplificare gli adempimenti amministrativi e promuovere forme di incentivazione fiscale e regolamentare che favoriscano la crescita e la nascita di nuovi modelli d’impresa.
Un’attuazione efficace di queste deleghe potrebbe influire sui meccanismi di finanziamento, sulla valorizzazione della proprietà intellettuale e sui rapporti tra imprese, università e centri di ricerca, elementi ritenuti fondamentali per rafforzare l’ecosistema dell’innovazione nazionale.
Tendenze del venture capital e confronto internazionale
A livello continentale si osserva un significativo spostamento delle risorse di capitale di rischio verso progetti di fortissima componente tecnologica: nel 2025 il 36% dei fondi di venture capital in Europa è stato allocato in imprese di deep tech, rispetto al 19% del 2021. Questo incremento riflette sia la maggiore maturità delle tecnologie abilitanti sia l’interesse degli investitori per soluzioni con alto potenziale di impatto e barriere all’entrata.
Adolfo Urso ha osservato:
“L’entità complessiva degli investimenti in Ue, seppur in aumento, rimane assai inferiore rispetto a quella degli Stati Uniti.”
Il confronto con il mercato statunitense evidenzia difficoltà strutturali: dimensione dei round di finanziamento più elevata, mercati di sbocco più ampi e una cultura del rischio consolidata. Per colmare queste lacune sono necessari interventi coordinati che coinvolgano politica industriale, istituzioni finanziarie pubbliche e private, incubatori e poli di ricerca.
In questo contesto, gli strumenti pubblici come Smart&Start Italia svolgono un ruolo di leva, sia in termini di de‑risco per gli investitori sia come catalizzatori di collaborazioni tra mondo accademico e impresa. Il monitoraggio delle performance delle startup e la valutazione degli impatti territoriali restano elementi chiave per calibrare misure future e sostenere la transizione verso settori strategici quali energia sostenibile, salute digitale e digitalizzazione industriale.